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25 aprile, ieri e oggi

25 aprile
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Tanti anni fa, il 25 Aprile del 1945, Il nostro Paese è stata liberato dall’oppressione nazi-fascista, sotto cui si trovava da tantissimo tempo. Uomini e donne che avevano un’unica speranza, la libertà, hanno combattuto e in molti casi hanno perso la vita o sono stati feriti. Hanno fatto la Resistenza, questi uomini e donne si chiamavano partigiani. Altri popoli ci hanno aiutato perché l’oppressione non riguardava solo l’Italia ma anche altre nazioni e continenti. Il 25 aprile 1945 i tedeschi e i fascisti furono sconfitti. Fu un momento di grande gioia, perché finì la guerra, che costò tanti morti a tutte le famiglie, e l’Italia tornò libera. Perciò ogni anno il 25 aprile facciamo festa: per ricordare da dove viene la libertà del nostro popolo.

Tante sono le storie che raccontano di questo momento, qui le storie di alcune donne che hanno lottato per la libertà

Maestra, Laura Seghettini nel 1943 si unisce alle brigate partigiane e nel 1944 né assume la carica di vicecommissario di brigata, sarà lei a guidare i partigiana nella sua terra, la lunigiana, nei sanguinosi scontri.

La grande dimostrazione di amore per la libertà avviene da una ragazza Lepa Svetozara Radić combattè a lungo contro le truppe tedesche e nel momento in cui doveva essere giustiziata le fu data scelta, vivere e consegnare i nomi dei suoi compagni oppure morire, di esempio fu la sua risposta, “avrebbero conosciuto i nomi dei suoi compagni quando sarebbero arrivati a vendicare la sua morte”.

Francesca Laura Fabbri Wronowski, entra a far parte della brigata partigiana giustizia e libertà intitolata a Giuseppe Matteotti, avrà il compito di informatrice dai vari campi ma non esiterà a prendere in mano le armi per combattere le truppe tedesche.

Queste donne di esempio per le nostre generazioni ma oggi? Quali sono le reazioni, le parole di chi è parte politica di questo Paese in un momento cosi delicato?

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L’opposizione con il partito di Giorgia Meloni nei giorni scorsi ha chiesto che venisse cambiato l’inno di questa festa perché divide, e che questa festa (che attenzione non indica comunismo contro fascismo ma indica la liberazione dall’Italia dalla dittatura) fosse ad indicare la fine di tutte le guerra e la lotta contro il coronavirus, peccato che la storia parli chiaro.

Il 25 aprile è giusto che divida . Deve insegnare sempre, alle nuove generazioni, a non confondere, a dividere: da una parte i totalitarismi e dall’altra la libertà, da una parte il fascismo e dall’altra la democrazia, da una parte il razzismo e dall’altra il rispetto per tutti, da una parte i nazisti e dall’altra i partigiani che morivano per l’Italia, da una parte i carnefici e dall’altra la difesa delle vittime.

Voi cosa ne pensate?

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