Accordo nucleare Iran: l’accordo deve essere rispettato

Accordo nucleare Iran: l’accordo deve essere rispettato
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Cina, rispettiamo l’accordo stipulato

L’accordo sul nucleare stipulato nel 2015 tra Iran e i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (Stati Uniti, Cina, Russia, Regno Unito e Francia più la Germania del P5+1) è a rischio. Nel 2018 Donald Trump ha annunciato il ritiro dal patto sul nucleare, poichè “Il governo iraniano continua la sua ricerca di armi atomiche. La minaccia militare è cresciuta del 40%.” Un anno dopo l’abbandono degli USA anche l’Iran fa un passo indietro. Il Paese minaccia di riprendere anche la produzione di uranio arricchito entro 60 giorni se gli altri membri dell’accordo non soddisferanno le sue richieste.

La minaccia dell’Iran

Il presidente dell’Iran, Hassan Rouhani, ha confermato la decisione di sospendere i suoi impegni dopo la nuova stretta americana sull’esportazione del petrolio e a causa dell’invio di navi militari con bombardieri strategici B-52 e la portaerei nucleare “Abram Lincoln” in Medio Oriente. Teheran manterrà inoltre le sue scorte di uranio arricchito e non ne invierà all’estero. L’ultimatum, inviato alle altre potenze che fanno parte del Piano Comprensivo di Azione (JCPOA), è urgente. Entro 60 giorni dovranno accettare le richieste dell’Iran in ambito bancario e petrolifero, come risposta alle sanzioni USA.

Il discorso di Rouhani

In un discorso al Parlamento trasmesso dalla tv di Stato “Irib”, il Presidente iraniano Rouhani ha inviato un ultimatum ai Paese firmatari. “La via che abbiamo scelto è quella della diplomazia e non quella della guerra.” Rouhani ha poi minacciato di prendere seri provvedimenti se i Paesi firmatari non rispetteranno i loro accordi entro 60 giorni. L’Iran deve essere aiutato e sostenuto per raccogliere i frutti dei suoi sforzi, specialmente in ambito bancario e petrolifero. Qualora non accadesse, l’Iran sospenderà gli accordi presi e cancellerà gli accordi sulla limitazione di produzione di uranio arricchito. Dal 2018, anno di ritiro degli USA, il riyal, moneta locale, è ai minimi storici, gli investimenti esteri sono diminuiti e l’inflazione è quadruplicata.

La Cina: l’accordo deve essere rispettato

Immediata la reazione della Cina. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Geng Shuang, ha infatti confermato che l’accordo stipulato nel 2015 deve essere rispettato. “Tutte le parti coinvolte hanno la responsabilità perchè questo accada.”

Come reagirà Washington?


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