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Addio a Franco Zeffirelli.

Franco Zeffirelli
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Dw-Roma. Addio a Franco Zeffirelli. Non è un giorno qualunque li sull’Appia Antica dove viveva il maestro. Un silenzio avvolge la zona, quel silenzio che lo ha contraddistinto negli ultimi anni della sua vita.

Basterebbe guardare gli occhi viola di Liz Taylor che fermano Richard Burton ne La Bisbetica Domata (1967) per capire la grandezza del Maestro.

Un infanzia travagliata, nato fuori matrimonio da Ottorino Corsi all’epoca sposato con un’altra donna, e dalla sarta fiorentina Alaide Garosi Cipriani. Il suo cognome fu inventato dalla madre che lo volle Zeffiretti, un errore dell’impiegato dell’anagrafe lo fece diventare Zeffirelli e cosi divenne un cognome unico al mondo, così piaceva dire Franco Zeffirelli.

Franco Zeffirelli Studiò all’Accademia delle Belle Arti a Firenze ma nel 1946 si trasferì a Roma dove incontrò quello che poi divenne il suo maestro, Luchino Visconti. 60 anni tanto durò la sua carriera artistica.
Franco Zeffirelli fu capace di passare con grande facilità dal cinema al teatro, alla tv.

Una carriera artistica che gli ha valse innumerevoli riconoscimenti e premi, tra cui ben cinque David di Donatello, due Nastri d’argento e ben 14 candidature dei suoi film agli Oscar, tra cui due personali (per ‘Romeo e Giulietta’ nel 1968 quale miglior regista e per ‘La Traviata’ nel 1982 quale migliore scenografia).


«La scomparsa di Franco Zeffirelli lascia un grande vuoto nel mondo dello spettacolo e della cultura italiana e internazionale» dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Con il suo straordinario talento e la sua profonda sensibilità estetica, ha dato vita, nella sua lunga vita di artista, a grandi capolavori nel cinema e nell’opera. Spirito brillante e coinvolgente, ha accompagnatola sua arte con grande passione civile e amore per il suo Paese».

Nel 2004 viene nominato Cavaliere dell’ordine dell’impero britannico dalla regina Elisabetta. Tra le tante celebrità internazionali con cui lavorò ci sono Elizabeth Taylor, Richard Burton, Laurence Olivier, Alec Guinness, Faye Dunaway, Jon Voight e Maria Callas, da lui amatissima.

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La sua omosessualità e andata di pari passo con quella che è la sua fede. La sua cultura così raffinata ha permesso di guardare dietro la cinepresa il mondo regalandoci poesia, riflessione e momenti di straordinaria bellezza. Ritornerà nella sua amata Firenze.

Ciao Maestro!.

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