Desk news, ITALIA, NOTIZIE IN EVIDENZA
Leave a comment

Alitalia, soluzione ancora tra le nebbie

Alitalia
Condividi l'articolo che stai leggendo

Alitalia novità

Nessuna luce in fondo al tunnel per la vicenda Alitalia mentre i commissari straordinari della compagnia premono per una soluzione. E pure rapida. E mentre si avvicina sempre di più la scadenza del 30 aprile, ultimo giorno utile perché  Ferrovie dello Stato presenti l”integrazione dell’offerta” su Alitalia mantenendo così in vita  il piano di salvataggio messo in campo  proprio per salvare la compagnia. Né sembra che possano esserci proroghe in  vista. 

La partita è nelle mani del governo e delle stesse Ferrovie che hanno posto, queste ultime, precise condizioni per la loro partecipazione nella “nuova Alitalia”, la “newco” che dovrebbe rilevare le attività della compagnia e nella quale la società guidata dall’a.d. Gianfranco Battisti non è disposta a partecipare per oltre il 30% del capitale, per di più  con un’operazione di sistema e di mercato. Che, tradotto, significa dover trovare un partner industriale.

Più facile a dirsi che a farsi. Così, per esempio, ha accettato di entrare in partnership industriale con Fs l’americana Delta Airlines, una delle maggiori compagnie mondiali, disponibile ad assicurare una partecipazione tra il 10 e il 15% nella “newco Alitalia”. Ma è ancora poco per comporre il puzzle. Troppo poco. Da qui, mentre Lufthansa resta a guardare con l’uscita pubblica dal capitale e un importante piano di esuberi sul piatto, è nata l’esigenza di spingersi oltre. Anche molto oltre. Fino alla cinese China Eastern in un quadro, però, ancora tutto da delineare.

Per il nostro mosaico occorre anche considerare la possibilità che una parte del prestito ponte (forse il 15%) possa essere convertita in equity grazie al Dl Crescita. Prestito ponte che, tempo due mesi, dovrà essere comunque restituito da Alitalia pena una procedura di infrazione in partenza da Bruxelles con destinazione Italia.

Ti può interessare anche:  Italia-Cina tra fake news e verità

Ma anche così, resterebbe da coprire il 40% del capitale: troppo. Che fare? Occhi puntati, allora, su Atlantia. E qui, se possibile, la partita si è ingarbugliata maggiormente. Perché questo significa chiamare ancora di più in causa il governo, visto che i rapporti con Atlantia e la controllata Autostrade per l’Italia sono precipitati dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, costato la vita a 43 persone lo scorso 14 agosto, con accuse reciproche e tanto di ricorsi al seguito. Le voci di un graduale ammorbidimento dei toni e di un possibile accordo si stanno rincorrendo di giorno in giorno tra conferme e smentite.

Dal canto loro, i sindacati del settore sono preoccupati per le conseguenze sui lavoratori. “Continuiamo a chiedere un confronto con il governo dopo l’ultimo incontro del 14 febbraio. Ma, al momento, l’unico appuntamento in vista è quello con i commissari di Alitalia in programma per il prossimo giovedì 18 aprile”, commenta Guido Barcucci, ufficio stampa della Filt Cgil. Il rischio – che tutti sembrano voler scongiurare – è quello di arrivare al 30 aprile con un nulla di fatto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *