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Allarme social in Italia? La nuova app che fa paura

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Tik Tok, questo è il nome della nuova applicazione che fa impazzire gli adolescenti e che sta spopolando anche in Italia. Ciò che spaventa? L’età minima di iscrizione e il fatto che sia frequentato da bambini della scuola elementare

DW(ITALIA).

Come annunciato poc’anzi, Tik Tok è il nome della nuova App, o per meglio dire, del nuovo social di origine cinese che sta dilagando tra i giovanissimi. Questa nuova piattaforma è, difatti, giunta anche in Italia e l’età minima richiesta per l’iscrizione è fissata a 13 anni.
Un fattore che, già di per sé, dovrebbe far temere il peggio al quale si congiunge il fatto che sia molto frequentato anche da bambini frequentanti le scuole elementari.
Una notizia che appare, sin da subito, allarmante e che, in realtà, dovrebbe far suonare, in particolar modo, i campanellini d’allarme ai genitori dei minorenni. Difatti, appare doveroso sottolineare la condizione in cui versano migliaia di adolescenti e ragazzi che, spesso e volentieri, vengono abbandonati dai parenti più stretti, noncuranti di ciò in cui potrebbero incappare.
È ben noto che durante la famosa età critica di ogni “ragazzo” è facile perdersi o intraprendere brutte strade o, peggio ancora, immettersi in una situazione che potrebbe risultare di disagio e alquanto pericolosa. Basta niente, soprattutto se si pensa a come si sia evoluta la tecnologia in così breve tempo.

I predatori sono ovunque e si mascherano dietro finti profili e falsi volti che, facendo una rapida similitudine, seppur allegorica e poetica, indossa una delle centinaia di maschere pirandelliane per affrontare la società, una società che, oggi come oggi, è più virtuale che mai.


Tik Tok, allerta massima per il nuovo social?
La parola social nasconde un eufemismo non di poco conto, poiché se letteralmente significa “sociale”, nel concreto e nella vita pratica cela una cruda e spaventosa verità.
Difatti, nel corso degli ultimi anni i rapporti tra le persone sono diminuite notevolmente. Mentre in passato ci si affidava a un incontro a una spensierata e piacevole chiacchierata tra amici, ora si è passati radicalmente a non avere contatti e a parlarci (per qualsiasi cosa) mediante l’uso di applicazioni di messaggistica istantanea.
Ciò ha comportato un ingente aumento di attività di carattere sessuale, oltre che pornografico e, ancor peggio, pedopornografico, in quanto sui social, spesso e volentieri, si “incontrano” persone la cui identità viene celata da falsi profili i quali servono per adescare ragazzini che (come accade il più delle volte) vengono violentati oppure torturati ammazzati.
Altre volte, invece, si assiste a dei veri e propri ricatti sessuali che rovinano molte persone, oltre che intere famiglie; ma, d’altronde, il mondo di oggi sta dimostrando di andare in malora, in quanto palesa di essere noncurante di ciò che conta realmente nella vita.
Ma, parlando e ritornando a Tik Tok, possiamo asserire che, questo nuovo social, crea nuovi e seriosi campanellini d’allarme in quanto, non solo l’età minima per iscriversi dev’essere pari a 13 anni, ma ivi vi sono anche bambini delle scuole elementari. Oltre a questi dati agghiaccianti, ciò che preoccupa è il contenuto che viene pubblicato su questa piattaforma, poiché si parla, solo ed esclusivamente, di video che mostrano (in particolar modo) delle ragazzine in atteggiamenti poco consoni, ovvero: le stesse si atteggiano da adulte con abbigliamenti succinti o solo capi intimi, le quali mostrano le loro nudità al fine di riscuotere successo su, per l’appunto, Tik Tok.


Da qui, possiamo solo immaginare quali cause e problematiche ne possano derivare, in quanto sappiamo molto bene quanto si è verificato sino a oggi mediante l’uso inappropriato degli altri social (quelli più comuni e diffusi negli ultimissimi anni).
Inoltre, vi è, poi, una questione di altrettanta rilevante importanza che è relativa al fatto che Tik Tok è tenuto a rispettare le leggi della Cina e ciò, almeno per quanto concerne gli USA, ha generato non poche criticità poiché il governo degli Stati Uniti accusa la piattaforma di cedere i dati degli utenti a Pechino. Un rischio questo che è riscontrabile su ogni social, ma “perseguibile” vista la giovane età degli utenti.
È anche certo che le normative sono differenti da Stato a Stato, ma, a prescindere dalle leggi in vigore, il buon senso deve cercare di orientarci verso la giusta strada, ponendo i riflettori su ciò che è effettivamente importante e, al contempo, cercando di far evitare ai più giovani certe tipi di “frequentazioni”.

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