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Allattamento: quando la consulenza può essere fatta a distanza

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Molto spesso, dopo il parto, la neomamma si ritrova insieme a tutta la famiglia in mezzo ad una vera e propria rivoluzione. Cambia la vita, cambiano gli orari, le abitudini e vengono stravolte soprattutto le priorità. Tutti lì per la piccola lei o il piccolo lui. Al centro di tutto c’è questa nuova innocente e indifesa creatura che, seppur così piccola, gode giustamente di tante attenzioni. Regali, visite (a volte anche troppe), sorrisi, abbracci e pareri. Ecco, soprattutto pareri: “Non tenerlo troppo in braccio che poi si abitua”, “Fallo mangiare ogni tre ore”, “Fallo piangere così gli si aprono i polmoni”, “Fallo dormire da solo quanto prima”. Questi e molti altri consigli, magari non richiesti e nemmeno troppo educativi.

Uno degli aspetti più problematici, però, soprattutto per la mamma e il nuovo arrivato, è l’allattamento. La maggior parte delle donne che danno alla luce vogliono allattare. Si informano prima, cercano di arrivare non troppo impreparate alla nascita ma la pratica è molto diversa dalla teoria, come in ogni cosa. Una domanda sorge spontanea: allattare non doveva essere la cosa più naturale del mondo? Sì, lo è. Ma non per questo è anche la più facile. E a complicare tutto spesso incide l’ambiente in cui ci si trova. Una donna che è appena appena diventata mamma ha una forza indicibile ma ha anche momenti di indicibile fragilità. Quello che sta vivendo è un mondo completamente nuovo, che ha cancellato per sempre quello che aveva vissuto fino a poco prima e il senso di responsabilità per quell’esserino che dipende da mamma e papà può destabilizzare non poco.

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Le persone intorno hanno un ruolo fondamentale. Mamme, mamme e papà, ma anche famiglie intere, sono spesso completamente sole ad affrontare questa rivoluzione. E così l’allattamento diviene una delle prime cose messe da parte perché considerate stressanti, pensati, quanto meno impegnative. Un figlio non è di certo un giocattolo. E diventare genitori non è di certo un gioco. L’allattamento, soprattutto nei primi giorni e nelle prime settimane, può rivelarsi davvero complicato. Molti non sanno, però, che l’aiuto di una figura competente cambia davvero tutto. Se vuole davvero allattare, la mamma ce la farà. Sorda a tutti quei consigli indesiderati che sempre arriveranno comunque alle sue orecchie, saprà trovare l’aiuto giusto.

E chi può davvero aiutare una mamma ad avviare correttamente l’allattamento naturale? Una consulente professionale in allattamento IBCLC. Questo acronimo (International Board Certified Lactation Consultant) viene tradotto in italiano con la dicitura ‘Consulente Professionale in Allattamento Materno’, cioè un professionista specializzato nella gestione clinica dell’allattamento al seno e della lattazione umana. In genere la consulenza avviene a domicilio o, se è possibile lo spostamento per i genitori e la piccola creatura, in un eventuale centro in cui riceve il o la consulente. Spesso piccoli problemi e dolori possono dare molto fastidio alla mamma. Ragadi e ingorghi sono tra i più frequenti. Ma con qualche giusta indicazione, l’allattamento può continuare senza altre complicazioni. Senza la giusta consulenza, invece, la mamma può peggiorare ed incorrere in complicazioni che potrebbero portarla a dolori molto forti, a febbre, mastite e quindi potrebbe scegliere di non allattare più. E sarebbe un vero peccato, visto che il latte materno offre ormai comprovati benefici per la salute e il benessere del bimbo ma anche per quelli della mamma.

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La consulenza è, insomma, decisiva.

Come ci si comporta in situazioni eccezionali come quella che stiamo vivendo a causa del COVID-19 o, anche in situazioni di vita quotidiana normale, quando la mamma che necessita aiuto e la figura professionale sono fisicamente lontane? Ci si può affidare quasi completamente alla consulenza a distanza. Grazie ai mezzi di comunicazione di cui disponiamo oggi, da foto a video e a videochiamate, è tutto più facilmente realizzabile. Anche la consulenza online. Una prima consulenza è consigliabile da subito, anche solo per chiedere un consiglio e togliersi un dubbio. Si avrà la certezza di una risposta competente e non improvvisata o dettata dai tanti falsi miti che si danno spesso per realtà. Se i momenti sono difficili e confusi per i neogenitori, si possono mandare delle note vocali appena si trova un buon momento. La consulente potrà ascoltare e riascoltare il messaggio, capire la soluzione e inviare un’altra nota vocale per spiegare con calma. In videochiamata, poi, ci si può confrontare su tutto bimbo alla mano nel senso che la consulente (o il, ma la maggior parte di consulenti sono donne) potrà vedere la posizione in cui la mamma adagia il bimbo, l’attacco al seno che spesso è motivo di ragadi, e può dare altri consigli come farebbe di presenza.

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Foto di Donatella Briganti

Niente potrà ovviamente sostituire il faccia a faccia, eventuali contatti e interventi fisici della consulente per mostrare in pratica come migliorare l’allattamento. Ma la fortuna di poter videochiamare è preziosa per avere anche quel sostegno morale che la vera consulente fornisce. Anzi, a volte ciò di cui ha bisogno una mamma è semplicemente un incoraggiamento, una parola di conforto. La consulente, se è davvero competente, fa anche questo e lo fa con tutti i mezzi che ha a disposizione.

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Se è vero che diventare genitori è la cosa più bella del mondo, è anche vero che è la cosa più difficile del mondo. Più naturale e più bella non vuol dire, infatti, più facile. E, oltre a mamma e papà, anche una consulente IBCLC lo sa bene. 

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