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Andrea Camilleri: il nostro arrivederci allo scrittore più amato

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Dw-Roma. La vita e’ breve. lo si dice e lo si sente dire spesso, come un mantra, per ricordarci che la vita e’ qui, e’ adesso, va vissuta e bisogna dare il meglio di se’ stessi, finché ce n’è.

La vita è breve ,ma per certi uomini lo è ancora di più. Con i suoi 93 anni sulle spalle, Andrea Camilleri avrebbe avuto ancora tanto da dare e da insegnare.
Ciò nonostante, non gli si può rimproverare di essersi mai risparmiato.

Stamani, 17 luglio, Andrea Camilleri ci ha lasciati. “Lasciati”. E’ andato via, chissà dove, è scomparso il suo volto dai nostri occhi per trovare posto nella memoria e lì farsi continuare a guardare.

Certo che non va via, non può, è merito del suo grande lavoro e impegno se resta comunque, qualunque sia il nuovo viaggio verso il quale si è incamminato.

E’ un po’ come se cuore e anima fossero rimasti immortalati per sempre nell’immenso patrimonio culturale, intellettuale e umano che ci consegna; lo ha messo in dote per tutti noi nei lunghi anni della sua carriera.

Noi ci ritroviamo eredi del più
grande tesoro esistente, fatto di quel genere di insegnamenti che ammaestrano nel profondo mente e anima.

Dicono che fosse nato per raccontare storie. Certo, è così, ma identificarlo solo come scrittore, regista, sceneggiatore diventa semplicemente riduttivo.

Al di fuori dei suoi libri, dei progetti televisivi e teatrali sempre di grande successo, una volta riposte le parole scritte, continuava a raccontare e ammaestrare il cuore con le “parole parlate”.

Perché Andrea Camilleri era anzitutto un insegnante nell’anima, di quelli veri, che

donano il frutto della propria esperienza e conoscenza a tutti coloro che lo circondano, senza essere geloso del suo sapere.

E quale modo migliore della narrazione per insegnare e arrivare a tutti.

Nato a Porto Empedocle il 6 settembre del 1925, figlio unico, considero’ sempre Enna il luogo che realmente e profondamente lo formò come scrittore.

Restano, dunque, i suoi scritti, i suoi monologhi, le interviste, le opere teatrali, le sue idee, i suoi pensieri e soprattutto, la sua essenza fatta di grande umanità’, sempre a disposizione degli altri e del sapere, sempre pronto a tendere una mano salvifica per illuminare gli spazi bui di una coscienza comune, spesso ingrigita dall’egoismo nuovo e cieco della società’ contemporanea.

L’uomo che perdendo la vista disse di riuscire finalmente a vedere le cose più
chiaramente, ora si nega ai nostri occhi, e non mostrandosi più, ne sono certa, così come le cose nascoste al suo sguardo si rivelarono a lui in maniera nuova e più autentica, anche noi lo rivedremo ancora più nitidamente nelle sue parole, con una nuova capacita’ di accoglierlo e comprenderlo, facendolo un po’ più’ parte di noi.

Arrivederci Maestro.

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