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Attentato in Sri Lanka, lo stato punta il dito contro i primi sospetti

Attentati Sri Lanka
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DW – Roma. Sale a 321 il numero delle vittime degli attentati che hanno sconvolto le celebrazioni pasquali in Sri Lanka. Le esplosioni, otto in tutto, sono avvenute in sequenza presso tre hotel e tre chiese a Colombo, capitale del paese, in un edificio a Dehiwala e in un altro quartiere di Colombo. 

Il Primo Ministro Ranil Wickremesinghe, il giorno stesso degli attacchi, ha parlato di “episodi codardi”, scrivendo in un messaggio Twitter: «Condanno fermamente gli attacchi vigliacchi contro la nostra gente. Invito tutti i cittadini in questo tragico momento a rimanere uniti e forti. Il governo sta prendendo provvedimenti immediati per contenere questa situazione». 

E a due giorni dalla strage, il governo punta il dito contro un gruppo terrorista locale di tipo islamico-radicale: la National Thowheeth Jama’ath. Il nome del gruppo, infatti, veniva menzionato anche all’interno della lettera che lo scorso 11 aprile era stata inviata dalla polizia all’intelligence srilankese avvertendo della possibilità di un attentato.

Il gruppo tuttavia è troppo piccolo e, proprio per questo, aggiunge un portavoce dell’esecutivo, potrebbe essere stato aiutato anche da organizzazioni terroristiche internazionali.

Nessuno ha però ancora rivendicato gli attacchi, mentre il governo ha annunciato lo stato di emergenza nel paese che permette di arrestare i sospetti anche senza un mandato di cattura.

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