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Le ultime dall’Italia e dai Paesi dove i nostri corrispondenti possono inviare le loro news

morte nei centri di accoglienza

I MORTI NEI CENTRI DI ACCOGLIENZA IN GRECIA NON FANNO PIU’ NOTIZIA

Pare che sui giornali ormai non si possa parlare d’altro che di corona-virus. Dimenticando, però, che esistono persone, bambini, che vivono in condizioni molto peggiori delle nostre. E che qualche volta muoiono nell’indifferenza generale. Come il bambino che è morto nel campo profughi di Moria, in Grecia, in uno dei campi per i rifugiati. Poche le notizie diffuse dalle autorità elleniche: nemmeno il nome del “bambino morto tra le fiamme” divampate in uno dei container in cui sono ospitati i profughi (quelli fortunati: per gli altri ci sono le tende e, a volte, nemmeno quelle). Non se ne parla mai, ma gli incendi in questi centri di “accoglienza” non sono rari. Stephan Oberreit, capo missione di Medici Senza Frontiere in Grecia ha detto che “questo incendio arriva solo due mesi dopo l’incendio nel campo di Kara Tepe e solo cinque mesi dopo l’incendio nel campo di Moria nel settembre 2019”. Ma gli incendi non sono gli unici problemi nei campi profughi in Grecia: recentemente alcune ONG hanno dovuto ridurre la propria presenza o abbandonare la zona …

restrizioni da coronavirus

Restrizioni da coronavirus, i dubbi di esercenti e ristoratori

Le restrizioni imposte dal governo hanno fatto chiudere milioni di negozi e attività di ristorazione Commercianti e ristoratori chiusi in casa pensando a come organizzarsi quando la quarantena finirà “Restiamo a casa”. E’ questa la parola d’ordine indicata dal governo italiano da ormai due settimane, imponendo restrizioni sempre più severe su tutto il territorio nazionale, che hanno determinato la chiusura di esercizi commerciali, uffici e molte aziende non indicate come di prima necessità. Se da una parte tutti sanno che questa è la scelta più sensata per limitare il contagio del Covid-19 e arrivare il prima possibile ad uscire da questo tunnel che ha rivoluzionato le abitudini quotidiane di tutti, dall’altro sono molti gli italiani che rimangono a casa con un forte magone allo stomaco. Stiamo parlando di tutte quelle persone che ancora non sanno come e se riceveranno uno stipendio in questo periodo di stop, ma anche e soprattutto di tutti i titolari di piccole e medie imprese, di negozi, bar e ristoranti, la cui chiusura potrebbe essere più lunga del previsto. Se, infatti, …

coronavirus e inquinamento

Tutti a casa: la natura respira, ma l’inquinamento rimane

Con le nuove restrizioni imposte dal governo si riducono le emissioni inquinanti nell’atmosfera Secondo alcune fonti non scientificamente confermate, l’inquinamento favorisce la diffusione del Covid-19 Il mondo occidentale e capitalista, basato sullo sviluppo industriale e commerciale, si è fermato e la Terra respira. Questa è la notizia che da alcuni giorni gira in rete e rasserena i cuori di milioni di persone che, a causa della grande emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19, sono costrette a stare in casa, rinunciando alle loro attività imprenditoriali e ad andare a lavoro. Effettivamente da quando è iniziata l’emergenza coronavirus i livelli di smog nelle città italiane e nelle altre metropoli occidentali sono drasticamente diminuiti, determinando un significativo calo dell’inquinamento atmosferico. La nuvola di gas tossico sopra le grandi centrali del mondo, costantemente rilevata dalle immagini satellitari, sembra essere quasi svanita. Tuttavia questa notizia positiva che arriva forse nel momento più buio della storia occidentale dal secondo dopoguerra, potrebbe non essere risolutiva. Il problema dell’inquinamento atmosferico è legato a molti fattori e non tarderà a ripresentarsi in dimensioni …

coronavirus in palestina

Corona virus in Palestina, situazione e misure

Domenica 22 marzo 2020, il Ministero della Sanità palestinese ha confermato i primi 2 casi di Coronavirus nella Striscia di Gaza e di nuovi 4 casi in Cisgiordania, aumentando il numero di infetti a 59 casi. Secondo il ministro della sanità di Gaza, i due casi provenivano dal Pakistan l’ultima voltae sono stati tenuti in quarantena,e poi sono stati portati nella stanza di isolamentodell’ospedale di Rafah. La maggior parte dei casi riguarda coloro che si trovavano al di fuori della Palestina e sono tornati di recente; tuttavia, alcuni di questi casi non erano in quarantena, il che aumenta il pericolo di infettare altri che ancora non presentano sintomi. Finora, ci sono stati 17 casi di recupero tra cui una bambina di 1 anno e 10 mesi, Milla Shoka. Milla è stata infettata dal nuovo coronavirus, all’inizio di marzo, e il bambino ha subito un sano isolamento in casa per 14 giorni, come sua madre l’accompagnava. Il 18 marzo il bambino  è stato testato di nuovo e il risultato  è stato negativo. Lo zio di Milla …

ORDINANZA REGIONE LOMBARDIA

CORONAVIRUS, PRESIDENTE FONTANA EMANA ORDINANZA PER TUTTA LA LOMBARDIA

REGOLE PIÙ STRINGENTI PER TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI “Regione Lombardia, d’accordo con i sindaci del nostro territorio, con le associazioni di categoria e con le parti sociali, ha deciso di emanare un’ordinanza con la quale vengono disposte nuove stringenti limitazioni per contrastare la diffusione del Coronavirus”. Lo comunica il presidente della Regione, Attilio Fontana, dopo un confronto avuto oggi in videoconferenza con i sindaci dei capoluoghi della Lombardia, il presidente dell’ANCI Lombardia e dell’UPL e i rappresentanti del Tavolo del Patto per lo Sviluppo. L’ordinanza entra in vigore domani e produce effetto – salvo diverse disposizioni legate all’evoluzione della situazione epidemiologica – fino al 15 aprile. https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/ La competenza sulla chiusura delle attività produttive é del Governo ma i rappresentanti delle associazioni di impresa hanno garantito che fin dalle prossime ore chiederanno ai propri associati di sospendere comunque tutte quelle produzioni che non fanno parte delle filiere ‘essenziali’. “Una decisione – prosegue Fontana – dettata dal serrato confronto con le nostre autorità sanitarie che ci impongono di agire nel minor tempo possibile. La situazione …

campo profughi

Campo profughi di Nusseirat a Gaza, 11 morti in un’esplosione

Palestina.Giovedi, un’enorme esplosione ha scosso il centro del campo profughi di Nusseirat, nella striscia centrale di Gaza, ed è stato causato da un incendio in una panetteria nel mercato del campo. L’incendio e l’esplosione hanno preso tutta l’area ed esteso a un negozio di legno, negozi e automobili ad una velocità rapida, le ambulanze e i militari sono arrivati sul posto e hanno preso il controllo del fuoco. Uccisi non solo lavoratori del forno, ma anche i cittadini che erano nei negozi vicini o che passavano da li. 11 donne e 6 bambini sono stati uccisi , mentre altre 60 persone si sono infortunate. Molte tragedie hanno colpito il campo profughi  di Nusseirat negli ultimi anni causando la perdita di qualsiasi palestinese anche di piccole imprese in una terribile crisi economica. “Le mie sorelle si sono laureate come tecnico di laboratorio, così insieme abbiamo aperto un laboratorio medico nel centro del campo di Nusseirat.  Era come la nostra seconda casa, ma non più. È iniziato a mezzogiorno di giovedì scorso, mentre eravamo in laboratorio. Quando …

Attacco a Gaza

Attacco a Gaza, storie di una normalità che stenta ad arrivare

Attiah  Nabahi, un ragazzo di 14 anni che è stato colpito e che è diventato completamente disabilitato durante l’ultimo attacco DW(PALESTINE).”Voglio condividere un messaggio al mondo. Non riesco a muovermi, quindi, sto usando un letto elettrico. Non mi è permesso mangiare sdraiato, quindi uso il letto per aiutarmi a sedermi, ho anche una sedia elettrica che mi siedo e la mia famiglia usa per farmi uscire dalla stanza e fare un tour nel quartiere, ma l’elettricità non è disponibile tutto il tempo e non posso caricare la mia sedia né il mio letto”, ha detto Attiah  Nabahi, un ragazzo di 14 anni che è stato colpito e che è diventato completamente disabilitato durante l’ultimo attacco a Gaza. Attiah Nabahi, un ragazzo di 14 anni di Gaza che è stato colpito, è completamente disabile durante l’ultimo attacco a Gaza, ed è stato colpito dal taglio dell’elettricità in corso.   Nella striscia di Gaza più di due milioni di persone vivono quotidianamente con carenza di elettricità e le persone vivono letteralmente al buio in ogni singola parola. …