Author: Romina Gobbo

Siria

Uomini che rendono più della droga

DW(ITALIA).Sarà Idlib – oggi al centro del conflitto fra ribelli (gruppi moderati ma anche jihadisti di Tahrir al-Sham) appoggiati dalla Turchia e governo siriano -, l’epilogo di nove anni di guerra in Siria? Una carneficina dove tutte le parti in gioco hanno commesso crimini. Oppure la Siria è solo l’emblema di una guerra globale che, mentre conosce qualche momento di tregua in un’area, subito vede spuntare un altro focolaio altrove? Perché, come dice Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, «l’unica industria che dal 2008 ad oggi non ha conosciuto la parola crisi, è quella bellica». Anzi, sono state inventate armi sempre più sofisticate, più potenti, e che non implicano vicinanza tra tiratore e vittima. Un joystick e… boom. Ma anche gli uomini vengono usati come armi. In principio a farlo furono i terroristi che scorrazzano nel Sahel africano. Gli uomini rendono più della droga. I convogli che percorrono il deserto approdano in Libia e Marocco, e lì scaricano la loro “merce” polverosa e disidratata, perché il sole africano non perdona. Ma davanti …

Ecuador cosa sta succedendo

Cosa sta succedendo in Ecuador

DW(ITALIA).«Riso, pollo, patate fritte e cocacola. L’“occidentalizzazione” dei gusti non è solo un problema di dieta più o meno equilibrata, ma anche di perdita di rendimento economico per le produzioni locali». A dirlo è Andrea Cianferoni – incontrato in Ecuador nell’ambito della missione organizzata dalla Ong Focsiv -, quale coordinatore in loco del programma “Cadenas de Valores”, che si suddivide in due progetti: Catene di valore inclusive e sostenibili (cofinanziato dall’Unione Europea, la Ong Cefa e il Ministero dell’Agricoltura), e “Juntos” (cofinanziato dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo, Cefa, Engim e Istituto nazionale di ricerca agro-zootecnico), di cui è responsabile Fabio Scotto. «L’obiettivo – spiega Luigi Morelli Ovani, in servizio civile per i progetti rurali Cefa – è sostenere le catene di valore inclusive e mettere in rete i piccoli produttori, migliorandone le capacità produttive, organizzative e commerciali. Stiamo parlando di cacao, caffè, platano (un tipo di banana che va consumata cotta), yucca (un tubero), curcuma, wayusa (una sorta di tisana corroborante e con buone proprietà terapeutiche) e quinoa. Uno dei problemi qui è …

violenza sulle donne

Violenza sulle donne quello che accade in Ecuador

DW(ITALIA).«Aunque pegue, aunque mate, marido es» (Anche se picchia, anche se ammazza, è tuo marito). In Ecuador, nella provincia del Napo, una donna su quattro ha subito abusi sessuali dal marito; più in generale, sette donne su dieci hanno subito un qualche tipo di violenza (il dato nazionale è sei su dieci); le morti poco chiare sono frequenti. La causa viene da loro individuata in un mix di “machismo” – retaggio di una cultura patriarcale per la quale la donna “serve” solo a procreare – e alcolismo, problema che riguarda la maggioranza degli uomini. È un “cocktail esplosivo”, che si manifesta sottoforma di botte alle mogli. «L’ubriachezza degli uomini è un problema enorme – spiega suor Gladys Sasig, della congregazione di San Vincenzo De Paoli, responsabile della Pastorale della donna e della famiglia per la diocesi di Quito -. I mariti nel fine settimana tornano dalla campagna dove hanno lavorato duramente e bevono, è un modo per evadere. Basta un niente per farli scattare». «I bambini piccoli piangono, noi siamo stanchi e non li vogliamo …

sfruttamento amazzonia

Sfruttamento dell’Amazzonia ma davvero conosciamo la reale situazione?

Il racconto di chi ha vissuto quei posti affrontato nei prossimi tre articoli L’Ecuador e lo sfruttamento del territorio DW(ITALIA).In questi tempi nei quali sul coronavirus si è detto di tutto, è girata anche la fake news secondo la quale bevendo una certa “Miracle Mineral Solution” (sostanzialmente, composta da candeggina) ci si può proteggere dal virus. Mi ha colpito perché ci fa capire che anche se pensiamo di essere progrediti, non solo le paure restano le stesse, ma addirittura con un po’ di bravura chiunque ci può raggirare. Mi è tornato allora in mente quello che succedeva in Ecuador, in particolare nelle province di Sucumbíos, con il capoluogo Nueva Loja (più conosciuto come Lago Agrio), e Orellana. Quando negli anni ’70 arrivò la prima compagnia petrolifera multinazionale statunitense, la Texaco, e cominciò a scavare i primi pozzi, essa usava irretire la popolazione, composta prevalentemente da indios, con bufale create ad arte. «Nuotare nell’acqua nera era per noi bambini cosa normale. Non potevo certo pensare che ci stessero avvelenando. Ci dicevano anche che spalmandoci quei fanghi …

Come sono organizzati i campi profughi

DW(ITALIA).«Spazi di transito e di attesa, i campi si organizzano come “città”, senza per questo essere dotati di un progetto urbano»: così il francese Michel Agier, antropologo e ricercatore presso l’Istituto italiano di ricerca per lo sviluppo (IRD), definisce i campi profughi. Una realtà nata nel 1948, con la diaspora dei palestinesi, a seguito della nascita dello Stato di Israele. Sono sparsi in tutto il Medio Oriente, altri sono nati nel 1967, con il secondo esodo, conseguenza della sconfitta degli arabi nella guerra dei sei giorni. Hanno ospitato complessivamente milioni di profughi, ci sono persone nate, vissute e morte dentro i confini dei campi, e siamo ormai alla quarta, quinta generazione. Ma anche se la speranza del “ritorno” ormai si è affievolita, quando arrivai all’ingresso dell’Aida Camp di Betlemme un’enorme chiave mi accolse, un simbolo nostalgico ad imperitura memoria. In tutti questi decenni, non solo la demografia ha visto un’evoluzione, ma anche gli spazi urbani, l’edilizia, l’organizzazione sanitaria, lavorativa, scolastica e sociale. Perché i campi non sono più, appunto, “spazi di transito”, com’erano stati concepiti dall’UNRWA …

terrorismo islamico

Terrorismo islamico,si sta rafforzando in Africa occidentale e nel Corno.

DW(ITALIA).Cento persone morte e centinaia di feriti: è il bilancio destinato ad aggravarsi dell’attacco terroristico che il 28 dicembre ha colpito Mogadiscio, capitale della Somalia. Anche se non c’è stata rivendicazione, è probabile la firma del gruppo terroristico al-Shabaab, che dal 2006 imperversa nel paese. Allontanato dalla capitale, mantiene il controllo su alcune aree rurali, dalle quali sferra attacchi anche nel confinante Kenya. Il terrorismo islamico, dopo le sconfitte in Medio Oriente, si sta rafforzando nell’Africa occidentale e nel Corno. L’attentato di Mogadiscio è infatti l’ultimo di una lunga serie nel 2019. Per restare, però, a questo periodo natalizio, va citata l’uccisione il giorno di Natale di undici cristiani in una località sconosciuta della Nigeria. Puntuale è arrivata la rivendicazione dei terroristi della Provincia dell’Africa occidentale dello Stato Islamico (Iswap), gruppo jihadista fuoriuscito dal più conosciuto Boko Haram, e fedele a Daesh. Tramite video, messo in rete da Amaq, agenzia di stampa e organo di propaganda di Daesh, hanno fatto sapere che l’azione è servita a vendicare la morte di Abu Bakr al-Baghdadi (il sedicente …

Quali effetti dei cambiamenti climatici in Africa?

DW(ITALIA).«L’Anno Zero dell’apocalisse climatica»: così il quotidiano britannico “The Guardian” il 18 dicembre ha definito il 2019. Se fine anno è tempo di bilanci, quello relativo agli eventi climatici estremi, è davvero preoccupante. Apertosi con un’ondata di calore da record in Australia, il 2019 è poi continuato con perturbazioni violente, inondazioni che hanno colpito un po’ ovunque – ci resta negli occhi l’eccezionale alta marea a Venezia -, incendi (anche se qui spesso c’è la mano dell’uomo), scioglimento di ghiacciai, periodi sempre più lunghi di siccità che preludono alla desertificazione. L’Africa di tutto questo non si fa mancare nulla. Non fosse altro che per le sue dimensioni considerevoli, contempla le più disparate condizioni climatiche. Comprese quelle glaciali. Il ghiacciaio di Rebmann, in Tanzania, situato sulla sommità del monte Kilimanjaro è quel che rimane di un’enorme cappa di ghiaccio che si è ritirata significativamente nell’ultimo secolo. Oltre metà dei paesi africani sono stati colpiti, in tempi diversi, da alluvioni e siccità. Tra i primi dieci paesi del pianeta a maggiore vulnerabilità rispetto ai cambiamenti climatici, sette …