Brunei, la nuova legge punisce omosessualità e adulterio con la pena di morte

Brunei, la nuova legge punisce omosessualità e adulterio con la pena di morte

DW – Roma. Il Brunei ha detto sì alla pena di morte per omosessuali e adultere all’interno del paese.

La pena di morte per omosessuali, adultere e ladri

Il Codice Penale della Sharia (SPC), che punirebbe l’omosessualità con la morte per lapidazione, è ora legge in Brunei. Insieme all’amputazione per i colpevoli di furto e morte per chi commette adulterio e apostasia, l’abbandono di una religione. 

I piani per l’implementazione dell’SPC erano già stati resi noti a fine 2018, ma nessuno sperava che divenissero realtà. 

Il Sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, che è anche primo ministro (nonché fra gli uomini più ricchi al mondo, con un patrimonio stimato di 20 miliardi di sterline), ha motivato così l’adozione della legge: «Il Brunei è un paese sovrano islamico. È completamente indipendente e, come tutti gli altri paesi indipendenti, applica il proprio statuto. La Sharia serve a mantenere la pace e l’ordine e preservare la religione, la vita, la famiglia e gli individui indipendentemente dal sesso, dalla nazionalità, dalla razza e dalla fede. La legge, oltre a criminalizzare e scoraggiare atti contrari agli insegnamenti dell’Islam, mira anche a educare, rispettare e proteggere i diritti legittimi di tutti gli individui, la società o la nazionalità di qualsiasi fede e razza”.

Il Sultano ha anche aggiunto che «non si aspetta che le altre persone accettino e siano d’accordo con la nuova legge, ma che sarebbe sufficiente che rispettino la nazione nello stesso modo in cui lui rispetta la loro».

Il Brunei è un piccolo sultanato di 450.000 abitanti nell’isola del Borneo racchiuso fra le nazioni islamiche più moderate Indonesia e Malesia. Il paese è diventato sempre più conservatore, fino a vietare del tutto, per esempio, anche la vendita di alcoolici ai cittadini musulmani. 

Le ragioni della nuova legge

Matthew Woolfe, fondatore dell’organizzazione The Brunei Project per i diritti umani, afferma che le ragioni per l’approvazione della nuova legge non sono chiarissime, ma potrebbe c’entrare il fattore economico. «Potrebbe essere un modo per rafforzare ulteriormente la presa del governo sulle decisioni economiche, allontanandosi dai paesi occidentali per attirare gli investimenti e il turismo di quelli islamici».

La condanna internazionale

I governi e gli attivisti di tutto il mondo stanno ora cercando di spingere il Brunei a invertire la propria rotta conservatrice. 

«Chiedo al governo di fermare l’entrata in vigore di questo draconiano nuovo codice penale, che segnerà una grave battuta d’arresto per la protezione dei diritti umani per il popolo del Brunei», ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet.

L’attore George Clooney ha invece sollecitato la comunità internazionale al boicottaggio dei nove hotel di lusso in tutto il mondo controllati dalla Brunei Investment Agency, di proprietà del sultano Hassanal Bolkiah. Il cantante Elton John ha appoggiato la campagna di Clooney aggiungendo che «la discriminazione sulla base della sessualità è semplicemente sbagliata e non ha posto in nessuna società».

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