Cara Pasqua, mi costi, ma quanto mi costi…

Cara Pasqua, mi costi, ma quanto mi costi…

DW – ROMA. Cara Pasqua, anzi carissima… Perché, a feste appena passate e con la Colomba e lo spumante ancora sulla tavola imbandita per amici e parenti, si comincia con il fare un po’ di conti. Per chi è rimasto a casa (il 65% degli Italiani) e per chi ha deciso di passare qualche giorno fuori città, magari approfittando dei diversi ‘ponti’ infrasettimanali.
E, allora, eccoci pronti con blocco notes e penna – o foglio Excel, per i più tecnologici – a mettere in fila le spese avute e quelle ancora da sostenere. Sì perché in molti rientreranno dopo la festa del Primo Maggio. E lì ci saranno altre sorprese. Ma andiamo con ordine.

Spesa media 70 euro a famiglia per chi è rimasto in città

Cominciamo da chi è rimasto a casa e ha aperto le porte a parenti e amici per il tradizionale pranzo pasquale. Ha speso in media, secondo stime della Coldiretti, circa 70 euro a famiglia tra dolci, bevande, pietanze tipiche regionali consumate tra le quattro mura della propria abitazione come pure nel vicino ristorante con stime che vedono 350 mila persone sedute a tavola. I cibi consumati sono stati vari ma nei binari della tradizione: a fronte di un 5% ostinato a mantenere la dieta in vista della prossima prova costume e di un magro 3% per niente intenzionato ad abbandonare lo stile di vita vegano o vegetariano, ben l’80% degli Italiani ha scelto piatti tipici regionali in omaggio agli usi locali: dalle pappardelle al ragù di coniglio toscane alle polpettine con macinato di agnello del Trentino è stato un omaggio alla cucina territoriale. E metà dei nostri connazionali (51%, sempre secondo le stime Coldiretti) ha osannato l’agnello che si sia trattato di cucinarlo in casa o di mangiarlo al ristorante e persino in agriturismo. Ma è sul dolce pasquale che ci siamo trovati in gran parte tutti d’accordo: in pochi hanno rinunciato alla tradizionale Colomba, preferita dal 70% delle famiglie, a volte integrata, anche in questo caso, dai dolci artigianali.

L’aumento di benzina e gasolio incombe su chi ancora deve rientrare

E se chi è rimasto in casa sta ancora smaltendo gli avanzi del pranzo pasquale, chi è andato fuori città deve vedersela con gli aumenti del carburante. A fare i conti in tasca alle nostre famiglie questa volta è il Codacons, Coordinamento delle Associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori, che denuncia come, “Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la benzina costa oggi il 4,8% in più per la modalità servito, mentre per il gasolio si registra l’aumento più elevato, con un litro di diesel che costa mediamente il 7% in più rispetto al 2018 in modalità servito”.
Costi che devono essere aggiunti al pranzo fuori casa e che rendono il rientro in città ancora meno attrattivo. Soprattutto per chi dal nord ha dovuto raggiungere i parenti all’altro capo del Belpaese: soltanto i Calabresi, ha calcolato sempre il Codacons, avranno un aumento della spesa per il carburante intorno ai quattro milioni di euro, considerando tutte le diverse festività da Pasqua al Primo Maggio. Questo perché “per un pieno di carburante si arriva a spendere +4 euro per la benzina e +5,5 euro per il gasolio”.
Saranno pure stati giorni di riposo. Ma ci sono costati cari: se, poi, pensiamo anche allo stress del traffico e alle file nei negozi, c’è soltanto da augurarsi che ne sia valsa davvero la pena.

Leave a Reply

Your email address will not be published.