Carlo Alberto Dalla Chiesa, 37 anni dalla scomparsa del generale dei carabinieri vittima della mafia

Carlo Alberto Dalla Chiesa, 37 anni dalla scomparsa del generale dei carabinieri vittima della mafia

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Ucciso con la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, Dalla Chiesa passò la sua vita a favore della lotta contro la realtà malavitosa italiana

DW-Roma.Carlo Alberto Dalla Chiesa fu un uomo sui generis, speciale e tenace nelle sue convinzioni. Messosi al servizio del suo Paese, divenne un punto di riferimento nella lotta contro la mafia, la malavita settentrionale e le Brigate Rosse, la cui fama era caratterizzata in quegli anni da un’escalation di violenze criminali che avrebbe avuto conseguenze profonde sulla storia che tutt’ora studiamo fra i banchi di scuola. Il generale si distinse per un’etica lavorativa supportata da un’incredibile determinazione. Le sue parole e i suoi gesti furono motivo di grande slancio e supporto per le successive generazioni, esempio di fedeltà allo Stato e alla sua Costituzione.

La strage di Via Carini in cui Dalla Chiesa perse la vita, fu un doloroso punto di partenza, una data da ricordare come il principio di una serie di eventi che misero in luce l’anima coraggiosa, onesta e salda degli eroi che si sacrificarono in onore delle proprie convinzioni.

Era il 3 settembre 1982 quando il carabiniere – distintosi per l’arresto dei padri fondatori del brigatismo italiano, tra cui Renato Curcio e Alberto Franceschini – venne ucciso con 30 colpi di kalashnikov, assieme alla moglie e alla guardia di scorta. 

Il prefetto era stato inviato in Sicilia, dove avrebbe avuto modo di concretizzare la sua lotta alla mafia locale. Non ne ebbe il tempo; i mandanti furono riconosciuti come i vertici di Cosa Nostra – Totò Riina e Bernardo Provenzano fra i tanti – e solo nel 2002 si riuscì a fare giustizia con la cattura degli autori materiali dell’attentato. 

A distanza di tempo, il 3 Settembre 2019 in Via Isidori Carini a Palermo, si stringono i protagonisti della politica italiana, i cittadini e i familiari di un uomo che dimostrò quanto fosse rischioso assumere su di sè il peso delle proprie idee. Il Presidente della Repubblica Mattarella, si esprime con parole forti, ricordando quell'”innovatore attento e lungimirante” che si è sacrificato per portare con sè il peso di una realtà nazionale controversa e compromettente, violenta e priva di scrupoli. 

A 37 anni dalla scomparsa di Dalla Chiesa rimane una lapide che celebra la battaglia portata avanti da un uomo capace di avere una visione chiara, lucida e oggettiva sulle vicende della propria Italia. In Via Carini restano otto corone di fiori, allo scopo di ricordare le vittime di una guerra sempre aperta fra lo Stato e la malavita, fra il coraggio e la violenza.

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