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attentato in sri Lanka

Attentato in Sri Lanka

DW-Roma. Una serie di serie esplosioni simultanee hanno sconvolto quelle che sono le celebrazioni cristiane nello Sri Lanka. Gli attentati nello Sri Lanka si sono verificati in tre hotel di Colombo e tre chiese, la settima esplosione in un edificio di Dehiwala, in uno dei borghi a sud della capitale, dove sono rimasti uccisi due poliziotti, e l’ottava ancora in un altro quartiere di Colombo, Orugodawatta, ma non ci sarebbero vittime. Il ministro dell’Economia Harsha Da Silva ha scritto su Twitter che le ultime due esplosioni nei sobborghi “sembrano essere causate dai fuorilegge che stanno scappando dalle forze dell’ordine”. Il ministro della Difesa, Ruwan Wijewardene, dopo le ultime due esplosioni ha affermato che tutti i responsabili degli attacchi “sono stati identificati” e verranno arrestati quanto prima. Al momento l’attentato in Sri Lanka ha provocato 137 morti e 400 persone ferite .Le notizie sono in continuo aggiornamento. Da quello che si apprende le bombe sono esplose nella chiesa di Sant’Antonio a Kochchikade, nella chiesa di San Sebastiano a Katuwapitiya, in Katana e nella chiesa di Sion …

Erdogan e la scissione che sta dividendo la Turchia

DW- Roma. Dopo una decina d’anni di vittorie il «sultano» ferma la sua avanzata, ma non è questa l’unica crepa del suo piano di espansione neo ottomana. «Chi conquista Istanbul prende la Turchia» dichiarava Recep Tayyip Erdogan che ha subìto un grave insuccesso durante le elezioni amministrative del 31 marzo. Istanbul, Ankara, Smirne, Antalya e sette tra le 12 città più importanti sono state conquistate dall’opposizione, anche se i voti sul Bosforo sono oggetto di riconteggio per il minimo distacco. Senza dubbio, una delle ragioni che sta minando la fiducia del ceto medio nel presidente turco è la pesante crisi economica. In più, il braccio di ferro con gli Stati Uniti sui rapporti con l’Iran, la vicinanza alla Russia e la guerra in Siria ne stanno minacciando l’indiscutibile potere. La crisi economica che ha fatto crollare le fondamenta di Erdogan Parlare di declino è presto, ma essere battuto nei maggiori centri del Paese si rivela significativo. Erdogan era riuscito a conquistare la fiducia dei conservatori islamici delle campagne e la borghesia delle grandi città non …

Elezioni politiche in Indonesia

Elezioni presidenziali in Indonesia

Voto record: 193 milioni di aventi diritto al voto e 800mila seggi. DW-Roma.Il Paese musulmano più popoloso al mondo il 17 aprile è stato chiamato alle urne per eleggere il nuovo Presidente e, per la prima volta nella storia, i quasi 193 milioni di cittadini sono stati invitati a votare anche la composizione del nuovo Parlamento e delle varie regioni nello stesso giorno. Una giornata senza precedenti: il personale incaricato e le migliaia di urne  della macchina elettorale hanno raggiunto ogni isola dell’Indonesia, con ogni mezzo disponibile, aereo, nave, canoa e persino a cavallo. Il testa a testa di queste ore è tra il presidente uscente Joko Widodo e l’ex generale Prabowo Subianto, riproponendosi quindi la stessa sfida delle elezioni del 2014. Secondo le prime stime, pubblicate 1 ora dopo la chiusura dei seggi, il presidente uscente Widodo sarebbe in testa, gli istituti Saiful Mujani Research Center, Indo barometro e Indikator Politik Indonesia, parlano di un 55% dei voti a Widodo contro circa il 44% attribuito al generale Subianto. Widodo potrebbe dunque riconfermarsi alla guida …

Libia, già 16000 sfollati. Trenta: i migranti diventano rifugiati.

DW- Roma. La guerra è tornata a far parte della realtà del popolo libico, che vede entrare in atto la terza guerra civile negli ultimi 10 anni. Sale il bilancio degli scontri tra le forze del governo di Sarraj e quelle del generale Haftar con 147 morti, 614 feriti e 16 mila sfollati. Oggi Roma sarà lo scenario di due incontri fatidici per il ruolo dell’Italia nella questione libica, infatti vedremo arrivare nella capitale il vice premier del Qatar, Mohammed Bin Abdulrahman Al Thani per un incontro bilaterale col premier italiano Giuseppe Conte, e il vice premier libico Ahmed Maitig che sarà ricevuto dal ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Conte non cambia la sua traiettoria, continuando a vedere l’Italia con “un ruolo di facilitatore” nel processo di stabilizzazione e pace. “Chi scappa dalla guerra è rifugiato” Elisabetta Trenta, la ministra della Difesa, affronta la questione migranti e l’inevitabile aumento degli sbarchi, rimarcando che una guerra civile avrebbe tempestive conseguenze sull’Italia perché chi proviene dalla Libia dovrebbe essere considerato come un rifugiato e non più …

Libia: un paese nel caos. E la crisi si aggrava

DW- Roma. Libia, un paese nel caos, dove oggi vediamo un numero enorme di civili in fuga da Tripoli. L’Onu informa che oltre 13.500 persone sono state sfollate e costrette a fuggire a seguito dell’inizio degli scontri armati all’interno del paese. Solo nelle ultime ore, le persone che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione sono circa 4000. Avanza l’offensiva di Khalifa Haftar Avanza così, senza pietà verso la popolazione già in ginocchio dalla crisi che affligge la Libia, l’offensiva di Khalifa Haftar. Dopo una notte di violenti scontri nella capitale, l’esercito del maresciallo ha sfondato il fronte a sud di Tripoli, conquistando el Azizia, città situata a circa 50 chilometri dalla capitale. Le notizie sul progresso delle forze di Haftar arrivano da fonti diverse e concordanti. Al momento, la battaglia si è spostata a Suani ben Adem, a circa 25 chilometri da Tripoli. Allo stesso tempo, se le terre della Libia sono lo scenario di guerriglie e violenze, i cieli di questo paese non sono da meno. Infatti, continua la guerra aerea: il generale a …

Sudan: la rivolta dei cittadini che ha fatto dimettere Omar al Bashir

DW- Roma. Già dalle prime ore dell’alba circolava la notizia del possibile colpo di stato. Si erano visti dei veicoli militari entrare nella residenza del presidente Bashir e del ministero della Difesa. Poco dopo, le trasmissioni radiofoniche si sono interrotte. La fine del regime di Omar al Bashir È l’esercito ad aver organizzato il colpo di stato svoltosi nelle strade del Sudan, conclusosi con le dimissioni di Omar al Bashir. Giovedì decine di migliaia di persone si sono riunite a Khartoum per festeggiare l’agognata fine del regime. Il ministro della Difesa ha poi dichiarato in diretta televisiva l’arresto e le dimissioni di Omar al Bashir; era in carica come presidente del paese da più di trent’anni. L’esercito ha proclamato la creazione di un consiglio militare di transizione al potere per i prossimi due anni, fino alle prossime elezioni. Questo evento cruciale coincide con dei cambiamenti che determineranno le sorti future del paese. Tra queste ci sono la scarcerazione di prigionieri politici, la sospensione della Costituzione, l’imposizione dello stato di emergenza per i prossimi tre mesi …