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Chi è Joe Biden, il possibile candidato democratico 2020

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Senatore da oltre 30 anni, Biden è stato vicepresidente nei due mandati di Obama

Dopo l’exploit al Super Tuesday in molti si chiedono chi è Joe Biden e se potrà tenere testa a Donald Trump

DW(ITALIA).Joe Biden ha stravinto al Super Tuesday. Potrebbe essere lui il candidato democratico che tenterà alle prossime elezioni presidenziali statunitensi, in programma a novembre 2020, di non far riconfermare Donald Trump alla Casa Bianca. L’exploit di Biden al Super Tuesday non era affatto scontato. Alla vigilia dell’importante appuntamento elettorale dell’ala dei democratici, infatti, il favorito sembrava essere Bernie Sanders, che nel 2016 aveva sfidato Hilary Clinton per diventare il candidato democratico sfidante di Trump. Il Super Tuesday non è l’unico appuntamento elettorale nel percorso per l’individuazione del candidato democratico alla Casa Bianca, ma è sicuramente uno di quelli più importanti. Durante il Super Tuesday, infatti, hanno votato ben 14 Stati e altri appuntamenti elettorali sono previsti per le prossime settimane. Joe Biden ha vinto in 10 dei 14 Stati andati al voto: Alabama, Arkansas, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Texas, Tennessee e Viriginia. Negli altri 7 Stati ha vinto Sanders, uscito vincitore anche in Nevada e nel New Hampshire. Il Super Tuesday ha visto anche un altro colpo di scena, che potrebbe essere stato decisivo per la vittoria di Biden: il ritiro due candidati dell’ala di sinistra, Pete Buttigieg e Amy Klobuchar, che hanno poi appoggiato apertamente Biden. Rimangono ancora in corsa Michael Bloomberg ed Elizabeth Warren, altri due candidati alle primarie democratiche, che però finora non sono riusciti ad emergere. Il percorso, comunque è ancora lungo e non sono esclusi colpi di scena.

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Chi è Joe Biden?

Dopo l’exploit del Super Tuesday, tuttavia, in buona parte del mondo ci si chiede chi sia Joe Biden e sia abbastanza forte da tenere testa a Donald Trump. Dopo l’impeachment evitato solo grazie ai voti dei senatori, infatti, l’attuale presidente degli Stati Uniti ha perso alcuni consensi e non è ben visto neanche da alcuni Paesi nel mondo che non approvano la sua linea eccesivamente conservatrice. Ecco perché i riflettori sono puntati su Joe Biden, candidato non troppo giovane, che arriverebbe a diventare presidente degli Stati Uniti a 78 anni, ma che ha un grande bagaglio politico e amministrativo alle spalle. Biden, infatti, è nato nel 1942 in Pennsylvania da una famiglia cattolica di origini irlandesi. Durante i suoi studi universitari Biden inizia a pensare al suo futuro, convinto fin da giovane di voler fare politica. Dopo una breve carriera da avvocato, infatti, Biden coglie l’occasione giusta per andare a fare il senatore nel Delaware, appoggiato anche dalla giovane moglie Neilia Hunter. I due hanno già tre figli ma poco prima di assumere definitivamente la carica di senatore, un dramma familiare sconvolge la vita di Biden. L’auto in cui viaggiavano la moglie i loro tre figli viene urtata violentemente da un camion. La moglie e la figlia più piccola muoiono sul colpo e uno dei due figli rimane gravemente ferito. Nonostante il lutto Biden decide di non rinunciare all’incarico e da qui inizia la sua lunga carriera politica che dopo circa 30 anni da senatore, durante i quali ha tentato di emergere per la corsa alle primarie senza riuscirci, si presenta tra i candidati democratici nel 2008. Quello è l’anno di Obama e Biden, vedendo che non ha possibilità, si ritira, appoggiando la candidatura di Obama e diventando poi vicepresidente. Nei due mandati di Obama è nata una profonda amicizia tra i due, tra i quali c’è reciproca stima e affetto, tant’è che in occasione della malattia del figlio di Biden, Obama si è offerto di pagargli le costosissime spese mediche che doveva affrontare. Nei suoi comizi Biden non può fare a meno di far trasparire una nota nostalgica di quegli anni, impegnandosi a riprendere alcuni progetti economici e sociali iniziati insieme a Obama.

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Biden, lunga carriera senatoriale con qualche “pecca”

La lunga carriera senatoriale di Biden può essere considerata un’arma a doppio taglio. Se da una parte l’esperienza di questi anni nel Senato lo inquadra come un eventuale presidente coscienzioso e consapevole delle potenzialità e dei limiti degli Usa, dall’altra ci sono alcune decisioni passate che non sono state troppo azzeccate e che molto probabilmente Trump non esiterà a utilizzare come armi in campagna elettorale. In occasione della prima Guerra del Golfo Biden si è opposto all’intervento militare degli Stati Uniti, ma ha votato a favore dell’intervento della Nato in Bosnia-Erzegovina e nella Repubblica Federale di Jugoslavia e delle missioni in Afghanistan nel 2001 e in Iraq nel 2002. Interventi voluti dal presidente repubblicano Geroge W. Bush a cui il candidato democratico non si è opposto, nonostante l’opinione contraria dell’ala democratica. Queste potrebbero essere delle “armi” che Trump  utilizzerà in campagna elettorale se Biden dovesse essere il candidato democratico in corsa alla Casa Bianca.

Trump, infatti, ha dimostrato di non farsi scrupoli neanche nell’attaccare gli avversari politici, anche se ipotetici, andando anche su cose personali. Lo stesso Biden, infatti, era stato al centro degli attacchi del Partito Repubblicano durante l’Ukrainagate, lo scandalo che ha poi portato alla valutazione del processo per impeachment di Trump, che è riuscito a scampare grazie al voto dei senatori repubblicani. Il presidente degli Usa, infatti, aveva chiesto al neo presidente ucraino di indagare su Hunter Biden, figlio del senatore democratico, che in passato era membro di una società di gas proprio in Ucraina. Per questo fatto Trump era stato accusato di abuso d’ufficio. In questi mesi e per questi fatti Biden era uscito un po’ dai riflettori e in molti pensavano che il candidato democratico per la corsa alle presidenziali potesse essere Sanders. Invece, dopo il Super Tuesday il senatore democratico è tornato pienamente in corsa.

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Mancano ancora molti appuntamenti elettorali per completare il percorso per l’individuazione del candidato democratico. Le sorprese possono essere ancora molte, ma adesso la corsa si è ridotta a quattro candidati, due dei quali sono sicuramente più forti degli altri. A questo punto la domanda è: si sta cercando un candidato con competenze e qualità oggettive o quello che può, sul piano politico, tenere testa a Trump? La risposta la scopriremo tra qualche settimana, quando si sarà votato in tutti gli Stati.

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  1. Avatar

    salve,
    se vinceva Sanders ci sarebbe stato un enorme cambiamento,ma con Biden idem Trump.
    Due facce della stessa medaglia.

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