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Commissione Segre: un po’ di chiarezza

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DW-Italia.Negli ultimi giorni, tutti noi, abbiamo sentito parlare, anche in modo fin troppo strumentale, della Commissione Segre, ma non tutti hanno ben recepito di cosa si tratti, la differenza tra scopo reale e quello pubblicizzato e soprattutto il modus operandi di questo neonato organo ispettivo del Senato.

Con 151 voti favorevoli, nessuno contrario e 98 astenuti, il 30 ottobre, il Senato della Repubblica a conclusione dell’esame delle mozioni per l’istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, avviato nella seduta di martedì 29 ottobre, ha approvato solamente la mozione n. 136 della senatrice a vita Liliana Segre, respingendo tutte le altre presentate dagli altri gruppi parlamentari.

Analizzando le cinque mozioni presentate durante il dibattito nell’aula del Senato, si evince che la commissione in esame avrà un ruolo che difficilmente contrasterà l’antisemitismo, bensì sarà un organo di censura, attraverso il web, di tutte quelle opinioni non confacenti alle cause care ad un’unica parte politica, considerando anche il fatto che a proporre e a votare a maggioranza l’istituzione della commissione sono stati coloro che in primis hanno sottaciuto atti di palese antisemitismo, talvolta persino giustificandolo, se non addirittura avendone preso parte attiva con parole, atti, opinioni e persino attraverso proposte di legge in sede europea.

Nella mozione presentata dalla maggioranza si parla genericamente del fenomeno dell’antisemitismo me ci si sofferma maggiormente su altri fenomeni quali la xenofobia, il razzismo in genere, il pensiero nazionalista, l’islamofobia per poi sfociare come incitamento all’odio la, talvolta legittima, richiesta di rimpatrio per i non aventi diritto d’asilo, la gitanofobia, il razzismo di genere, l’etnocentrismo.

Al contrario, le mozioni presentate dai banchi dell’opposizione, e tutte respinte dalla maggioranza giallorossa, tendono ad estendere la tutela al diritto di manifestare le proprie idee – come da Costituzione – la salvaguardia e la tolleranza della cultura e delle tradizioni autoctone, nonché a controllare il crescente fenomeno di antisemitismo nelle varie comunità ed associazioni islamiche presenti nel territorio prendendo come riferimento i numerosi atti che in questi ultimi anni hanno caratterizzato le manifestazioni in cui non solo sono stati bruciati i vessilli di Israele ma, nel caso più grave, si sono urlati in lingua araba, slogan inneggianti al primo genocidio di ebrei della storia avvenuto nel nord di Medina nel 628.

Inoltre nella mozione presentata dai banchi della Lega Nord si fornisce una sorta di soluzione alla crescente intolleranza verso i clandestini, si legge infatti: “l’attuale struttura del nostro sistema di welfare non recepisce adeguatamente il nuovo contesto socio-demografico italiano, causato dai mutamenti derivanti dagli ultimi flussi migratori: pertanto, data la differenza di reddito tra famiglie italiane e straniere, unita ad una differente composizione del nucleo familiare, gli immigrati riescono ad avere un accesso facilitato a diversi servizi di protezione sociale, ovvero di edilizia popolare, occupando i primi posti delle graduatorie. Fenomeno, questo, che acuisce il sentimento di ingiustizia percepito dai cittadini italiani, specialmente delle classi sociali maggiormente colpite dalla crisi economica”

Visti i presupposti, la Commissione Segre nasce con dei buoni propositi di facciata ma avrà uno scopo non condivisibile con la libertà di espressione e di critica verso ideali, religioni e problematiche di interesse nazionale; persino la difesa del valore di “famiglia tradizionale” potrebbe essere relegato a pensiero razzista di genere, considerato che il metro di misura per decidere o meno se un articolo, un’opinione o un post su Facebook debba o meno essere censurato, non sarà oggettivo bensì soggettivo.

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