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Coronavirus, iniziative di beneficenza per contrastare l’emergenza

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Donazioni da supermercati, banche, squadre di calcio e mondo dello spettacolo per aiutare la sanità italiana

Esselunga don 2,5 milioni di euro agli ospedali in prima linea contro il Covid-19, altre inziative in tutta Italia

L’Italia si è fermata ormai da una settimana. Le attività economiche hanno ridotto o sospeso la loro attività, le persone sono invitate a rimanere a casa per contenere il contagio del nuovo coronavirus. Eppure ci sono ancora dei comparti che continuano a lavorare. Il primo, il più importante, è quello sanitario: in queste settimane medici, infermieri e oss lavorano senza sosta e con turni massacranti, specialmente al Nord nelle zone più critiche, nel tentativo di curare più persone possibili, anche laddove non hanno mezzi sufficienti. Il sistema sanitario italiano sta rischiando ogni giorno di più il collasso, dovuto almeno in parte ai tagli alla sanità pubblica perpetrati negli ultimi decenni. Oggi, però, il sistema sanitario italiano è di fronte a una grave emergenza e ha bisogno di tutto l’aiuto possibile. Per questo, gli altri comparti economici che continuano a lavorare nonostante l’emergenza hanno deciso di fare donazioni o istituire fondi per sostenere la fondamentale attività svolta ogni giorno dal personale sanitario. Parliamo di grandi e piccole catene di supermercati, che nei giorni scorsi hanno avuto un’impennata di fatturato grazie alla corsa alla scorta di molte persone preoccupate per le eventuali quarantene, ma anche di banche, aziende di telefonia, squadre di calcio e personaggi famosi, che si sono mossi online per coinvolgere gli italiani con donazioni minime per arrivare a racimolare un’importante cifra. Tutte queste risorse saranno destinate, in primo luogo, agli ospedali in cui si concentrano i malati di Covid-19.

Le donazioni dalle catene di supermercati

Una delle azioni benefiche più consistenti in questi giorni riguarda Esselunga, che ha donato due milioni e mezzo di euro agli ospedali maggiormente impegnati nell’emergenza coronavirus. La donazione di Esselunga, infatti, andrà a sostenere i reparti di terapia intensiva, di rianimazione e di malattie infettive, nonché le attività di ricerca dll’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, la Fondazione Irccs San Matteo di Pavia, l’Ospedale Luigi Sacco di Milano, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza e la Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. La nota catena di supermercati ha impostato un piano di aiuti anche per i fornitori, stringendo un accordo con Unicredit per agevolare i pagamenti e sciogliere un po’ la tensione finanziaria. Esselunga ha inoltre attivato un servizio di spesa a domicilio per tutte le persone over 65, potenzialmente più a rischio di complicazioni in caso di contagio. In questo modo, fino a Pasqua, l’azienda milanese garantisce il servizio di spesa a domicilio per queste fasce d’età in modo del tutto gratuito per incentivarle a rimanere a casa.

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Anche Eurospin, nota catena di discount, ha deciso di muoversi nella beneficienza, con una donazione di 100 mila euro destinata allo Spallanzani di Roma e all’Ospedale Sacco di Milano. Non sono mancate iniziative più a livello locale, ma ugualmente di grande impatto. Il Gruppo Alì Supermercati, ad esempio, ha deciso di donare un milione di euro all’Ospedale di Padova, uno dei centri sanitari messo a dura prova dall’emergenza coronavirus. La catena Alì Supermercati, infatti, è nata nel 1971 nella città di Padova ed oggi è presente con centinaia di punti vendita in Veneto e in Emilia Romagna. Si tratta, quindi, di un’azienda fortemente ancorata al suo territorio e, con questa consistente donazione, ha voluto dare un grande aiuto all’ospedale di Padova per affrontare un periodo di profonda crisi ed emergenza sanitaria. La donazione, come è stato specificato dal proprietario della catena Alì, Francesco Cannella, non arriva solo dalla direzione ma anche dai “4000 collaboratori che compongono la Famiglia Alì e che da giorni stanno lavorando in prima linea per garantire il servizio di pubblica utilità alla comunità”.

Le iniziative di sostegno dalle banche

Alcuni dei più grandi gruppi bancari hanno voluto dare il loro contributo per affrontare l’emergenza coronavirus che ha messo in ginocchio il nostro sistema sanitario e che sta mettendo a dura prova il tessuto economico e sociale del nostro Paese. Uno degli istituti bancari che ha spiccato al momento per la sua contistente azione benefica è Intesa San Paolo, che già a fine febbraio, quando scoppiò l’epidemia nel Nord Italia, aveva parlato di sospendere le rate dei mutui per cittadini e imprese delle zone rosse. In realtà il gruppo bancario ha deciso di mettere a disposizione del Paese 100 milioni “per progetti specifici che affrontino l’emergenza sanitaria”. In particolare le donazioni di Intesa San Paolo sono volte all’aumento dei posti letto in terapia intensiva e a sostenere il sistema sanitario nazionale per poter assicurare le giuste cure a tutti.

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Altro gruppo bancario che ha predisposto una consistente donazione è Unicredit, insieme a Unicredit Foundation. La donazione di 2 milioni di euro è destinata alla Protezione Civile, per sostenere le spese per l’acquisto per mascherine, materiale sanitario e altri dispositivi medici. Altre banche hanno intrapreso iniziative per sostenere non solo il sistema sanitario, ma anche tutte le aziende che si trovano o si troveranno in difficoltà a causa del blocco delle attività imposto dal governo. Anche Bnl gruppo Bnp Paribas ha in programma di sostenere le imprese, sospendendo per sei mesi le rate dei finanziamenti.

Aiuti e sostegni dal mondo del calcio

Il mondo del calcio, che ogni anno smuove milioni di euro, non è rimasto indifferente alla grande emergenza sanitaria italiana. Molte sono le squadre di Serie A che si sono mobilitate subito con donazioni e iniziative di beneficienza, dalla Fc Internazionale Milano, che ha donato 100 mila euro al dipartimento di Scienze biomediche e cliniche dell’ospedale Sacco di Milano all’As Roma, che insieme alla fondazione Roma Cares sostiene l’ospedale Spallanzani con donazioni in denaro e con la fornitura di mascherine e flaconi igienizzanti. La società calcistica di Parma, infine, ha donato 25 mila euro al reparto malattie infettive dell’ospedale Maggiore di Parma, coinvolgendo i tifosi con piccole donazioni.

L’iniziativa dei Ferragnez che ha messo in moto un ospedale

Altra iniziativa di beneficenza che ha avuto enorme successo è quella lanciata dall’influencer Chiara Ferragni insieme al compagno Fedez, noto cantante rap. La mattina del 9 marzo la coppia aveva lanciato sui social un video in cui insieme, dal divano di casa, lanciavano un appello a tutti i loro followers a donare quanto possibile per aumentare i posti letto nelle terapie intensive degli ospedali lombardi. La raccolta fondi è stata gestita sulla piattaforma Gofoundme, dove gli stessi Ferragnez hanno donato 100 mila euro. In sole 24 ore sono stati raccolti quasi 3 milioni di euro e la campagna prosegue ancora con grande successo. I fondi raccolti saranno destinati agli ospedali in Lombardia maggiormente sotto pressione per l’emergenza coronavirus, in modo da avere le risorse necessarie ad ampliare gli spazi adibiti alla terapia intensiva, indispensabile per molte persone contagiate dal virus Covid-19.

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L’Italia, ma ormai anche molti altri Paesi europei, si trovano ad affrontare un’emergenza medica senza precedenti, con strutture e risorse non sufficienti per curare tutti. Medici, infermieri e oss si impegnano ogni giorno per curare e guarire il maggior numero di persone, chiedendo al resto delle persone non ancora contagiate di rimanere a casa per tentare di contenere il contagio. Nel frattempo arrivano i primi aiuti da banche, gruppi aziendali e dal mondo dello spettacolo e dello sport. Forse mai nella storia della sua unità l’Italia si è mai trovata così unita e determinata contro un nemico dalle dimensioni microscopiche, che rischia però di far saltare un intero sistema economico e sociale.

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