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Earth day, giornata della terra dal’70 ai giorni nostri

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Dalla sua prima proclamazione il 22 aprile del 1970, l’Earth Day, nato per idea del presidente John Fitzgerald Kennedy, concretizzato per volontà del senatore americano Gaylord Nelson ed istituito dalle Nazioni Unite, accoglie ed unisce sotto lo stesso slogan della salvaguardia dell’ambiente 192
paesi del mondo.

Gaylord Nelson vide infatti, nei movimenti giovanili di protesta di piazza contro la guerra del Vietnam, un potenziale attivo per rivoluzionare i sistemi di sensibilizzazione nel campo ecologico, per cui la prima preoccupazione era la preservazione delle risorse naturali.


Il 1969 fu l’anno decisivo, a seguito di un’accidentale fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi in California, il segretario americano constatò la necessità di svolta e sensibilizzazione pubblica.
Negli anni la partecipazione ha accresciuto il suo successo partendo dal basso. Il giovanissimo diciassettenne Martin Jennings, partecipando come volontario alla pulizia dei corsi d’acqua della propria città, si rese celebre affiggendo manifesti con lo slogan in seguito famoso “se non sei parte della soluzione, sei parte del problema”.


L’evento, oggi promosso da migliaia di istituzioni, si pregia di educare ed informare circa la tutela del pianeta.
Per l’occasione, gruppi di ecologisti operano altresì analisi valutative sull’evoluzione dei danni e sugli allarmi correnti (inquinamento in crescita, specie animali e vegetali a rischio estinzione, risorse non rinnovabili sotto minacciata esistenza) proponendo soluzioni di richiamo globale, tra le quali, il riciclo, il divieto all’uso di prodotti chimici, l’utilizzo di energie rinnovabili e la lotta alla distruzione degli habitat naturali.


Con l’evoluzione degli strumenti di comunicazione, l’Earth Day si è sviluppato coinvolgendo sempre più attivisti tra associazioni, cittadini del mondo e volti noti.
La ricorrenza ha promosso attività di interesse globale giungendo alla nota scalata del monte Everest da parte di un gruppo di alpinisti di diverse nazionalità in diretta mondiale via satellite, nella quale vennero rimossi dalla cima oltre due tonnellate di rifiuti abbandonati in precedenti imprese.


Numerose riforme ambientali testimoniano il successo dell’idea ecologista, dalla tutela dell’acqua a quella dell’aria con lo smaltimento dei rifiuti tossici; auspicio futuro sarebbe quello di piantare in tutto il mondo oltre un miliardo di alberi, come restituzione alla terra dell’usurpazione umana, ed accrescere la comune consapevolezza sugli allarmi che costantemente minacciano il nostro unico mondo, al fine di promuovere politiche e leggi future.


Per contrastare l’azione delle speculazioni economiche e della politica corrotta, è stata promossa nel 2017 una nuova iniziativa americana sulle medesime basi, la Science March.

Fintanto che le testate giornalistiche si armeranno di “strilloni da gossip”, chi lotta per il futuro del nostro bel mondo sarà solo insensatamente definito come una “Gretina”.

Per un giorno, ci si veste di valori che non possono darci “l’indulgenza plenaria” dal danno quotidiano e, nella nostra casetta (sempre più fatiscente), ci resteranno solo un bel paio di pantaloni
(sempre più sgualciti) che inoltre “profumeremo” per il prossimo aprile.
Il cambiamento climatico è notizia d’oggi e cronaca di domani: l’assassino attuale è il sottovalutare.

“Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica,
hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile.” Gaylord Nelson

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