Enrico Berlinguer a 35 anni dalla morte

Enrico Berlinguer a 35 anni dalla morte
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DW-Roma.Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e con gli oppressi, non c’è più scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia.” 

Questa è una delle frasi che rappresenta al meglio la personalità di Enrico Berlinguer. L’11 giugno di 35 anni, nel 1984, moriva a causa di un ictus durante un comizio a Padova. Continuò a tenere il comizio con tutte le sue forze, nonostante la folla insistesse nel dirgli di fermarsi. 

E’ stato uno dei più amati politici italiani, leader del Partito Comunista Italiano, basti pensare che ai suoi funerali parteciparono più di 2 milioni di persone.

Nonostante sia stato uno dei più grandi uomini politici del nostro Paese, molti descrivono la sua personalità come timida e introversa. L’unica cosa certa è che era un appassionato amante della vita politica, era instancabile. I suoi comizi coinvolgevano sempre migliaia di persone. 

Era sempre dalla parte dei lavoratori e dei più deboli, contro i privilegi e le ingiustizie. 

Nel 1960 Palmiro Togliatti gli affida il posto di responsabile dell’organizzazione del partito. Da quel momento la sua carriera all’interno del Pci cresce inesorabilmente. Nel 1968 viene eletto per la prima volta deputato. E’ un grande successo personale che deriva soprattutto dalle sue abilità di mediazione. 

Viene ricordato come l’uomo del compromesso storico, perché grazie alle sue abilità di mediazione riesce a raggiungere un accordo tra le due forze politiche più seguite quella comunista e democristiana.

Distacca il Partito Comunista Italiano dall’ombra della guida del Partito Comunista Sovietico.

Nel 1976 nasce il governo Andreotti anche grazie all’astensione decisiva del Pci.

Il compromesso fra Pci e il Partito Democristiano durerà fino all’uccisione da parte delle brigate rosse di Aldo Moro.

Esiste un nuovo Berlinguer?

Oggigiorno non esistono politici paragonabili ad Enrico Berlinguer, alcuni sono ancora molto giovani e hanno molto da dimostrare mentre altri ormai sono dei trasformisti di professione. Berlinguer nonostante sia l’uomo ricordato per il compromesso storico che ha cambiato la storia della politica italiana, agiva sempre per un fine ultimo. Il fine della sua politica era quello di aiutare i lavoratori, gli operai e i più deboli, attraverso anche compromessi con altri partiti. 

I compromessi fra partiti tutt’oggi ancora esistono ma il fine di questi è cambiato. Oggigiorno i compromessi tra forze politiche si raggiungono solo nel momento in cui qualcuno rischia di essere spazzato via dalla scena politica o qualcuno vuole raggiungere più potere. La differenza rispetto agli anni in cui era leader Enrico Berlinguer risiede proprio nel fine ultimo delle azioni compiute da ognuno.

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