Eutanasia: indagini sulla morte in Svizzera di una donna italiana

Eutanasia: indagini sulla morte in Svizzera di una donna italiana

Dw-Roma. Il dolore può essere sopportabile solo fino ad un certo punto, solo per un certo periodo di tempo. Che sia fisico o spirituale, il dolore è una di quelle condizioni che necessita sempre una di cura, una soluzione, una fine. Ma quando dolore fisico e spirituale si confondono e si mescolano, diventa davvero difficile capire, specie per i familiari, come intervenire per aiutare chi sta soffrendo.

Alessandra Giordano aveva 46 anni, era un insegnate di
scuola elementare e viveva a Paternò, in provincia di Catania. Il suo dolore,
lei lo viveva ogni giorno, da anni, e cercava disperatamente di trovare un nome
e un’identità ben precisa che ne conclamasse la veridicità. Dopo varie ricerche
e visite specialistiche, ecco che un medico le fornisce il nome del mostro: Sindrome
di Eagle.

La patologia di Alessandra è dolorosa: il legamento
stiloioideo che collega il cranio all’osso ioide del collo subisce una
calcificazione, provocando dolori intensi e improvvisi a bocca, testa, collo,
gola, orecchie e fronte. A seconda della gravità del caso, può provocare
difficoltà a parlare e deglutire, limitando anche i movimenti del collo.

Se i sintomi sono di lieve o media entità, si può ricorrere
a cure farmacologiche per intervenire sul dolore, altrimenti può rendersi
necessario un intervento chirurgico per la riduzione del processo stiloideo.

Alessandra soffriva da anni di depressione, per lei il
dolore era diventato insopportabile, diventa persino difficile dire se quel malessere
fosse realmente fisico o interiore, con radici molto più profonde.

Nella sua mente si prospetta l’idea di trovare una soluzione
definitiva. La medita da sola, quella soluzione, all’insaputa dei suoi
familiari e degli amici. Non ne fa parola con nessuno, ma contatta direttamente
l’associazione Italiana che difende il diritto ad una morte dignitosa, ovvero
la Exit Italia, con sede a Torino.

Alessandra parla con il presidente e fondatore di Exit
Italia, Emilio Coveri, spiegando la sua situazione, parlando del suo stato di
sofferenza, tanto basta per ricevere le informazioni necessarie a contattare
una delle tre associazioni svizzere che praticano il suicidio assistito.

E così, Alessandra, concorda quasi un anno prima la sua
morte con una clinica in svizzera. Programma il suo ultimo viaggio, tenendo
all’oscuro chiunque attorno le voglia bene. Il 25 Marzo parte dall’aeroporto di
Fontanarossa di Catania. Solo casualmente i familiari vengono a sapere che è
partita per recarsi a Zurigo, grazie ad un amico che la incontra in aeroporto,
con il quale Alessandra scambia due chiacchiere, senza fare il minimo accenno
alla motivazione terribile che si cela dietro a quel viaggio.

Grazie ad un messaggio dell’amico alla sorella di
Alessandra, la famiglia viene informata della sua partenza. Contattata
telefonicamente, Alessandra dichiara le sue intenzioni ai familiari, decisa a
non tornare indietro sui suoi passi.

Inutile il tentativo di raggiungerla e fermarla in tempo,
inutile l’allerta alla Polizia Svizzera, la ricerca di aiuto anche attraverso la
trasmissione Chi
l’ha visto
: Alessandra muore il 27 marzo in una struttura a Zurigo
presso la clinica Dignitas, che per toglierle la vita intasca circa 3.500 euro.

Restano il dolore e la rabbia di chi amava Alessandra, reso totalmente impotente dalla burocrazia, malgrado i tentativi di evitare la tragedia. Una famiglia distrutta, colpita doppiamente dal dolore e che adesso chiede verità e giustizia per una morte assurda che poteva essere scongiurata.

La procura di Catania ha emesso un avviso
di garanzia nei confronti di Emilio Coveri
, presidente e fondatore di Exit
Italia, notificatogli dai carabinieri di Torino. Era già stato indagato in
passato con l’accusa di omicidio del consenziente, un’inchiesta conclusa con
l’archiviazione delle indagini perché le accuse sono state ritenute infondate. Coveri
è oggi indagato per istigazione al suicidio.

Leave a Reply

Your email address will not be published.