Ex-Ilva Taranto: la proposta indecente da Arcelor Mittal

Ex-Ilva Taranto: la proposta indecente da Arcelor Mittal
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Dw-Roma. L’Arcelor Mittal attraverso la voce dell’amministratore delegato Geert Van Poelvoorde, lancia l’ultimatum al governo italiano: mantenere l’immunità penale per la società che ha rilevato l’acciaieria di Taranto, oppure la chiusura dello stabilimento per il 6 settembre.

La data prevista per un eventuale chiusura non è casuale, infatti determinerà l’entrata in vigore dell’abolizione dell’immunità penale. Una storia lunga, controversa, che potremmo brevemente riassumere partendo dal 2012, quando l’acciaieria, definita dai giudici “fabbrica fonte di malattia e morte”, viene posta sotto sequestro con l’ipotesi di reato ambientale.

Per evitare la chiusura dello stabilimento, lo Stato italiano interviene più volte, creando ad hoc un nuovo decreto legge che bypassava il sequestro della magistratura, riportando alle loro attività una delle più importanti acciaierie d’Europa, placando le proteste dei lavoratori.

Ma soprattutto, l’intervento dello Stato introduceva l’immunità penale fino al 2023 a tutela degli amministratori del colosso, rendendoli non perseguibili per i danni ambientali provocati dalla produzione di acciaio. In cambio, entro quella data, dovrà essere messo in atto il piano ambientale per la bonifica del territorio e l’adeguamento alle norme anti-inquinamento dell’acciaieria.

 “L’ipotesi” di inquinamento e rischio per la salute pubblica è una crudele e conclamata realtà per i cittadini dei quartieri Tamburi, Paolo VI e Città Vecchia-Borgo, dove ci si ammala e muore per tumori con un’incidenza maggiore del 30% rispetto alla media regionale. Le vittime dei veleni delle ciminiere dell’impianto e dei rifiuti smaltiti in maniera non idonea, sono soprattutto i bambini. Si registrano anche sempre più casi di neonati con malformazioni.

Oggi, il ricatto della società franco-indiana Arcelor Mittal aggiunge alla storia dell’ex-Ilva di Taranto un capitolo dall’atmosfera cupa e squallida. Il solito, ennesimo ricatto che vede contrapposta la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente alla certezza di un posto di lavoro per garantirsi uno stipendio.

Dunque, i prossimi due mesi saranno decisivi per vedere come il governo giallo-verde risponderà alle nuove minacce. Mentre Di Maio sembra voler restare fermo sull’abolizione dell’immunità penale, Salvini auspica soluzioni per non rischiare la chiusura dell’impianto siderurgico tarantino.

In mezzo, i cittadini che chiedono con forza soluzioni concrete per non dover più vedere ammalarsi e morire i propri cari. Solo pochi giorni fa, il 24 giugno, il ministro Di Maio era stato accolto a Taranto, dove era giunto per un tavolo di confronto, da una protesta dei cittadini. “Vigliacchi! I bambini di Taranto vogliono vivere” era lo slogan di uno striscione mostrato dai cittadini all’arrivo del vicepremier.

One Response to "Ex-Ilva Taranto: la proposta indecente da Arcelor Mittal"

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    Dacia Koenemund   27 Giugno 2019 at 19:55

    Really loved the words

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