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Flat tax, è nuovo scontro tra Lega e 5 Stelle. Ma Salvini non accetta no.

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DW – Roma. Si riaccende lo scontro tra Lega e 5 Stelle e, questa volta, sulla questione flat tax. Poco prima dell’esame del Documento di Economia e Finanza (Def) che ha fatto tanto parlare di sé, sembra infatti che i ministri non sappiano ancora se la flat tax ci sarà, oppure no. Ma Salvini non accetta no né compromessi. E il battibecco con Di Maio, questa volta, rischia di mandare all’aria il governo.

Flat tax, fomenta la crisi Di Maio-Salvini

Proprio Di Maio, ospite ieri sera da Fabio Fazio su Rai 1, commentava in proposito che: «Da parte nostra nessun problema. La flat tax significa abbassamento delle tasse per il ceto medio. In quanto tale, la flat tax deve entrare nel Def, ma non se aiuta i ricchi. Deve esserci una minima progressività che aiuta il ceto medio». 

Eppure, il contratto di governo era chiaro sulla riduzione delle tasse per le famiglie e le imprese:

Il nuovo regime fiscale si caratterizza come segue: due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite IVA, imprese e famiglie; per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3.000 euro sulla base del reddito familiare. La finalità è quella di non arrecare alcun svantaggio alle classi a basso reddito, per le quali resta confermato il principio della no tax area. 

E Matteo Salvini insiste su questo punto. Non accetta compromessi e ricorda al Movimento 5 Stelle che:«Abbiamo votato il reddito di cittadinanza,ora pretendiamo rispetto». Anche se, secondo i pentastellati, a non rispettare il contratto sarebbe eventualmente la Lega, con proposte che vanno dalla castrazione chimica alle armi.

Dal canto suo, il Ministro dell’Economia Tria rimane convinto che la flat tax debba essere inserita nel Def. Il premier Conte, invece, fa spallucce e dichiara: «La flat tax è un pilastro da completare, ma serve equità sociale».

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