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Haiti 10 anni dopo, la situazione oggi

haiti 10 anni dopo
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L’anniversario, cosa accadde, i soccorsi e la situazione attuale.

DW(ITALIA).Haiti dieci anni dopo. Gli anniversari alle volte fanno male, li senti in inspiegabili dolori nel tuo corpo, un disagio generale che continui a provare a scuotere finché non ti rendi conto: sì, è quel periodo dell’anno, ancora. Il 12 gennaio del 2010 Haiti viene colpita da un terremoto di magnitudo 7.0, 230.000 morti, 300.000 feriti, 1 milione di sfollati. Port-au-Prince e le aree circostanti sono le più colpite.

Interi quartieri della capitale distrutti. La distruzione non risparmia neppure il Palazzo nazionale di Haiti, residenza ufficiale del presidente della Repubblica, la sede dell’Assemblea nazionale e la cattedrale di Port-au-Prince. Le principali strutture, tra cui la torre di controllo dell’aeroporto internazionale Toussaint Louverture, sono ridotte ad un cumulo di macerie rendendo ancora più difficili i soccorsi e la distribuzione degli aiuti umanitari. Distrutto anche il quartier generale della missione di pace delle Nazioni Unite sull’isola (Minustah) e la maggior parte del personale disperso.

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La macchina dei soccorsi

Immediati furono i soccorsi a livello internazionale, arrivano sull’ isola aerei cargo con gli aiuti per la popolazione. Un volo dell’Unicef portò beni per la prima assistenza e un aereo cargo di Medici senza Frontiere scaricò materiale medico d’urgenza e coperte, teli di plastica, set per cucinare e per l’igiene personale, tende e contenitori per l’acqua. L’Unicef avviò la distribuzione di 2.500 kit contenenti utensili per cucinare e 5mila sacchetti d’acqua da un litro, per consentire la preparazione delle scorte alimentari distribuite dal Programma alimentare mondiale. Dall’aeroporto di Pisa partì un C130J dell’Aeronautica militare italiana con a bordo un ospedale da campo, beni di prima necessità e personale medico sanitario della Protezione civile. dalla Lombardia partirono volontari della Fondazione Francesca Rava onlus, attiva da tempo ad Haiti. Tra i primi ad arrivare a Port-au-Prince un team di 60 specialisti cinesi, veterani del terremoto del Sichuam di due anni fa. l’intervento del nostro Paese fu massiccio, con circa 1000 soldati partiti sul Cavour e 200 carabinieri chearrivarono presto con ruoli di polizia. Sul Cavour imbarcarono 135 tonnellate di cibo e 77 di materiale sanitario, mentre tra i militari i 195 alpini del genio militare furono preziosi per ricostruire le strade, elemento fondamentale per agevolare i soccorsi.

haiti 10 anni dopo

“Quanto fatto ad Haiti nel 2010 è stato qualcosa di straordinario per i risultati raggiunti. Negli occhi e nei cuori di quei marinai resta il ricordo di due mesi di dedizione indefessa. Due mesi di lavoro di marinai italiani il cui andar per mare è, spesso, ordinariamente straordinario. Occorre percorrere le strade dissestate, costeggiate da case colorate e popolate da gente che non ha più niente, un brulicare di umanità che lascia senza fiato.TASK FORCE GENIO 12.500 metri cubi di macerie rimosse 11 cantieri completati di demolizione strutture pericolanti, sgombero macerie, ricostruzione e ripristino viabilità SUPPORTO ALLA POPOLAZIONE HAITIANA, 30 persone al giorno del Cavour impegnate a terra in turni di cinque ore, 15 fucilieri di Marina impiegati a terra per protezione e distribuzione aiuti 36.000 litri di acqua alle suore “Piccole Sorelle del Vangelo”500 chilogrammi di generi alimentari alle suore “Piccole Sorelle del Vangelo”1.300 chilogrammi di viveri per la popolazione del villaggio di Baraderes 1 pala restaurata in memoria delle vittime del terremoto 4 tonnellate di farmaci e presidi medico-chirurgici al centro Caritas Corsidi formazione a favore della popolazione civile. In numeri DATI STATISTICI 13.500 miglia percorse 753 ore di navigazione 31 nodi velocità di trasferimento per Haiti 1.023 ore alla fonda del Cavour 1.014 ore di navigazione dei mezzi organici del Cavour 1.192 miglia nautiche complessive dai motoscafi maggiori del Cavour. Questi hanno trasportato a terra:. 6.390 persone e . 8.520 kg di materiale vario 237.780 pasti assicurati per il personale del contingente a terra e a bordo. MATERIALE TRASPORTATO DALL’ITALIA 12.000 chilogrammi di generi alimentari del World Food Programme (WFP) e della onlus Agire 178 mezzi di Croce Rossa Italiana, Marina, Esercito, Carabinieri e WFP 1 camera iperbarica del Gruppo Operativo Subacquei della Marina 50 moduli abitativi del WFP e della onlus Agire 176 tonnellate di medicinali vari 98.170 confezioni di medicinali della onlus Umanitaria Padana 80 tonnellate di materiale in container della Croce Rossa Italiana COMPOSIZIONE DEL CONTINGENTE (882 militari) 643 della Marina Militare, di cui 43 donne, 50 fucilieri di Marina del San Marco, 9 palombari del Gruppo Operativo Subacquei e 85 elicotteristi dell’Aviazione di Marina 206 dell’Esercito 17 dell’Aeronautica Militare 8 Carabinieri 8 Infermiere italiane volontarie del corpo militare della Croce Rossa Italiana COMPONENTE SANITARIA INTERFORZE E MULTINAZIONALE IMBARCATA 68 operatori sanitari (29 medici e 39 infermieri) 16 medici militari italiani specializzati in chirurgia, oculistica, dermatologia, medicina iperbarica, radiologia, veterinaria, ortopedia, anestesia, psicologia, farmacia, ostetricia, odontoiatria, biologia 17 infermieri militari italiani 7 medici militari brasiliani specializzati in pediatria, infettologia, nefrologia, radiologia, chirurgia, ortopedia, ginecologia 9 infermieri militari brasiliani 8 infermiere italiane volontarie del corpo militare della Croce Rossa Italiana 11 medici e infermieri civili brasiliani 5 infermieri civili brasiliani ASSISTENZA SANITARIA 110 pazienti di cui 32 uomini, 34 donne e 44 bambini 57 pazienti ricoverati 61 interventi chirurgici (35 quelle a cura del team di Operation Smile)59 tac 109 rx 46 ecografie 52 trattamenti di ossigeno-terapia iperbarica 1.768 pazienti trattati presso il presidio medico avanzato.”

La situazione oggi

” 6,4 miliardi di dollari di aiuti stanziati dalla comunità internazionale. «Gran parte sono tornati indietro: oltre il 97% dei milionari contratti d’appalto è stata assegnata ad aziende delle nazioni donatrici. A organizzazioni e imprese locali è andato il 2,3 per cento. Il resto è semplicemente sparito» ” Ad oggi poche le strutture realizzate, le barraccopoli scoppiano e a pochi mesi di distanza da un imponente manifestazione fatta dalla gente, esasperata da inflazione, corruzzione, mancanza di lavoro nulla è cambiato dal quel 12 gennaio del 2010.

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