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Hong Kong proteste: scontri tra manifestanti e polizia

Hong Kong proteste
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Dw-Roma.Non si ferma la protesta in Cina. È una vera e propria protesta di massa, quella che vede protagonisti più di un milione di manifestanti nella città di Hong Kong. Sotto la sede del Parlamento si sono verificati violenti scontri fra manifestanti e forze di polizia.

Uomini e donne di ogni età contro la legge su l’estradizione forzata di “sospetti criminali” in Cina. Una legge che doveva essere votata in Parlamento per l’approvazione lo scorso 12 giugno.

Secondo i manifestanti, tale legge ha il solo obbiettivo di rafforzare il potere di Pechino, col serio rischio di legalizzare lo Stato cinese a commettere gravi persecuzioni contro i dissidenti politici ad Hong Kong.

Spray urticanti utilizzati dalla polizia per disperdere il mare di dimostranti, ma anche pallottole di gomma, manganelli e lacrimogeni. Si registrano anche molti feriti gravi. Pechino, intanto, accusa forze straniere di essere dietro le manifestazioni, che ha definito “rivolte”.

Dopo giorni di manifestazioni e proteste per impedire che tale legge fosse approvata, ieri, 13 giugno, l’assemblea parlamentare ha deciso di sospendere i lavori.

Segnalato dai manifestanti, l’improvviso tilt dell’app di messagistica Telegram. L’app era stata utilizzata da cittadini e manifestanti per l’organizzazione della protesta di massa, bypassando la sorveglianza della citta-Stato grazie al sistema dei messaggi criptati.

Il cyber-attacco, di tipo DDos, ha saturato il server, provocando, così,  l’instabilità dell’applicazione, rendendola inutilizzabile e impedendo ai manifestanti di continuare ad utilizzarla. Secondo il fondatore di Telegram, Pavel Durov, il cyber-attacco è partito dalla Cina, e non sarebbe neanche la prima volta che accade.  

Dunque, ancora una volta, il popolo cinese è in rivolta contro l’oppressione di un regime politico che tenta di sopprimere la libertà di parola.

Già nel 2014 si erano svolte manifestazioni con centinaia di migliaia di persone, il Movimento degli Ombrelli, che per 79 giorni erano scesi per le strade bloccando la città per chiedere e ottenere un sistema politico democratico. Un’azione di protesta che però, non ha portato a nulla.

Previste nuove manifestazioni per domenica 16 giugno, come hanno dichiarato gli organizzatori delle proteste ad Hong Kong.

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