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Il potere logora chi(non) ce l’ha….

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I grandi capi di stato dalla Cina ad altri Paesi come la Russia cercano di stare al comando più tempo possibile

Sono stati necessari decenni di scontri, guerre, lotte fratricide e rivoluzioni per ottenere in molti paesi del mondo la “democrazia”. Un modo di gestire la “cosa comune” in cui è fisiologico anzi necessario avere un’alternanza al potere (al punto da inserire limiti alla durata del mandato dei leader negli atti costituenti). Oggi,  sembra che stia cambiando qualcosa. Anche  nei paesi più “sviluppati” o più importanti economicamente a livello globale.Poco più di un anno fa, i media cinesi (tra i quali Xinhua) hanno riportato, non  senza una certa preoccupazione, la decisione del comitato centrale del Partito Comunista, organo che detiene il potere politico, di adottare una riforma costituzionale che prevede, tra l’altro, l’eliminazione del limite di mandato per il presidente. In molti hanno pensato che questa decisione potesse servire a Xi Jinping, certamente il leader cinese più potente dai tempi di Mao, per ottenere un terzo mandato consecutivo e non essere costretto a lasciare il comando. Piano piano, anno dopo anno, mandato dopo mandato, Jinping ha accumulato un potere sempre maggiore assumendo cariche politiche e alcuni appellativi cari proprio a Mao, personaggio che lui stesso ha contestato ma che, in un regime quasi totalitario, hanno un significato rilevante. Al Congresso del Partito, il presidente (ma vale ancora chiamare presidente una persona che comanda senza limiti di tempo?) ha detto: “Il tema fondamentale di questo Congresso è di non dimenticare il nostro obiettivo fondamentale e la nostra missione: inalberare la grande bandiera del socialismo secondo la sua declinazione cinese, edificare globalmente una società moderatamente prospera e garantire il successo del socialismo cinese in una nuova era, lavorare indefessamente per la grande rinascita della razza cinese”.

Anche il suo vicino e alleato russo, Vladimir Putin, sembra non essere molto propenso a lasciare la poltrona del comando quando scadrà il suo secondo mandato consecutivo, nel 2024. Recentemente, la Duma e il Consiglio della Federazione (la Camera alta del Parlamento russo) hanno approvato un pacchetto di emendamenti alla Costituzione sovietica (mai modificata dalla sua adozione, nel 1993) che prevedono, tra l’altro, anche la possibilità per Putin di rimanere presidente della Russia fino al 2036, quando avrà 84 anni. Così facendo Putin avrà di fatto guidato il paese quasi ininterrottamente per 36 anni!

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A proporre la modifica della Costituzione non è stato il futuro “presidente a vita”. Si è preferito scegliere una figura importante dal punto di vista mediatico: è toccato a Valentina Tereshkova, prima donna nello spazio e ora deputata di Russia Unita, una vera e propria icona per le donne del paese. É stata lei a proporre l’azzeramento del limite dei mandati presidenziali. Dal punto di vista ufficiale questa decisione sarebbe nata dalle dimissioni in massa del governo di Dmitri Medvedev. Secondo altri, Putin, come l’alleato cinese, starebbe cercando di tornare indietro, in questo caso verso la vecchia URSS: tra i possibili ruoli che Putin potrebbe assumere quello di “capo di Stato” di un’entità nazionale “allargata”, alla quale verrebbero annessi paesi come la Bielorussia.

E come in Cina, anche in questo caso, per giustificare la decisione si è cercato di fare leva sulla necessità di conservare la “stabilità” nazionale contro nemici “interni ed esterni”, che “cercano di minare l’indipendenza e l’autonomia” del paese. Quale che sia la decisione, sono pochi ad avere dubbi su quale sarà la decisione della Corte costituzionale (che deve dare il via libera agli emendamenti): 11 dei 15 giudici che la compongono, tra i quali il presidente, Valery Zorkin, sono stati nominati dietro suggerimento di Putin.

L’opposizione, come quella di Aleksei Navalny, ha accusato Putin di stare preparando un “colpo di Stato” per rimanere presidente a vita. Forse è solo una coincidenza ma, nei giorni scorsi, il Comune di Mosca ha vietato gli eventi con oltre 5 mila persone (dicendo di voler limitare la diffusione del corona virus): in molti hanno visto questa scelta come un tentativo di tarpare le ali alla protesta dell’opposizione che aveva dichiarato di esse pronta a scendere in piazza contro la riforma costituzionale.

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Anche dall’altra parte del pianeta, si parla di necessità di avere maggiore autorità. Negli Stati Uniti d’America, il presidente Trump è stato accusato di manie di potere dopo aver dichiarato in un tweet di  avere “autorità totale” sulla riapertura degli Stati Uniti e che i governatori e gli amministratori locali “non possono fare niente” per impedirglielo. Una dichiarazione che ha scatenato pesanti reazioni tra le quali la creazione di un comitato interstatale per cercare di definire una strategia regionale per New York e alcuni stati (Pennsylvania, Connecticut, Delaware, Massachusetts, New Jersey e Rhode Island). Rispondendo a Trump, il sindaco di New York, Cuomo, ha dichiarato di pensare solo al bene dei cittadini e di non essere interessato a battaglie di potere con Washington. Cuomo ha dichiarato che: “Non abbiamo un re in questo Paese”. La risposta del tycoon della Casa Bianca non si è fatta attendere: in una conferenza stampa, Trump ha ripetuto ai giornalisti che la sua autorità è “totale” e che i governatori e gli amministratori locali “non possono fare niente senza l’approvazione del presidente degli Stati Uniti”.

Da sempre, la presenza di capi di stato “eletti” e fermi al potere per decenni viene vista come pericoloso segnale di dominio totalitaristico. Basti pensare ad alcuni “presidenti” africani, “eletti” con procedure spesso dichiarate fuori norma delle autorità di controllo eppure rimasti per decenni alla guida del proprio paese. In Camerun, Paul Biya, è presidente dal 1982 (e prima ancora, primo ministro, dal 1975 al 1982). Nella Guinea equatoriale: salito al potere subito dopo il colpo di stato del 1979, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo è presidente, da oltre 39 anni (durante i quali è stato rieletto 5 volte, in modi spesso contestati dagli osservatori internazionali). Yoweri Museveni è stato “rieletto” presidente dell’Uganda per diversi mandati, da quando, nel 1986, ci fu il colpo di stato. Nella Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso è stato presidente dal 1997 (ma a questi si devono aggiungere gli anni in cui è stato presidente dal 1979 al 1992).

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Anche in Asia non mancano esempi di presidenti o capi di stato “eletti a vita” (e molto spesso discussi sebbene spesso eletti con una percentuale altissima di preferenze). Ali Khamenei dopo essere stato presidente dell’Iran dal 1981 al 1989 ha assunto il ruolo di Guida Suprema, massima autorità politica e religiosa (che resta in carica a vita). In Kazakhstan, Nursultan Nazarbayev è alla guida del paese dai tempi dello scioglimento dell’Unione Sovietica, nel 1989. E in Cambogia, Hun Sen, primo ministro dal 1985, è al potere da oltre tre decenni (e oltre metà della sua vita): alle ultime lezioni ha registrato il 97,75%  di preferenze.

“Il potere logora …chi non ce l’ha”. Questa frase di Charles-Maurice de Talleyrand (titolo anche di un libro di Duff Cooper) viene comunemente attribuita a Giulio Andreotti: la sua carriera politica, iniziata nel 1945 con l’inserimento nella Consulta Nazionale e poi nell’Assemblea Costituente, si concluse solo nel 2013 alla sua morte (mente era senatore a vita, ma ancora attivissimo politicamente).

Oggi il capo di stato da più tempo alla guida del proprio paese è la regina Elisabetta II d’Inghilterra, che regna ininterrottamente da 67 anni (dal 1953). Nel Regno Unito, però, i poteri del sovrano sono decisamente limitati. E poi, quella oltre Manica è ancora una monarchia: questo significa che il capo di stato resta in carica a vita e non viene eletto dal popolo come “dovrebbe” avvenire nelle democrazie oggi così diffuse in tutto il mondo. “Democrazie” dove, ormai sempre più spesso, i capi di stato o di governo eletti, modificano le Costituzioni per restare in carica a vita e non dover lasciare la poltrona su cui si sono seduti…

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