DAL MONDO, Desk news, NOTIZIE IN EVIDENZA
Leave a comment

India: cosa accadrà dopo il ritorno di Narendra Modi

Condividi l'articolo che stai leggendo

La clamorosa vittoria della coalizione del partito Bharatiya Janata (BJP) alle elezioni federali indiane rappresenta un punto chiave nella storia moderna dell’India. È stata la campagna elettorale più estesa e probabilmente più costosa della storia del paese, con 900 milioni di votanti in un milione di seggi per 38 giorni. Circa 83 milioni di indiani hanno votato per la prima volta, e 15 milioni di loro avevano un’età compresa tra i 18 e 19 anni.Il grande festival indiano della democrazia, come spesso vengono definite le elezioni, è visto come un’opportunità per far sentite al popolo indiano di avere voce in capitolo nella gestione del governo.

Modi: il leader puritano e incorruttibile

Si può dire che il ritorno di Narendra Modi come primo ministro, oggi è una sfida per il Paese. È da quattro decenni, dall’epoca del primo ministro Indira Gandhi, che non si assiste a delle elezioni così ‘presidenziali’, incentrate sulla personalità e sul curriculum del leader. Si può parlare di ‘fenomeno Modi’, in quanto durante queste elezioni i candidati del BJP hanno evocato il nome di Modi e mostrato la sua immagine in ogni occasione possibile.Modi è stato proposto come l’unico leader in grado di riportare in vita la grande civiltà indiana e salvare il paese dalle potenti élite e dai politici corrotti. A volte durante la campagna elettorale, la sua personalità ha assunto sembianze quasi mitologiche. L’immagine che lo caratterizzava era quella di un capo indiano che si ritirava in una grotta dell’Himalaya, vicino a uno dei più importanti centri del pellegrinaggio indù, dove meditava con indosso uno scialle monacale di zafferano. Ciò ha contribuito a rafforzare la sua immagine di leader puritano e incorruttibile. D’altra parte c’è da dire dire che i partiti di opposizione hanno partecipato a queste elezioni con campagne elettorali poco convincenti che non sono riuscite ad avere un grande impatto sulla popolazione. Il Partito del Congresso, rispetto ai risultati deludenti del 2014, non ha fatto grandi progressi. Priyanka Gandhi Vadra, sorella del presidente del Congresso Rahul Gandhi, ha cercato con forza di mobilitare gli elettori con discorsi a primo impatto coinvolgenti, ma ciò non è servito a molto. 

Le promesse elettorali del BJP

La campagna di Modi si è basta su promesse quali: programmi di assistenza sociale costruiti intorno alla fornitura di servizi igienici, gas da cucina e trasferimenti diretti di denaro alle classi più povere. Grazie a questi schemi di assistenza sociale, il BJP ha acquisito consenso anche negli stati in cui tradizionalmente aveva ottenuto pochi successi, tra questi: Bengal, Odisha e molte parti dell’India meridionale. Quindi, cosa possono aspettarsi gli indiani da un governo guidato dal BJP per i prossimi cinque anni? Sulla base di ciò che abbiamo visto nel 2014, il governo sarà centralizzato e guidato principalmente dall’amministrazione Modi.

Le sfide del nuovo governo

Il nuovo governo si ritrova a dover affrontare numerose sfide: un’ulteriore liberalizzazione dell’economia; cambiamenti strutturali necessari a facilitare gli investimenti stranieri; la creazione di nuovi posti di lavoro e investimenti sulla formazione professionale dei giovani indiani. In termini di politica estera, Modi ha dimostrato di saper gestire i rapporti tra Nuova Delhi e poteri forti come quello della Cina e degli Stati Uniti. In particolare ci saranno sicuramente nuove sfide da affrontare con il Pakistan e con una Cina sempre più bellicosa, ma Modi ha già dimostrato di avere una capacità unica nel costruire un rapporto personale con i leader di molti paesi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *