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Innamorato? Ti spiego perché

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Chiedo perdono in anticipo. Oggi, forse, disintegrerò la vostra idea romantica dell’amore. È necessario? Proprio adesso, mi direte, che l’estate si accende finalmente e diventa innegabilmente più facile innamorarsi?

È necessario. Perché, poi, arriverà settembre e per gli amori estivi settembre è un mese un po’ bastardo, esattamente come lo è maggio per le lunghe storie d’amore, quelle stabili, che si scontrano con la bella stagione che ammalia e sparge promesse di nuove conquiste amorose.

Ma voi fate pure, innamoratevi, senza badare alle stagioni. Non c’è possibilità alcuna che questo articolo freni i vostri entusiasmi o inibisca le zone del vostro cervello coinvolte attivamente nella fase dell’innamoramento.

Come ci si innamora? Due sguardi che si incrociano, qualcosa che scatta dentro, una piacevolissima sensazione … lo descriveremmo tutti più o meno così. Secondo gli studiosi, probabilmente poco romantici, sono sufficienti 20 centesimi di secondo per innamorarsi.

Se consideriamo l’essere umano come un semplice esemplare animale ”vagamente” più evoluto, possiamo semplificare le ragioni dell’innamoramento: è il meccanismo ancestrale per eccellenza che porta due esseri viventi ad avvicinarsi l’un l’altro al fine di accoppiarsi e garantire la continuità della specie.

Dodici aree diverse del nostro cervello si attivano. Protagonista principale di questa prima fase dell’innamoramento è il ferormone, una sostanza biochimica prodotta dalle ghiandole del corpo umano e che, attraverso l’olfatto, ci aiuta a scegliere il partner che il nostro cervello identifica come il più compatibile a noi.

Da lì in poi, la persona della quale ci siamo innamorati diventa la nostra droga: dopamina, noradrenalina e feniletilamina si attivano nel nostro cervello e creano una forma di dipendenza verso il partner; ne consegue il bisogno di cercarsi, vedersi, stare insieme e condividere il proprio tempo, mandando al diavolo tutto e tutti, impegni di qualunque genere, provocando ritardi ad altri appuntamenti e dimenticanze varie ( non espressamente confermato dagli studiosi, lo aggiungo io all’analisi e credo condividerete ).

Il bacio e le carezze consolidano fortemente il legame dei due neo-innamorati, aumentando la produzione di adrenalina e noradrenalina. Questi neurotrasmettitori, col passare del tempo, diminuiscono e vengono sostituiti da altri che garantiscono comunque la stabilità del rapporto. Le coppie che, per diverse ragioni, vivono una storia a distanza e hanno incontri meno frequenti, mantengono per un periodo di tempo maggiore i livelli alti dei neurotrasmettitori che inducono dipendenza.

Succede anche un’altra piccola anomalia: nelle donne i livelli di testosterone aumentano, conferendo loro più temperamento, mentre negli uomini diminuiscono, rendendoli più docili e meno aggressivi.

Lo so, ci state riflettendo, soprattutto voi uomini, ma la vostra autoanalisi non può fermarsi qui.

È solo una questione di programmazione dei nostri geni? Siamo vittime dell’istinto primordiale o dei ferormoni? Assolutamente no. E mettetevi l’anima in pace, soprattutto voi lettrici donne: amore e sesso possono tranquillamente non andare di pari passo.

Sappiate ( e buon pro vi faccia saperlo ) che mentre l’innamoramento è causa di stress, il sesso è un antistress per eccellenza, ottimo anti-age, migliora l’attività cellulare e stimola addirittura le difese immunitarie.

Niente scuse! Non interrompete la lettura per dedicarvi alla forma sopra citata di rinnovamento cellulare. Esistono altre tre motivazioni, oltre alla chimica, che ci inducono ad innamorarci di una persona piuttosto che di un’altra.

La prima consiste nella “similitudine familiare”, ovvero, il partner ci ricorda un familiare, un genitore o una persona a cara, trasmettendoci sicurezza e senso di protezione, fattore che può indurre ad innamorarsene.

La seconda motivazione è “l’ammirazione”, quando vediamo nell’altro delle caratteristiche affascinanti che vorremmo possedere e che non abbiamo. Gli opposti si attraggono.

La terza consiste nella “corrispondenza”, nella scelta, cioè, di una persona che abbia i nostri stessi interessi, che ci somigli, con la quale possiamo condividere passioni e stile di vita.

Messe da parte chimica e teorie, lasciatevi dire che vi innamorerete, nell’era di internet e degli iphone, anche senza la complicità del ferormone che non sa attraversare gli schermi e percorrere certe distanze. Nell’era del “non possiamo permetterci un figlio”, vi innamorerete e farete l’amore con la piena consapevolezza che non garantirete la continuità della specie umana sulla terra, e date le condizioni del  pianeta sul quale ci troviamo, non ne avrete neanche un gran rammarico.

Vi innamorerete, anche se pensate sia la persona più sbagliata del mondo, il momento meno propizio della vostra vita, anche se quel volto e quegli occhi non vi ricordano nessuno che avete già amato.

Vi innamorerete perché l’amore è un’esigenza, perché finché conoscerete solo il freddo della solitudine, vi basterà l’inverno col sole fra le nuvole, ma quando qualcuno vi regalerà l’estate e vi farà sentire il calore delle sue braccia, non potrete più farne a meno. Non potrete più fingere che l’amore non esista, che non conti, che sia controllabile e spiegabile, che se ne possa fare a meno.

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