Intervista a Didi Leoni

Intervista a Didi Leoni

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Dw-Roma. Se
siete sentimentalmente legati allo stereotipo italiano e un po’ vintage della
donna moglie, mamma e casalinga,
eternamente e unicamente alle prese con fornelli e lavori domestici, non
leggete questa intervista. Vi turberebbe scoprire e dover ammettere a voi
stessi che le donne sono un’esplosione di vita, forza, coraggio e creatività,
qualità che non possono essere limitate e represse dentro perimetri troppo
stretti, in minuscoli spazi come quello casalingo: sarebbe uno spreco di
vitalità imperdonabile.

Ne è un esempio la donna che oggi voglio presentarvi.
La conoscete tutti, in verità, è entrata nei vostri salotti per anni attraverso
l’occhio delle telecamere del tg5. Una voce delicata, una presenza sempre
elegante, un approccio con il pubblico denso di rispetto e di grande
professionalità.

Oggi vi Presento Didi Leoni, giornalista e
professionista dell’informazione, una donna forte e dinamica, sempre pronta a
reinventarsi. La sua creatività poliedrica e una curiosità sempre vivace
l’hanno portata, negli anni, a cimentarsi in nuove esperienze. Appassionata di
design d’interni, Didi Leoni è anche consulente di Feng Shui, la disciplina
orientale ausiliaria dell’architettura per l’arredamento degli ambienti interni
al fine di creare armonia e influssi positivi.

Didi Leoni, la sua vita è costellata di successi, conquistati grazie ad anni di studio e gavetta, indispensabili per acquisire competenze e professionalità. In tutto questo percorso, essere donna, ed essere anche una donna bella, come nel suo caso, può essere un fattore che genera pregiudizi, discriminazioni o maggiore difficoltà per affermarsi nel mondo del giornalismo o del lavoro in genere?   

Indiscutibilmente essere una bella donna dà alcuni
vantaggi, soprattutto in una società, come quella di oggi, in cui l’aspetto
estetico è considerato molto importante. Ma spesso si tende a pensare, purtroppo
non solo da parte maschile, che una bella donna debba ritagliarsi un ruolo da
bambolina ben truccata e agghindata alla moda, senza pretendere di essere anche
apprezzata per le sue doti di intelligenza e competenza professionale. D‘altro
canto esiste anche il cliché inverso, secondo cui una donna, per essere
credibile professionalmente, deve per forza mortificare la propria femminilità,
rinunciando a tacchi e maquillage. Un pregiudizio contro cui, nella mia lunga
carriera di conduttrice di telegiornale, mi sono spesso trovata a lottare.         

Lei conosce bene gli Stati Uniti, è stata per anni corrispondente speciale per le reti Mediaset da New York. Secondo la sua esperienza, rispetto alle italiane, le giornaliste statunitensi subiscono meno gli stereotipi riservati alle donne e, di conseguenza, meno discriminazioni?

Mi piacerebbe​ rispondere che
negli Stati Uniti le cose vanno diversamente ma purtroppo non è così.
Certamente all’estero, a differenza che in Italia, è normale essere assunti e
fare carriera solo in base ai propri meriti, senza raccomandazioni o
compromessi. Ma per le donne è tutto più difficile. Del resto il termine “glass
ceiling” l’hanno coniato proprio gli americani: per le donne esiste un
“soffitto di cristallo”, invisibile ma impossibile da sfondare.  E si parla spesso anche di “glass cliff” (nel
senso di “precipizio”…) quando alle donne vengono affidati compiti di
leadership ma solo perché la barca sta affondando ed è più facile sacrificarle
in caso di insuccesso. 

C’è un’esperienza indimenticabile, un momento preciso della sua carriera di giornalista che la rende particolarmente fiera o che ricorda con particolare emozione?

Di emozioni ne ho vissute​ tante, soprattutto incontrando persone, non importa se personaggi
importanti o gente comune, che mi hanno svelato particolari dolorosi e
struggenti della loro vita, contando sul fatto che non avrei tradito la loro
fiducia. Sono fiera di aver sempre rispettato questo patto. Oggi purtroppo si è
sempre più alla ricerca del lato morboso in ogni cosa, senza pensare alla
grandissima responsabilità che l’informazione comporta. È un tipo di
giornalismo nel quale non mi riconosco affatto. 

Nella vita, tutti facciamo mille sogni e progetti, ma poi bisogna fare i conti con la realtà che impone tempi e spazi a volte non sufficienti a realizzarli tutti. C’è qualche sogno o progetto che non ha realizzato e che le suscita qualche rimpianto?

Da quando ero una ragazzina mi sono​ “allenata” a non avere rimpianti e per fortuna non ho fatto nulla che
mi crei dei rimorsi! Credo sia fondamentale vivere al meglio il presente, senza
rimuginare sul passato e neanche proiettarsi troppo nel futuro. Avere un
atteggiamento positivo è molto importante. 
Ho fatto mio l’insegnamento di Voltaire: ho scelto di essere felice
perché fa bene alla mia salute. 

Quali sono i nuovi sogni e i buoni propositi di Didi Leoni per il futuro?

Ripeto spesso​ scherzosamente che
sono in una fase “morettiana” della mia vita: giro, vedo gente, faccio cose… Lasciare il telegiornale non è stata una decisione
facile ma non sono affatto pentita della mia scelta. La televisione resta il
mio grande amore e sto cercando di realizzare alcuni progetti che mi stanno
molto a cuore. Ma ora ho più tempo da dedicare all’altra mia grande passione:
l’interior design. Il mio lavoro di arredatrice e consulente feng shui mi sta
dando belle soddisfazioni. Mi rende felice migliorare la vita delle persone
ridando armonia ai luoghi in cui abitano. 
Ma la cosa che mi piace più di tutte è viaggiare: l’unico investimento
che dà sempre buoni frutti!

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