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Alma Grandin, intervista alla giornalista del TG1

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L’intervista della settimana alla giornalista Alma Grandin

di Anna Lisa Maugeri

DW(ITALIA).Se non ci fossero i sogni e le passioni a muovere i nostri passi, forse ognuno di noi si accontenterebbe di vedersi assegnato un destino e di compierlo senza troppi imprevisti. Invece, siamo esseri capaci di scelte improvvise che cambiano l’intera sceneggiatura di una vita.

Alma Grandin cambia direzione, anche lei, per seguire la sua passione per la scrittura e il giornalismo, in momento nel quale la sua vita sembrava aver già intrapreso la sua strada. Da ostetrica a giornalista per seguire la sua passione per il giornalismo, un lavoro che la condurrà nel mondo dell’informazione a tutto tondo: dalla carta stampata come inviata per L’Espresso e collaborando con il Corriere della Sera al TG2, dove gli studi di medicina le torneranno utili per lavorare nei programmi di informazione Tg2 Salute e Medicina 33 con Luciano Onder, passando per il TG1 e la radio per il Giornale Radio Rai, fino al mondo dell’informazione via web diventando caposervizio del TG1 online.

Vince nel 2007 il Premio Internazionale Euromediterraneo, per la trasmissione radiofonica da lei ideata New generation – Il giornale radio dei ragazzi, e nel 2009 il Premio Internazionale ProArte per la trasmissione Radio campus. E’ stata docente in “Giornalismo radiofonico e Nuovi media” all’Università di Macerata ed è autrice del libro “www.viraccontoiltg1.rai.it“.

Alma Grandin

Oggi conosciamo meglio Alma Grandin.

Alma Grandin, facciamo un passo indietro: dopo anni di studi, diventa ostetrica, ma prima di partire in missione in Mali per esercitare la professione, cambia improvvisamente il corso della sua vita indirizzandola verso la scrittura e il mondo dell’informazione. Cosa l’ha portata a scegliere il giornalismo?

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R:I miei genitori mi avevano regalato una macchina da scrivere, la famosa Valentine rossa, a soli 8 anni. Con quella compagna di viaggio ho vinto il mio primo concorso di poesie indetto da Il giornalino. Poi ho sempre scritto di tutto, ma la vera passione è nata proprio da quella mia macchina da scrivere, inseparabile compagna di vita.

La sua carriera da giornalista è fatta di gavetta, di tante esperienze, tutte importanti: dalle testate giornalistiche come redattrice agli studi del Tg2 come conduttrice, passando per la radio fino a ideare programmi di informazione per la redazione online del Tg1. Quale esperienza le è costata più sacrificio e impegno e quale le ha regalato più soddisfazioni?

R:I sacrifici più grandi durante il periodo radiofonico ma perché avevo i bambini piccoli ma è stato anche il periodo più creativo e costellato da grandi soddisfazioni. L’altro periodo bello è stato quello iniziale con Luciano Onder e poi sicuramente l’esperienza iniziale della Redazione Internet del Tg1.  Un’esperienza che ho illustrato nel libro www.viraccontoliltg1.rai.it edito da Rai Eri.

Ha ideato il giornale radio per ragazzi New Generation, un programma che ha avuto grande successo e ha ricevuto il Premio Internazionale Euromediterraneo 2007. Quali difficoltà ha riscontrato nel creare di tutto punto un progetto radiofonico innovativo nel campo dell’informazione, unico nel suo genere in Italia, dedicato ai giovani?

R:La radio, per me, è il più bel mezzo di informazione. Immediato, completo, in grado ancora di trasmettere emozioni. Rendere i giovani protagonisti facendoli raccontare alla radio le buone pratiche imparate sui banchi di scuola è stato ben accolto da tutte le scuole, un’opportunità davvero unica.

La storia della sua carriera dimostra che Lei è una donna forte che non teme le sfide, che ama mettersi in gioco, cambiare e andare incontro al nuovo. Quanto è stato importante nel suo lavoro essere mentalmente predisposti al cambiamento e al rinnovamento?

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R:Fondamentale! Essere aperti alle nuove sfide che il lavoro ti mette difronte con l’umiltà di essere sempre pronti ad imparare cose nuove, da tutti, soprattutto dai più giovani nativi digitali.

Dalla carta stampata, agli studi televisivi fino al web, Lei conosce il mondo dell’informazione a tutto tondo. Il mondo del giornalismo è cambiato molto, soprattutto grazie o a causa del web. Secondo Lei, i nuovi canali di comunicazione hanno migliorato o peggiorato la qualità dell’informazione?

R:Hanno dato l’opportunità di essere informati in tempo reale ma allo stesso tempo hanno creato una tale mole di informazioni che non sempre sono verificate e creano confusione e disorientano gli utenti.

Sicuramente il web oggi offre la possibilità a tutti di creare un proprio progetto editoriale, di avere voce e, secondo le proprie capacità, di creare buoni contenuti, ma è necessario mettere su una vera e propria redazione, impiegando tempo, risorse e fatica, senza lesinare gli errori necessari per crescere e migliorare. Quali consigli darebbe a chi vuole tentare di creare un buon contenitore di informazione e approfondimento sul web?

R:La verifica delle fonti per essere credibili, sempre. Contenuti veri e verificati!

Essere giornalista e mamma richiede strategie particolari per una donna professionista in Italia? Come ha coniugato le due cose?

R:Essere mamma è davvero l’esperienza di vita più bella che abbai mai avuto. Essere mamma lavoratrice nel nostro Paese significa davvero tanti sensi di colpa, sacrifici e rinunce perché purtroppo in Italia non c’è un welfare organizzato che aiuti le mamme lavoratrici. Pensate solo ad un’azienda grande come la Rai che non ha un asilo nido aziendale. E’ stato davvero difficile ma come lo è per tutte le mamme lavoratrici.

Quali sono i nuovi progetti all’orizzonte e quale sogno vorrebbe tirare fuori dal cassetto?

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R:Vorrei potermi occupare a tempo pieno di salute e medicina e poi pubblicare altri libri e avere la possibilità di vedere realizzati i sogni dei miei figli.

Alma Grandin

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