Intervista ad Antonio Stornaiolo

Intervista ad Antonio Stornaiolo

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Dw-Roma.Cosa sarebbe la vita senza la risata, senza qualcuno che inaspettatamente tiri fuori una battuta, nel modo giusto e al momento giusto, rendendo possibile quel piccolo miracolo che illumina un viso, allontana dalla mente per un attimo le preoccupazioni e regala il buon umore. Il mestiere di Antonio Stornaiolo è proprio questo e c’è da essergli grati per il dono di una sana risata ritrovata.
Antonio Stornaiolo è il volto e la voce del buon umore italiano. Una personalità elegante e coinvolgente, attore teatrale, cinematografico, conduttore televisivo e radiofonico, blogger.
Napoli lo vede nascere e Bari crescere, laurearsi, diventare giornalista pubblicista nel 1995, ma soprattutto muovere i primi passi come attore e comico nel duo storico Toti e Tata insieme all’amico e collega Emilio Solfrizzi, con il quale dal 1985 vive un fortunato sodalizio artistico iniziato nei teatri pugliesi e che condurrà entrambi ad entrare nelle case e nei cuori degli italiani attraverso le reti Rai e Mediaset, ed esibendosi nei teatri di tutta Italia.
Oggi vi presento Antonio Stornaiolo.

Antonio Stornaiolo, Lei ha conquistato per anni, e continua a farlo, il pubblico italiano. Quella che sembra essere, ed in parte è anche, un’attitudine spontanea allo humour, richiede in realtà studio, esperienza e competenze. Come si fa a trasformare il peso e la fatica di tutto il lavoro che sta dietro le quinte di uno spettacolo, nella leggerezza esilarante e coinvolgente che, poi, trasmette sul palco?

Cominciamo bene! Bella domanda. In sostanza: basta solo il talento oppure è necessaria anche la competenza per arrivare a destinazione? In tanti, specialmente in questo periodo, pensano basti solo il primo. Per quanto mi riguarda, invece, credo soprattutto nella seconda. Ad esempio, per “essere leggeri”, per “improvvisare” è necessario sviluppare un istinto capace di cogliere la realtà con velocità ed attenzione. Questo si ottiene sempre e solo con studio e disciplina. Insomma, in scena, il come è sempre figlio del perché e bisogna stare sempre molto attenti a non confondere per leggerezza quella che è solo superficialità. Detto questo, nel nostro mestiere, per arrivare al successo, tanta parte ha la fortuna. Diceva Arthur Bloch: “Nessuna pianificazione, per quanto attenta, potrà mai sostituire una bella botta di culo”. Ecco, l’ho detto.

L’attore è un bugiardo al quale si chiede la massima sincerità”, diceva il grande Vittorio Gassman. E l’attore comico cos’è?

Ahahahah! In un luogo (il Teatro) dove tutto è finto, ma niente è falso, l’attore comico è un precipitato di emozioni. E’ lo scemo che cerca di non andare alla guerra, è il miserabile che gioca con la povertà, è il gran signore che prende in giro se stesso. L’attore comico, allora, è il più bugiardo di tutti. Ma come tutti, sa già come andrà a finire e dunque, amando il prossimo, lo aiuta a dimenticare il destino a cui ognuno di noi sarà chiamato. Gioco con una frase di Shakespeare presa da “La tempesta” per alleggerire il concetto: “Siamo fatti della stessa sostanza di cui son fatti… i panzerotti; e nello spazio e nel tempo d’un ripieno alla mozzarella ed uno alla carne è racchiusa la nostra breve vita”. In questo la risata è l’antidoto più potente contro la finitudine dell’uomo. Ridere è un vero toccasana! E maschere come Pulcinella, Charlot, Totò e tanti altri sono stati dei veri benefattori per il genere umano.    

 Ha lavorato con molti volti noti del cinema e dello spettacolo italiano. Fra tutti, oltre a Emilio Solfrizzi, che diamo per scontato, chi è quello con il quale sente di aver condiviso un’esperienza di lavoro e di vita importante per Lei?

Innanzitutto il periodo più fertile della mia vita l’ho condiviso (come Lei dice) con Emilio, per me praticamente un fratello, ma anche con Gennaro Nunziante. Tutti e tre insieme abbiamo fatto faville e ricordo quei tempi con molta dolcezza. E poi, negli anni, mi sono molto divertito con mostri sacri come Lino Banfi, Diego Abatantuono, Carlo Vanzina, Flavio Bucci; ho avuto la fortuna di essere diretto da Maestri come Carlo Lizzani, ho stretto amicizie vere con Fabio Canino, Maurizio Casagrande, Enzo Iacchetti, Francesco Scimemi, Maurizio Ponzi, Chiara Sani, Michele Mirabella, Paolo Beldì, Gegè Telesforo, Ugo Porcelli e tanti e tanti altri. Ma fra tutti, il mio “vate” è lui: Renzo Arbore. Gli sono stato al fianco per quasi un anno durante la preparazione e la messa in onda di “Speciale per me – Meno siamo meglio stiamo” e da lui ho imparato i mille segreti dell’improvvisazione, della leggerezza e dell’eleganza. Come lui ce ne sono davvero pochi.        

Negli ultimi decenni il mondo è cambiato velocemente, e così anche i mezzi di comunicazione, televisione e radio sono stati affiancati da nuovi canali di trasmissione grazie a internet. Un bene o un male?

Il progresso non è mai un male. Certo la comunicazione è cambiata. Oggi, ancora più di ieri, la velocità della stessa è alla base del rapporto e del contatto con il ricevente/pubblico. Se devi dire una cosa, la devi dire subito, a volte senza neanche usare le parole perché basta una foto. La carta stampata, la tv, il cinema e, un po’ meno, la radio, patiscono la rete ed i social. Personalmente non ne faccio un dramma. Non sono un patito di “like” e “condivisioni”. Vivo bene anche senza. Io adoro il rapporto “live”. Mi piace da matti guardare il pubblico negli occhi, sia durante gli eventi che presento sia quando ripropongo in teatro le repliche dei miei spettacoli.

In teatro i tempi comici sono veramente a casa loro e perciò, quando si ride, si ride tutti insieme. Dal vivo! Che meraviglia.

Quali sono i prossimi progetti di Antonio Stornaiolo?

Vivere alla giornata, sperando che la prossima sia sempre migliore della precedente. Ricercare la felicità e la salute. Ed intanto, con gran divertimento, andare in giro per l’Italia con Emilio con il nostro nuovo spettacolo: “Tutto il mondo è un palcoscenico”. Dal 3 al 6 ottobre saremo al Teatro Manzoni di Milano e poi tante date una dietro l’altra. A Natale poi, saremo in scena a Bari, la nostra città. Evviva!    

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