Intervista al Sindaco di Oliveri Francesco Iarrera

Intervista al Sindaco di Oliveri Francesco Iarrera

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Dw-Roma.Oggi vi presento un’intera comunità, fatta di gente buona, che guarda con amore al proprio territorio, pronta a veder rifiorire ogni giorno i luoghi che abita e che, per vedere il proprio sogno di decoro urbano realizzato, non ha paura di rimboccarsi le maniche, di sporcarsi un po’ le mani e di mettersi in gioco.

Vi presento Oliveri, un paesino alle pendici del monte
Tindari che si affaccia sull’omonimo golfo, in provincia di Messina, Sicilia. Adagiato
sulla costa tirrenica dell’isola, Oliveri è conosciuto come uno dei luoghi
ideali per le vacanze estive, grazie al mare azzurro e pulito che bagna le sue
sponde di sabbia mista a ghiaia.  

A caratterizzare lo splendido paesino sul mare sono proprio
i suoi colori: le barche dei pescatori della Tonnara, la natura incontaminata,
un paesaggio che riempie gli occhi e arriva fino al cuore. Oliveri guarda dalla
riva verso le Isole Eolie: Vulcano, Lipari, Salina, Filicudi, Alicudi, Panarea
e infine Stromboli.

Sulla terra ferma, Oliveri non smette di offrire la sua bellezza
che si intreccia a cultura e storia, contaminata dalla cultura araba, normanna,
aragonese e spagnola. Imperdibile il Castello di Oliveri edificato a partire
XI° secolo.

Con i suoi 2138 abitanti, il borgo turistico di Oliveri merita di essere conosciuto e raccontato, e ve lo racconterò attraverso il piccolo miracolo di civiltà che da mesi si sta verificando, attirando l’attenzione della stampa isolana fino a giungere ai tg nazionali.

Tutto parte dall’iniziativa di due cittadini di Oliveri, Salvo Giunta e Antonio Calcò, e ben accolta dal neo sindaco di Oliveri Francesco Iarrera. Così, è partita la prima giornata di edilizia solidale il 18 Maggio, un sabato libero che molti cittadini hanno voluto dedicare al proprio territorio, con entusiasmo e tanta buona volontà, potendo godere, a fine giornata, della soddisfazione di aver reso il proprio comune più bello e pulito.

Un entusiasmo contagioso, un miracolo che si è ripetuto più
volte in questi mesi, inducendo sempre più cittadini a seguire l’esempio e a dare
il proprio contributo. È una miccia che ormai si è accesa e provoca solo
esplosioni di colori e di bellezza, dalle aiuole rifiorite, ai marciapiedi rimessi
a nuovo, ai cigli delle strade liberati dalle sterpaglie, alla “Veduta”
ripulita lungo la strada che da Oliveri conduce a Tindari.

Professionisti dell’edilizia e non, cittadini di ogni età
che hanno accolto l’iniziativa dimostrando che le parole stanno a zero: se
qualcosa non va, la si cambia, e non chiedendo agli altri di provvedere al
cambiamento, ma facendo di sé stessi la forza motrice del cambiamento che
desideri e che sai essere necessario.

Sindaco Francesco Iarrera, com’è nata l’idea della giornata
dell’edilizia solidale a Oliveri?

È nata da una conversazione con i miei due
amici Salvo e Antonio. Stavamo passeggiando e guardandoci intorno c’erano
erbacce ovunque, marciapiedi con le mattonelle saltate, edifici comunali
fatiscenti. Erano passati pochi giorni dalla mia elezione e ci domandavamo da
dove iniziare. Così, i miei due amici l’hanno buttata li, quasi per scherzo:
“Perché non organizziamo una giornata, coinvolgendo tutte le ditte di Oliveri,
e cerchiamo di intervenire?”. Ho risposto che non avevamo abbastanza soldi. E
la loro risposta è stata spiazzante: “devono farlo gratis”. È stato questo il
punto di svolta. In quella passeggiata è nata la giornata solidale. L’ho
proposto ai ragazzi della mia squadra e hanno accolto al volo e con entusiasmo
l’idea. La forza del gruppo ha fatto il resto. Siamo tanti e molto uniti. La
nostra è una amministrazione davvero partecipata, dove i ruoli contano poco e
ognuno contribuisce in modo determinante a raggiungere i risultati. Abbiamo
creato una locandina, l’abbiamo diffusa sui nostri social e la generosità della
gente di Oliveri ha fatto il resto. Hanno risposto dieci ditte e duecento
volontari. Alle sette del mattino c’era un esercito di persone, con pale,
zappe, tagliaerba, pronte a fare la propria parte.

Chi non aveva la forza e il tempo di
lavorare di braccia ha contribuito preparando la colazione, lo spuntino e la
pausa pranzo.

Quella che doveva essere una giornata con
fini urbanistici si è trasformata in una festa del paese. Proprio questo è
l’elemento più straordinario e toccante. Si è sentito l’orgoglio
dell’appartenenza e un intero paese si è ritrovato comunità.

Da quel 18 maggio si è innescata una reazione a catena, che ha visto la
partecipazione di sempre più cittadini che spontaneamente si prendono cura,
come possono, di Oliveri. Vi aspettavate questo piccolo miracolo di civiltà e
condivisione?   

Da quel momento, tutto ha preso
una piega inattesa.

In ogni angolo del paese, in modo
del tutto spontaneo, trovi gruppi di persone che ripuliscono, che curano le
aiuole, che spazzano.

Tutti i giorni al comune ricevo
visite di persone che mi chiedono dove possono andare a tagliare l’erba. Davvero
commovente.

Tutti ci attribuiscono tantissimi
meriti, ci indicano come esempio, giornali e televisioni chiedono continuamente
interviste e ci interrogano su come ci siamo riusciti. La risposta è sempre la
stessa: noi non abbiamo fatto niente e non abbiamo alcun merito. I miei amici
hanno lasciato cadere un seme e il terreno fertile lo ha trasformato in un
miracolo sociale.

Quello che sta accadendo a Oliveri è un grande esempio per molti altri
piccoli e grandi comuni che si dicono spiazzati dalle difficoltà economiche. Si
può dire che, in certi casi, sono le persone a fare la differenza, più che il
denaro a disposizione delle casse comunali?

Le persone sono la differenza
sempre. I piccoli comuni come il mio si poggiano su pilastri che sono rappresentati
dai cittadini. Qua ad Oliveri ci sono grandi valori, che per diverse ragioni
sono rimasti ai margini negli ultimi decenni. Noi abbiamo grande stima e
fiducia nei nostri concittadini. Nella nostra comunità si annoverano artisti,
musicisti, pittori, maestri d’ascia, scultori. Ci sono delle eccellenze che noi
dobbiamo stimolare e mettere a disposizione della comunità e dei turisti.

Oliveri è un posto incantevole,
che ha un animo incantato e affascinante. Chi ci viene a trovare si innamora di
questi luoghi, sospesi nel tempo. Siamo uno dei pochi paesi che riescono a
sporgersi e vedere la propria storia e allo stesso tempo toccare i vantaggi
della modernizzazione.

Noi stiamo facendo di tutto per
portare bellezza in questi luoghi. Una bellezza che nasca dalla nostra storia,
dalla nostra identità, dalla nostra sicilianità. Ovunque stanno nascendo
riferimenti alla nostra terra e alle nostre tradizioni. Murales, ceramiche
siciliane, dipinti dei nostri eroi, anfore e teste di moro.

Le nostre origini devono essere
il nostro trampolino di lancio per offrirci all’esterno con un vestito
migliore.

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