ITALIA, NOTIZIE IN EVIDENZA
Leave a comment

L’urlo di Napoli per la piccola Noemi

Condividi l'articolo che stai leggendo

DW – Roma. Venerdì la piccola Noemi di quattro anni è stata vittima innocente di una sparatoria. Un proiettile vagante l’ha colpita in piazza Nazionale dove ieri migliaia di persone urlavano “Forza Noemi” in suo sostegno. Questa è la riprova che Napoli è viva e vuole voltare la pagina di questa storia. Al sit-in delle associazioni anticamorra c’era il popolo a manifestare, i napoletani che credono nell’onestà, le famiglie di altre vittime innocenti della criminalità. Tra di loro c’è anche Antonio Piccirillo, figlio di un esponente di un clan, che si dissocia dagli ideali del padre. E Antonio non ci pensa due volte a gridare “la camorra fa schifo”.

Il sit-in che ha unito Napoli

L’associazione `Un popolo in cammino´, una delle più presenti contro la camorra con Libera, ha sfilato con lo striscione «DisarmiAmo Napoli». I partecipanti al sit-in sperano di non vedere il nome di Noemi aggiungersi alle vittime innocenti. «Non vogliamo che quella bambina si aggiunga alla lista del nostro dolore», dicono. Altri continuano dicendo: «La camorra non può distruggere le nostre vite e quelle dei nostri figli». Tanti sono scesi a manifestare in piazza, ma non abbastanza secondo gli abitanti del rione. «Di fronte a un episodio così grave doveva scendere in piazza tutta Napoli», commentano i cittadini. In molti sperano in un futuro con più sicurezza, più telecamere, più istruzione e strutture di aggregazione per i giovanissimi.

Le condizioni di Noemi

Mentre a Napoli la folla grida il suo nome, Noemi lotta tra la vita e la morte all’ospedale Santobono di Napoli. Questa mattina le ha fatto visita Roberto Fico, presidente della Camera. I medici sono riusciti a togliere il proiettile che le ha trapassato i polmoni, fortunatamente senza lesionare il cuore né il midollo spinale, ma nonostante ciò, le sue condizioni restano estremamente gravi. Noemi è in coma farmacologico, respira grazie al ventilatore meccanico, e i suoi familiari radunati fuori della rianimazione possono solo mantenere salda la speranza e pregare.

Ti può interessare anche:  Violenza contro le donne

Le indagini sulla sparatoria

Le indagini della squadra mobile di Napoli sulla sparatoria continuano senza sosta. L’obiettivo era il criminale Salvatore Nurcaro, 32 anni, affine ai clan del sobborgo di San Giovanni a Teduccio, nella periferia est di Napoli, colpito da sei proiettili di arma da fuoco e ricoverato in condizioni gravissime. Il ministro degli Interni Matteo Salvini dichiara: «Da padre, prima che da rappresentante delle istituzioni, prometto alla famiglia della piccola e a tutti i cittadini che non avrò pace finché i responsabili non saranno arrestati, processati, condannati e sbattuti in galera per il resto dei loro giorni».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *