Giappone: 31 anni dopo è di nuovo caccia alle balene

Giappone: 31 anni dopo è di nuovo caccia alle balene
Tempo di lettura stimato: 2 minutes

Il Giappone riprende la caccia alle balene per scopi commerciali

DW – Roma. Da pochi giorni le prime 5 baleniere sono salpate dal porto giapponese di Kushiro per riprendere legalmente un’attività interrotta 31 anni fa: la caccia alle balene per scopi commerciali.
Nello stesso momento, altre 3 baleniere sono partite da Shimonoseki, nel sud del Giappone.
Arpioni nascosti da grandi teloni, le navi sono salpate grazie all’annuncio avvenuto lo scorso anno di voler abbandonare la Commissione Internazionale della caccia alle balene, IWC.
Il ministro della pesca, Takamori Yoshikawa, ha spiegato che “La mia richiesta ai cacciatori è quella di cacciare le balene, nella quota ammessa, per riportare alla luce l’industria commerciale.”
La caccia alle balene non è mai stata del tutto sospesa in Giappone, ma la motivazione è “per scopi scientifici”.
Solo lo scorso anno, durante la spedizione scientifica nell’Antartico, 333 esemplari Minke sono stati barbaramente uccisi.

La pratica della caccia alle balene

La caccia alle balene è una pratica antica, risalente al 6000 a.C., sviluppandosi poi su larga scala nel XVI secolo nell’Atlantico e nel XIX nel Pacifico. Le baleniere sono le navi addette alla caccia e i marinai sono chiamati i balenieri.
La pratica è la stessa: vengono lanciate delle scialuppe che si avvicinano al cetaceo e lo arpionano. Una volta morto, l’animale è issato sulla barca, dove il suo corpo è smembrato per separare il grasso dal resto.
Non solo il grasso, utilizzato nel XIX secolo per le lampade, ma tutto il corpo in quell’epoca è valido: olio fragrante per i profumi e i fanoni per i corsetti della dame sono solo alcuni degli scopi più conosciuti.
Oggi l’interesse principale è per la carne, che è molto apprezzata in Giappone, Norvegia e Islanda.

Le specie a rischio estinzione

La riapertura della caccia alle balene per fini commerciali mette ancora di più a rischio estinzione l’antico animale.
Già minacciate da cambiamenti climatici e dalla cattura accidentale nelle reti, le specie più a rischio sono quattro: la balenottera azzurra, la balenottera boreale, la balena franca Nord Atlantica e la balena franca del Nord Pacifico, quest’ultima la più a rischio.

La speranza di business giapponese

La speranza del governo giapponese sembra essere una rapida evoluzione della richiesta di carne di balena. I numeri, però, non sembrano essere dalla sua parte: negli anni ’60 il consumo di carne di balena era pari a 200.000 tonnellate l’anno, negli ultimi anni invece il consumo è sceso a meno di 5.000 tonnellate.
Il governo giapponese farà un passo indietro?
Nel frattempo le associazioni animaliste si sono già messe all’opera e non daranno vita facile a questa impopolare scelta made in Japan.

Tante le petizioni in giro per il web, noi vi segnaliamo il progetto “Adotta una balena” del WWF. Con una donazione “Una Tantum”, il WWF regala in maniera simbolica una balena.
Qui trovate tutte le info:
https://sostieniwwf.it/adotta-una-balena.html?utm_source=wwf.it&utm_medium=bannerspecie&utm_campaign=Balena

Leave a Reply

Your email address will not be published.