DAL MONDO, Desk news, NOTIZIE IN EVIDENZA
Leave a comment

La proliferazione nucleare dopo il Vertice di Hanoi

La proliferazione nucleare dopo il Vertice di Hanoi
Condividi l'articolo che stai leggendo

DW-Roma.A distanza di più di 3 mesi dal fallimento del vertice di Hanoi, nel quale il presidente Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un non sono giunti ad alcuna conclusione, oggi si iniziano a vedere le prime conseguenze del mancato accordo e diversi analisti si chiedono in che direzione si muoverà la proliferazione nucleare. Il deterioramento della diplomazia, avvenuto in seguito al fallimento del vertice di Hanoi ha portato inevitabilmente ad uno scoraggiamento per il crollo dei negoziati di denuclearizzazione ed al timore di un ritorno alle tensioni del 2017.  Gli studiosi evidenziano che sotto l’Amministrazione Trump, Washington non agisce in conformità con quella che dovrebbe essere la conclusione più ovvia tratta dai negoziati di denuclearizzazione con Pyongyang: evitare di incentivare sempre più la Corea del Nord. Al contrario la Casa Bianca favorisce la proliferazione in un momento di grande fragilità dei regimi di controllo delle armi. 

Disarmo o non proliferazione?

Diverse analisi sulla questione convengono sul fatto che disarmare gli Stati dotati di armi nucleari sia, molto più difficile, di impedire la proliferazione nucleare di stati determinanti. In effetti, il Sudafrica è l’unico stato in cui si sono sviluppate le armi nucleari, che ha ceduto in un secondo momento. L’Ucraina ha ereditato armi nucleari con la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991, ma ci sono voluti tre anni di contrattazione prima che il governo accettasse di restituire le armi alla Russia. Degli studiosi hanno affermato che: ”un’oncia di non proliferazione vale un chilo di disarmo“. Ma a questo punto, bisogna chiedersi: perché gli Stati Uniti fanno così tanto per creare condizioni favorevoli per futuri scenari di proliferazione nucleare come nel caso della Corea del Nord?

L’Amministrazione Trump mina il regime internazionale di non proliferazione

Gli Stati Uniti hanno abrogato l’Accordo sul nucleare iraniano (JCPOA), che avrebbe impedito all’Iran di acquisire armi nucleari per almeno 10-15 anni. Gli USA hanno annunciato inoltre di volersi ritirare dal trattato sulle forze nucleari a intervallo intermedio (INF), un pilastro della stabilità nucleare in Europa. Infine gli Stati Uniti hanno riavviato la produzione di testate nucleari a basso rendimento (LY) per missili balistici lanciati dai sottomarini (SLBM). Questi LY e SLBM aumentano la probabilità di un primo utilizzo del nucleare da parte di nuovi stati e incentivano gli altri paesi ad una corsa agli armamenti nucleari a basso rendimento, in modo da poter difendersi da potenziali avversari. Secondo gli analisti, l’Amministrazione Trump sta minando il regime internazionale di non proliferazione, il controllo degli armamenti e la norma del non utilizzo nucleare. Queste azioni potrebbero incentivare altri stati a sviluppare, o acquisire nuove armi nucleari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *