Margot Wölk: l’incredibile storia delle assaggiatrici

Margot Wölk: l’incredibile storia delle assaggiatrici

Margot e le altre: ecco chi erano le assaggiatrici di Hitler

Ci sono storie talmente assurde da sembrare inventate. La storia delle “assaggiatrici di Hitler”, però, è tristemente vera. Chi erano queste ragazze? Per scoprirlo dobbiamo tornare indietro nel tempo e fare un grande balzo fino al 1943. Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, un gruppo di 15 ragazze, di umili origini, viene scelto per formare un corpo speciale, ovvero “Le assaggiatrici di Hitler”, sotto il comando delle SS. Rifiutare è impossibile. Le giovani donne si stabiliscono tutte nel quartier generale di Hitler. Per tre volte al giorno spetta loro un compito tanto bizzarro, quanto sensato per l’epoca: assaggiare il cibo che il Führer avrebbe dovuto in seguito mangiare. Lo scopo è di sventare possibili avvelenamenti. Tra queste ragazze c’è anche Margot Wölk, una 24enne di Berlino, costretta a fuggire, a causa dei bombardamenti, nella sua casa natale a Gross-Partsch, nell’allora Prussia dell’Est. Ed è proprio qui che ha inizio la sua storia incredibile.

Tutte le donne del Fuhrer

La storia delle assaggiatrici è stata svelata solo nel 2014, quando Margot Wölk ha deciso di raccontarla ai media. Una testimonianza davvero scioccante, che svela l’ennesimo lato oscuro del periodo nazista. Donne usate come meri oggetti, pronte a morire, per scelta di altri, per proteggere un uomo che, nella maggioranza dei casi, sono costrette a servire. “Hitler era vegetariano, – racconta ai giornali la Wölk – quindi noi mangiavamo cereali, verdure, riso, frutta e pasta. Cibo fresco, sano e squisito.” Cibo, però, che porta con sé un velo di morte e orrore. Ogni giorno, per le donne, potrebbe essere l’ultimo. Le donne assaggiano, mentre Hitler attende di vederle vivere o morire, giorno dopo giorno. Quando la guerra è quasi giunta al termine, Margot viene miracolosamente salvata da un luogotenente tedesco. L’uomo, infatti, la conduce al treno verso Berlino. Un viaggio che la porterà alla salvezza. La donna non lo sa ancora, ma le altre assaggiatrici sono state tutte uccise dai russi.

Margot Wölk, la strada verso la libertà

La vita ha in serbo per Margot ancora tanta sofferenza. Sola e impaurita, la donna cade prigioniera dei russi. Violentata per giorni, la sfortunata non potrà mai avere figli a causa delle terribili cicatrici. A guerra finita, Margot riesce a tornare a vivere a Berlino, insieme al marito ritrovato. Un dramma che ha scelto di raccontare per esorcizzarlo e lasciarlo andare via per sempre. Un periodo buio della nostra storia, in cui 17 milioni circa di ebrei sono stati trucidati. La donna racconta così al settimanale tedesco Spiegel: “Ogni giorno mi vesto, mi trucco e indosso i miei gioielli. Non sono una donna sconfitta. Ho scelto di non prendere la mia esperienza in modo drammatico. Questo è stato il mio modo per sopravvivere.” Margot Wölk è morta a 96 anni, ma la sua vita è stata raccontata magistralmente, in un libro tutto italiano.

Le assaggiatrici, dalla storia vera al libro

Dalla storia vera al libro di successo. Le 15 donne, costrette a mangiare il cibo di Hitler, resteranno a monito di una tragedia senza precedenti. Dal racconto di Margot Wölk, infatti, la scrittrice Rossella Pastorino, nel 2018, ha scritto un romanzo straordinario. “Le assaggiatrici”, edito da Feltrinelli, è infatti ispirato alla storia vera di Margot Wölk. La scrittrice ha però scelto di utilizzare come protagonista un personaggio inventato, perché non ha mai conosciuto la donna. “Le assaggiatrici” è un libro in cui la Pastorino indaga sulla fragilità dell’esistenza all’interno della Shoah. Il risultato è straordinario e porta l’autore a vincere il Premio Campiello 2018. Credo che libri come questo dovrebbero essere acquistati da tutti. Perché, citando Primo Levi, “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.”

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