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L’Aquila 10 anni dopo, la ricostruzione è una grande sfida

L'Aquila
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DW – Roma. 6 Aprile 2009, una data che non sarà mai dimenticata dagli italiani. Quella notte, alle 3:32, una scossa di magnitudo 6.3 colpì il capoluogo abruzzese L’Aquila.

Quello che accadde fu davvero sconvolgente. Le prime notizie lasciarono tutti esterrefatti. Una città distrutta, irriconoscibile, centinaia di persone disperse. 

Il rapporto ufficiale indicava un dato che nessuno avrebbe mai voluto vedere: le vittime accertate erano 309.

309 famiglie distrutte. La violenza del terremoto colpì indistintamente chiunque si trovasse in città.

Poche ore dopo il terremoto, tutta l’Italia si mosse unita e compatta per aiutare L’Aquila. La protezione civile insieme a cittadini volontari e soccorritori giunti da ogni parte d’Italia si accinsero per salvare più vite possibili. Molti aquilani erano sepolti dalle macerie.

Tra le vittime, come non ricordare i ragazzi della “Casa dello Studente”, che quella notte, nel dormitorio universitario, avevano tanti sogni nel cassetto e tutta una vita davanti, spezzata così prematuramente. 

Paola Guerriero è una delle superstiti. «Ha iniziato a tremare tutto, talmente forte, mi sono buttata sotto la scrivania, poi è crollato tutto: tutte le pareti, la televisione sui piedi, armadi di fronte che mi sono caduti addosso, la parete che mi divideva con la stanza di un’altra ragazza è crollata», racconta. 

Chezia, sopravvissuta a quel giorno, ricorda così l’evento drammatico: «Io la notte della tragedia non c’ero, ero tornata a casa mia a Controguerra, vicino Teramo. La gran parte dei ragazzi che abitavano nel palazzo anche quella sera aveva deciso di dormire fuori, in piazza o sui prati. Hamade, Angela, Marco, Luca, Luciana, Alessio, non potevano. Avevano gli esami il giorno dopo. Erano tutti amici miei, e purtroppo ora non ci sono più…». 

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L’AQUILA 10 ANNI DOPO

Oggi, 6 aprile 2019, sono passati ben 10 anni da quel terribile evento. In occasione di questo decennale si è tenuta una fiaccolata per ricordare quella notte di dolore.

Il dolore percepito e la commozione, tutt’oggi, quando si pensa a quei momenti è davvero incommensurabile. 

C’è stata una sosta della fiaccolata davanti alla “Casa dello studente”. I familiari delle vittime e gli amici non sono riusciti a trattenere le lacrime e hanno esposto un lenzuolo con i nomi delle vittime.

I partecipanti alla fiaccolata hanno camminato da via XX Settembre in direzione della Villa Comunale. 

La fiaccolata si è diretta in Piazza Duomo dove sono stati letti tutti i nomi delle 309 vittime. In seguito c’è stata la messa e la veglia di preghiera. Le campane hanno rintoccato 309 volte. 

Al lungo serpentone di persone si sono accodati anche il presidente del consiglio Giuseppe Conte e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

L’Aquila non si è ancora risollevata

L’Aquila è ancora in via di ricostruzione. Giuseppe Conte ha dichiarato: «Per quanto riguarda le norme per accelerare la ricostruzione, ne abbiamo previste alcune nel decreto Sblocca Cantieri che abbiamo approvato e che sta andando in Gazzetta Ufficiale. Riformeremo anche il codice degli appalti più in generale. Per quanto riguarda invece la prevenzione, abbiamo varato un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio per prevenire i rischi per il dissesto idrogeologico e quindi anche i rischi sismici. È un obiettivo molto complesso da raggiungere». 

Sergio Mattarella ha poi aggiunto: «La ricostruzione resta una grande sfida nazionale, è affidata alla responsabilità delle istituzioni, a tutti i livelli, che devono assicurare sostegno ai progetti, certezza e continuità nelle risorse e trasparenza nella gestione». 

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