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Libia, quando la violenza è diretta dall’esterno: Trump ha sostenuto Haftar per l’attacco a Tripoli

Rivelazioni di Bloomberg della telefonata tra Trump e Haftar sulla guerra in Libia
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DW – Roma. Grazie alle rivelazioni di vari funzionari americani informati sul dossier Libia, il quotidiano online Bloomberg ha rivelato che, durante un colloquio telefonico avvenuto la scorsa settimana, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato il suo ok a Khalifa Haftar per nuovi assalti armati. Trump ha detto anche che gli USA avrebbero appoggiato qualunque attacco alla capitale Tripoli per sconfiggere il governo libico sostenuto dalle Nazioni Unite. 

Una rivelazione che segna una svolta notevole nei rapporti tra USA e Libia e che mette in discussione l’appello del segretario di stato americano Mike Pompeo, che aveva precedentemente annunciato l’opposizione degli Stati Uniti a qualsiasi offensiva militare di Haftar. 

A cambiare le carte in tavola sarebbero stati due incontri: il primo, tra Trump e il presidente egiziano Abdel Fattah El-Sisi lo scorso 9 aprile. Stando a quanto è stato riferito a Bloomberg, Trump avrebbe esortato El-Sisi a sostenere Haftar. 

Nel secondo incontro, invece, Trump avrebbe avuto un colloquio con il principe ereditario di Abu Dhabi Mohammed bin Zayed Al Nahyan, grande sostenitore di Haftar. 

Le dichiarazioni di Bloomberg ci offrono solo una minima idea della pericolosità e al contempo della delicatezza dei rapporti diplomatici fra i leader dei vari paesi, le cui decisioni inesorabilmente ricadono anche sui cittadini civili, sui bambini, sulle donne, sugli uomini e sui ragazzi che in Libia muoiono ormai da settimane. Il bilancio delle vittime del conflitto continua a salire e, in 20 giorni, siamo già arrivati a 278 morti, 1.330 feriti e 36mila sfollati a Tripoli e dintorni. 

E proprio mentre le truppe del governo cercano di costringere il nemico alla ritirata, l’inchiesta di Bloomberg conferma che gli attacchi sferrati di Haftar (e le morti che ne sono conseguite) avrebbero ottenuto il placet di Donald Trump e che la violenza, quasi sempre, è diretta dall’esterno. L’Italia, nel frattempo, ha ribadito la sua linea per un percorso democratico inclusivo di tutti i libici.

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