L’insubordinazione positiva dell’Elemosiniere papale

L’insubordinazione positiva dell’Elemosiniere papale
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DW – Roma. Sembra che anche la chiesa abbia iniziato la sua piccola rivoluzione contro la Lega. La cosa un po’ ci piace. Ci piace l’idea dei poteri forti ora uno contro l’altro; ci piace l’idea della disobbedienza civile che arriva proprio da chi l’obbedienza la predica; ci piace l’idea, finalmente, di un Robin Hood che, contro ogni legge e tassa, toglie allo stato per dare ai poveri.

Siamo in via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma. Qui, l’Alcea ha tolto la corrente elettrica per morosità: non solo le tasse non venivano pagate, ma lo stesso allaccio elettrico risultava abusivo. E così, via la luce e l’acqua calda. Poco importa se nello stabile vivono 450 persone, di cui quasi 100 bambini, al buio e al freddo.

Ma Konrad Krajewski, l’elemosiniere del Vaticano, non ha retto il colpo. Domenica 12 maggio ha deciso, sua sponte, di staccare i sigilli dell’Acea e riattivare la corrente elettrica nel palazzo occupato. 

C’era da aspettarselo, in fondo, che un gesto del genere, in un contesto del genere avrebbe attirato le ire del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, che non ha perso tempo e si è scagliato così contro l’elemosiniere: «Conto che dopo aver riattaccato la luce adesso paghi anche i 300 mila euro di bollette arretrate. Sto raccogliendo elementi, ho sentito il Comune, la Prefettura e la Questura», ha spiegato Salvini, sottolineando che «c’è questo palazzo occupato a Roma dove ci stavano 3-400 persone che non pagavano le bollette e quindi giustamente la società che gestisce l’elettricità ha staccato la corrente, perché le persone che lo occupavano abusivamente avevano accumulato un debito di 300 mila euro. È arrivato un alto esponente del Vaticano, l’Elemosiniere del Santo Padre, e ha riattaccato la luce».

«Penso che voi tutti – ha continuato rivolgendosi al suo pubblico, preparandolo ben bene – facciate sacrifici per pagare bollette. Se qualcuno è in grado di pagare le bollette dei milioni di italiani in difficoltà, siamo felici e aspettiamo la sua disponibilità economica. Se si paga per chi occupa un palazzo abusivamente, si paghi per tutti gli italiani che ne hanno bisogno».

Chi è Konrad Krajewski

A Roma e fra i fedeli, Konrad Krajewski è conosciuto come il ‘cardinale dei poveri’. La sua elemosina non si limita a portare cibo e coperte ai più poveri, ma anche a costruire bagni, docce, un barbiere e un dormitorio per i senzatetto di Piazza San Pietro e a pagare le bollette per chi non ce la fa da solo. Per farlo, utilizza gli introiti delle benedizioni papali, che finalmente, diranno alcuni, trovano un loro senso.

Krajewski promette che pagherà anche la bolletta della casa occupata di via Santa Croce in Gerusalemme.

«Non voglio che diventi una cosa politica, l’ho fatto per i bambini. Da questo momento, da quando è stato riattaccato il contatore, pago io, non c’è problema», ha detto. Ma in realtà lo sa, che è già diventata una questione politica.

L’Acea ha presentato un esposto contro ignoti alle forze dell’ordine romane per il riallaccio effettuato da Krajewski. E la popolazione sta già insorgendo a difesa del cardinale. «Nel caso in cui l’elemosiniere del Papa venisse denunciato, siamo pronti ad autodenunciarci tutti», hanno detto dalla casa romana. «Il Cardinale Krajweski ha obbedito al Vangelo: ha guardato prima ai bisogni delle persone che soffrono. La legalità se non è collegata alla giustizia sociale è un contenitore vuoto». E soprattutto, hanno aggiunto, «ci ha messo la faccia, a differenza dei politici».

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