Malaria: Nord e Sud Corea unite contro un nemico comune

Malaria: Nord e Sud Corea unite contro un nemico comune
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DW-Roma.Si torna a parlare delle due Coree, oggi minacciate da un nemico comune, lontano dagli scenari politici, da ordigni nucleari e guerre di confine. E’ un nemico di vecchia data, che non porta in capo la bandiera americana, ma che possiede un potere tale da turbare la società più di un tweet di Donald Trump. E’ l’epidemia di malaria che da anni oramai intacca la penisola coreana, tanto da spingere nel settembre 2018, il Presidente della Corea del Sud Moon Jae-in e il leader nordcoreano Kim Jong Un, a firmare un accordo sulla collaborazione per la salute pubblica. Due mesi dopo i due paesi presentarono un piano di iniziativa congiunta per lo scambio di informazioni sulla salute attraverso un ufficio di collegamento a Kaesong vicino alla zona smilitarizzata (DMZ).

Malaria in Corea: quanto è aumentata

Secondo i dati del World Malaria Report 2018 della World Health Organization, i casi di malaria nella Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC ) sono aumentati da 773 nel 2015 a 2.184 nel 2017, un incremento del 182% in soli due anni. Allo stesso modo, la Repubblica di Corea (ROK) ha registrato un riemergere di casi di malaria dal 2013 al 2016, con un aumento complessivo del 56% da 386 casi nel 2013 a 602 casi nel 2016. In Corea del Sud (ROK), il maggior numero di casi di malaria si verifica lungo il confine inter-coreano della DMZ, dove i soldati del Nord e del Sud sono pesantemente esposti a zone umide e paludose. Alcuni esperti sostengono che l’aumento dei casi di malaria in Sud Corea, potrebbe essere attribuito a insufficienti sforzi antimalarici da parte della Corea del Nord. Gli analisti in questione hanno supposto che le zanzare infette solitamente attraversano la DMZ e infettano i soldati ROK, contribuendo così all’ondata di casi di malaria a Sud.

Cause dell’incremento di Malaria in Corea

Tuttavia, sono diversi i fattori epidemiologici che impediscono l’identificazione di una causa specifica. Ad esempio, molti studi meteorologici come ad esempio “Dynamics of positional warfare malaria: Finland and Korea compared”, di Huldén, Lena, and Larry Huldén, suggeriscono una bassa probabilità per le zanzare di poter volare dalla Corea del Nord alla ROK, poiché durante l’estate lungo la DMZ, il vento soffia prevalentemente da sud a nord, e non viceversa. Secondo lo studio del 2016 “Dynamic changes of Plasmodium vivax population structure in South Korea”, l’aumento dei casi di malaria nella Corea del Sud potrebbe essere dovuto alla resistenza agli antibiotici o alla diversificazione genetica del parassita, che potrebbe essere dovuta ad esempio alla selezione naturale. A tal proposito un ulteriore studio del 2016 ha dimostrato che il 70% delle zanzare analizzate dalle zone ad alto rischio lungo la DMZ sono risultare essere resistenti agli insetticidi.

L’arma vincente è la Cooperazione

Poiché la diffusione delle malattie infettive è largamente influenzata dalla vicinanza geografica, una cooperazione politica tra Nord e Sud Corea sarà indispensabile per affrontare la malaria nella penisola coreana. Sebbene vi siano un abbondanza di studi di ricerca sulla malaria disponibili nella ROK, non ci sono attualmente articoli di ricerca sulla malaria dalla RPDC. Inoltre, la ROK attualmente utilizza test diagnostici rapidi e altamente sensibili per rilevare la malaria. Al contrario, la RPDC ha una carenza di forniture diagnostiche e un programma di prevenzione formale che riesce a  valutare accuratamente i casi di malaria. L’accordo di novembre 2018 prefigura potenziali soluzioni di sanità pubblica, ma è opportuno che venga messo a punto un programma di prevenzione per arginare la malaria. Pertanto, è essenziale che la Corea del Nord e del Sud collaborino alla definizione di indicatori o metodi standardizzati per la sorveglianza della malaria, in particolare lungo la DMZ.

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