Muro anti-migranti in Ungheria: Salvini fa visita a Orbán

Muro anti-migranti in Ungheria: Salvini fa visita a Orbán

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DW-Roma. Matteo Salvini è arrivato oggi in Ungheria. Uno dei primi appuntamenti del vice premier è stato con il Primo ministro Viktor Orbán al muro anti-migranti costruito al confine tra Ungheria e Serbia. Appena arrivato nella capitale ungherese, Salvini ha preso un secondo aereo per recarsi a Roeszke, dove Orbán lo stava già aspettando. La recinzione è stata infatti costruita con il solo scopo di respingere i migranti in arrivo dalla Serbia nel 2015. Nonostante le numerose proteste e contestazioni da parte dell’Unione Europea e da diverse ONG, Salvini si è dichiarato a favore del muro anti-migranti.

Salvini e il governo ungherese

Salvini si esprime con approvazione verso il governo ungherese, condividendo la posizione che quest’ultimo ha assunto riguardo la situazione migranti. «Mi complimento con il premier Viktor Orbán che, in modo rapido ed efficace, ha assicurato il presidio di 600 chilometri di frontiere, bloccando gli ingressi. Le posizioni di governo italiano e ungherese sono identiche». Continua poi dicendo «Vogliamo un’Europa diversa, che difenda la sicurezza, rilanci il lavoro, la famiglia e l’identità cristiana del nostro continente». Salvini mantiene così saldi i suoi ideali e il suo credo, sebbene le condizioni dei migranti in Ungheria siano pessime. Infatti, una settima fa, il Comitato Helsinki per i diritti umani ha esposto denuncia per diversi migranti lasciati senza cibo per giorni.

Gli obiettivi di Italia e Ungheria

Salvini ha evidenziato che l’obiettivo di Italia e Ungheria è quello di «rivedere tutti gli accordi commerciali e finanziari con i paesi extraeuropei che non agevolano i rimpatri dei loro connazionali». Continua poi ribadendo la stessa linea esecutiva che Italia e Ungheria impiegano sulla questione migranti. «La nostra posizione e quella dell’Ungheria è identica. Italia e Ungheria hanno posizioni condivise sulla necessità di proteggere le frontiere europee e bloccare il traffico di esseri umani – ha affermato – . Il problema non è redistribuire i migranti, ma impedire che ne arrivino altri».

La risposta di Di Maio

Tra i vari dissensi alla posizione leghista, anche il vice premier Luigi Di Maio ha detto la sua. «Non ha senso venire qui in Italia a dire, come fa la Lega, che combattiamo l’austerity e poi allearsi con Orbán e con i governi dell’est Europa, che chiamavano Bruxelles per chiedere di bloccarci», ha detto il capo politico del Movimento 5 Stelle. Vediamo così un netto contrasto tra i due premier italiani, in disaccordo sulla questione migranti in Ungheria. Le loro visioni infatti divergono totalmente e non solo sulla questione ungherese, ma probabilmente sulla visione generale della posizione dell’Italia in futuro.

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