Nave saudita fa rotta verso Genova. La nave è carica di armi da guerra

Nave saudita fa rotta verso Genova. La nave è carica di armi da guerra
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DW-Roma. Sta per arrivare al porto di Genova una nave carica di armi da guerra battente bandiera saudita. A denunciare l’imminente approdo, previsto intorno al 18 maggio, sono le associazioni Amnesty International Italia, Rete per il Disarmo, Oxfam Italia, Greenpeace, Fundipau, Rete della Pace, Save the Children Italia,Comitato per la riconversione RWM e il lavoro sostenibile, Fondazione Finanza Etica e Movimento dei Focolari Italia.Amnesty International riferisce che la nave cargo Bahri Yanbu è partita dagli Stati Uniti e avrebbe toccato le coste di Regno Unito e Spagna, mentre la Francia non ha permesso di entrare nei propri porti dove avrebbe dovuto caricare otto cannoni semoventi. Il carico della morte sembra che sia di produzione belga.

Bombe e munizioni che, con ogni probabilità, andranno a incrementare le azioni belliche e l’armamento per la guerra nello Yemen, che conta ad oggi 60 mila vittime e uno scenario di devastazione fra sfollati e feriti. La nave con al suo interno il carico di armi aveva già compiuto un viaggio simile a settembre del 2018.

La meta finale è Gedda in Arabia Saudita, l’arrivo sarebbe previsto per il 25 maggio. Se il governo italiano consentirà l’approdo della nave nel porto ligure, che avverrà nel caso in cui ci sia un ulteriore e notevole carico di armi belliche da porre al suo interno, sapremo con certezza cosa intendono la Lega e il Ministro Matteo Salvini quando dicono “aiutiamoli a casa loro”.Un aiuto a morire a casa loro.

Mentre i porti si chiudono alle Ong che salvano vite umane strappandole alla morte nel Mar Mediterraneo, si accolgono i carichi della morte che puntano proprio verso le aree dalle quali scappano uomini, donne e bambini in cerca di salvezza alle porte dell’Europa.

Una Europa che, evidentemente, non si macchia solo di chiudere gli occhi e voltarsi dall’altra parte, concentrandosi su questioni ben più importanti della vita stessa, questioni di crescita economica e di sviluppo, un’economia basata anche e sempre più sulla produzione e la vendita delle armi da guerra, un settore stranamente in crescita, alimentata da politiche che mirano in tutt’altra direzione da quella del disarmo.  

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