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Campagna reclutamento britannica

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La campagna di reclutamento britannica punta sulla fiducia in se stessi

Di Erika Becchi

DW(ITALIA).“Giovani della Gran Bretagna: posate quegli smatphone, smettete di instagrammare le foto dei vostri muscoli allo specchio e fate attenzione. La vostra patria ha bisogno di voi!”. È questo, in sostanza, il messaggio della nuova campagna di reclutamento per l’esercito inglese, che ha lo scopo di convincere i giovani britannici ad arruolarsi volontariamente. Una campagna che vuole sottolineare come, arruolandosi nell’esercito, si possa trovare maggiore realizzazione personale, fiducia in se stessi e senso di solidarietà rispetto a passioni transitorie come i social media e il narcisismo di palestra.

Al centro della campagna di reclutamento, realizzata su manifesti e opuscoli, c’è il tema dell’appartenenza. Secondo quanto dichiarato dal Ministro della Difesa britannico questo tema è stato molto importante negli ultimi anni, perché ha consentito di reclutare un numero sempre crescente di giovani volontari.

Le campagne precedenti

Negli scorsi anni il governo britannico ha lavorato molto sul reclutamento dei volontari, puntando anche su stereotipi e “difetti” delle nuove generazioni. Sono state campagne molto criticate, che si rivolgevano non solo ai “Me me me Millennials”, ovvero i giovani nati negli anni ’90 a cui si imputava un certo narcisismo, ma anche ai “Class Clowns”, ai “Binge Gamers” (i fissati con i videogames), ai “Phone Zombies” (quelli che girano sempre con lo smartphone in mano ignorando la realtà), ai “Selfie Addicts” (i selfie dipendenti) e agli “Snow Flakes” (i giovani ultrasensibili). A tutti loro il governo chiedeva di dirottare le loro energie su qualcosa di concreto, su un impegno che sarebbe stato costruttivo e utile per tutta la vita. A dispetto delle etichette spesso associate ai giovani, infatti, c’è in loro un grande potenziale di fiducia in se stessi, spirito, concentrazione e fiducia per risolvere anche le situazioni più difficili.

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La nuova campagna

La nuova campagna di reclutamento prosegue su questa rotta, che ha dato ottimi risultati negli ultimi anni. Lo scorso anno sono stati 90 mila le nuove reclute, il 46% in più rispetto all’anno precedente e il dato più alto registrato negli ultimi 10 anni.

Una delle immagini della nuova campagna di reclutamento consiste in un collage di muscoli accompagnati dallo slogan: “La sicurezza può essere costruita per un’estate o può durare tutta la vita”. Un’altra immagine, invece, ritrae un emoticon e lo slogan dice: “La sicurezza può durare un like o tutta la vita”. Il motivo per cui la campagna si basa sul concetto di sicurezza è legato a una ricerca condotta nel 20 18 dalla Prince’s Trust and Deloitte, azienda di servizi finanziari, secondo la quale il 54% dei giovani di età compresa tra il 16 e i 25 anni manifesta una certa carenza di fiducia e sicurezza in se stessi. Il 46% si sente inadeguato paragonandosi alle vite dei loro coetanei pubblicate sui social media, mentre solo il 24% pensa che il loro posto di lavoro offra un’adeguata assistenza per lo sviluppo della fiducia in se stessi.

Sulla guida di reclutamento si trovano anche informazioni sulla crisi delle forze armate degli ultimi anni. Ad esempio, si legge nella guida che il Commons Defence Select Committee a ottobre 2019 contava 77 mila truppe, contro le oltre 82 mila truppe necessarie.

Puntare tutto sulle potenzialità dei giovani

La campagna di reclutamento britannica punta al cuore dei giovani, cercando di smuovere le loro coscienze e le loro competenze. Ben Wallace, segretario della difesa, ha dichiarato al quotidiano The Independent che una carriera nelle forze armate “può offrire sicurezza, fiducia in se stessi e solidarietà”. Anche il colonnello

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Nick MacKenzie si è detto soddisfatto del lavoro svolto in questi anni per il reclutamento di nuove leve e si augura che questo percorso possa proseguire. “Con la campagna 2020” ha detto il colonnello “vogliamo sottolineare che una carriera nell’esercito non è soltanto sinonimo di opportunità entusiasmanti, sfide e avventure, ma fornisce ai giovani una duratura fiducia e sicurezza in se stessi, che è difficile trovare in altri ambiti professionali”. Una sorta di scuola di vita, a cui prima tutti i giovani dovevano partecipare ma che oggi è facoltativa. Un’occasione per staccarsi dalla famiglia, conoscere se stessi, i propri limiti e le proprie capacità, con la possibilità di farlo diventare un lavoro a lungo termine.

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