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Italia: Violenza e insulti ai bambini dell’asilo, sospese le maestre

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Veemenza e brutalità perpetrate dalle educatrici nei confronti dei più piccoli. Storie agghiaccianti riprese anche dalle telecamere nascoste nelle aule.

DW-ITALIA.”La violenza corre tra i banchi di scuola”, una frase letta e ascoltata innumerevoli volte e che, troppo spesso, viene dimenticata un secondo dopo aver appreso la notizia. Piccole tragedie che si consumano tra l’omertà dei compagni di classe e che, pur di essere amici di coloro che sono più in vista, tradiscono la fiducia del proprio compagno.

Ovviamente, non c’è solo questo alla base di tutto, anzi, vi sono la paura e un’educazione inadeguata o forse mai impartita.
Ma questo di cui stiamo parlando non è l’argomento principale che andremo a sviluppare, sebbene sia di vitale importanza, ma, questa volta, approfondiremo un altro tipo di violenza che si perpetra negli ambienti educativi (nello specifico scolastici), ma a un’altra fascia di età.

Facciamo riferimento ai più piccini, molti dei quali non riescono ancora a pronunciare nè a dire delle frasi comprensibili e che per timore che possa accaderli il peggio in quelle quattro mura, rimangono in silenzio, celando l’orrore che sono costretti a vivere e assistere in prima persona, talvolta divenendone anche le vittime.

Asilo nido e scuola dell’infanzia sono al centro dell’attenzione mediatica per una serie di incresciosi comportamenti adottati dalle maestre che si traducono in riprovevoli condotte sulle quali non si può transigere. Nello specifico, facciamo riferimento a degli spintoni, calci, ceffoni, pugni, tirate di capelli e percosse di ogni genere commesse dalle educatrici nei confronti dei bambini.

Episodi orripilanti che, con il passare del tempo, si sono moltiplicati lungo tutto il nostro stivale. Solo con il trascorrere dei mesi, mediante un po’ di pazienza e lasciando trapelare qualche “testimonianza” di uno dei piccoli che assisteva ed era costretto a subire quotidianamente queste angherie, si è riusciti a capire l’orrore celato all’interno delle aule “in nero”.
Purtroppo, questa non è fantascienza, ma pura realtà che si è susseguita per diversi anni lasciando ignari e all’oscuro moltissimi genitori, i quali, pur notando dei segni sui corpicini esili dei propri figli, non potevano minimamente pensare che si potesse trattare di simili violenze.
Fortunatamente, un giorno si è riusciti a mettere la parola “fine” in determinati istituti, in quanto alcuni bambini hanno trovato il coraggio di raccontare (per somme righe) ai propri genitori, alcuni atteggiamenti a cui dovevano sottostare.
Una volta constatato ciò e dopo aver diffuso la notizia tra le varie famiglie (e non solo), si è giunti alla scelta di installare delle telecamere nascoste all’interno delle aule scolastiche, affinchè ciò si potesse filmare e documentare e, soprattutto, far cessare codesti comportamenti vessatori.

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Come se non bastasse, neanche la soluzione adottata ha placato gli animi spietati, aggressivi, immondi e perfidi di certe educatrici, tant’è che, una volta ripreso e registrato il tutto, alcune di queste sono state sospese.
Ma la violenza di cui vi stiamo argomentando, non si riferisce solo a un discorso fisico, bensì anche verbale mediante l’uso improprio di un linguaggio scurrile fatto di insulti e termini nauseabondi che non dovrebbero mai udire (in particolar modo) bambini di quell’età.

Non parliamo di singoli casi nati da denunce fatte dai genitori o da chi ne fa le veci, ma da un insieme e, quindi, da una moltitudine di persone che, com’è giusto che sia, ha pensato bene di tutelare i propri figli.
Purtroppo, ancora oggi assistiamo a simili scenari, poiché, nonostante ci sia l’obbligo di installare e apporre le telecamere all’interno delle scuole, ciò non sempre avviene, perciò alcuni episodi sono ancora nella penombra dell’omertà in attesa che la giustizia compia il suo dovere.

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