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Puglia, le sparatorie non si fermano. Uccisi due uomini nel foggiano.

Sparatoria Puglia
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DW – Roma. Sono giorni di sparatorie e uccisioni in Puglia, dove sono due uomini sono stati freddati a colpi di pistola nel giro di due giorni.

La sparatoria a Cagnano Varano

La prima sparatoria è avvenuta sabato, quando, in mattinata, Vincenzo Di Gennaro, 47 anni, maresciallo, è stato ucciso nella piazza centrale di Cagnano Varano, in provincia di Foggia. Il responsabile dell’omicidio sarebbe Giuseppe Papantuono, 64 anni, che si sarebbe avvicinato con una pistola all’auto dei carabinieri – in servizio durante la mattinata – colpendo a morte il maresciallo Di Gennaro e ferendo un collega della vittima. Proprio pochi giorni prima, Papantuono era stato condotto in caserma e denunciato perché trovato in possesso di cocaina. Aveva dichiarato pubblicamente, nei confronti delle forze armate, «ve la farò pagare».

«Oggi è una giornata di lutto perché abbiamo perso un uomo delle Istituzioni, dell’Arma, il maresciallo maggiore Di Gennaro. Qualche ora fa era rimasto ferito e poi è deceduto. Mentre è rimasto ferito il carabiniere Casertano. Per fortuna mi hanno confermato che, pur avendo due proiettili, uno all’addome uno al braccio, assolutamente la sua vita è salva e potrà recuperare», ha fatto sapere il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Stefania, compagna della vittima, ha invece dichiarato: «Vincenzo sorrideva sempre, sia nelle difficoltà sia nella vita. Bisogna  andare sempre avanti, mi diceva. C’erano i momenti in cui era giù di morale, affranto, però diceva di non mollare mai perché la vita continua. Avevamo costruito una casa e stavamo progettando il matrimonio».

L’omicidio del pregiudicato a Trinitapoli

Un giorno dopo la morte di Di Gennaro, a Trinitapoli, a meno di 150 chilometri di distanza, un altro delitto riempie le cronache pugliesi. La vittima è Cosimo Damiano Carbone, ritenuto dai carabinieri a capo del clan mafioso della città. Era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Savino Saracino nel settembre del 2004, per poi ritrovarsi ai domiciliari per motivi di salute.

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È stato ucciso con tre colpi di pistola a bordo della sua auto, appena fuori dal cortile della sua abitazione. I killer erano in una Jeep Renegade, che è poi stata ritrovata in fiamme in un campo poco distante. “L’inchiesta della Procura di Foggia potrebbe presto passare ai magistrati della Direzione distrettuale di Bari che stanno indagando sugli ultimi episodi della guerra fra clan in città”, scrive in proposito Repubblica.

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