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Rachi mondai: un ostacolo al dialogo tra Giappone e Nord Corea?

Rachi mondai: un ostacolo al dialogo tra Giappone e Nord Corea?
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E‘ da circa 50 anni che la questione dei rapimenti internazionali, anche nota come Rachi mondai, di cui per diverso tempo è stato accusato il governo di Pyongyang, costituisce una delle principali limitazioni al dialogo politico tra Giappone e Corea del Nord. Negli anni ’70, alcuni cittadini giapponesi scomparvero e si sospetta che siano stati rapiti da alcuni agenti nordcoreani. Il governo giapponese confermò che 17 persone andarono incontro a questo destino. A partire dal 1991, i funzionari giapponesi cercarono di aprire un dialogo su questo problema con la Corea del Nord, durante i colloqui bilaterali, ma per anni Pyongyang  negò costantemente l’accusa.

Pyongyang ammette le sue colpe

Tuttavia, nel 2002, Kim Jong, ammise all’allora primo ministro giapponese Junichiro Koizumi, che una parte della sua agenzia di intelligence aveva in passato, rapito dei cittadini giapponesi. Nei due anni successivi, Koizumi riportò in Giappone 5 vittime su 17 con le loro famiglie. Tuttavia, il Giappone e la Corea del Nord non sono stati in grado di raggiungere un accordo sulle restanti 12 vittime. Il Nord insiste sul fatto che la questione è stata risolta con la confessione di Kim Il Sung, con le sue scuse per i rapimenti e con il ritorno delle 5 vittime. In più la Corea del Nord sostiene che i restanti 12 scomparsi, non sarebbero mai entrati in Corea del Nord o sarebbero morti. Il Giappone non ha creduto alle affermazioni di Pyongyang e ha continuato a chiedere il ritorno dei restanti 12 cittadini. Si pensa che una delle vittime, Megumi Yokota, sia stata rapita quando aveva solo 13 anni.  Il problema del rapimento non è diventato altamente importante solo per le famiglie delle vittime, ma oggi è anche una questione politicamente delicata per il governo giapponese. Da quando Koizumi è diventato  primo ministro nel 2006, il Giappone ha assunto la posizione di un paese non disposto ad impegnarsi in alcun colloquio diplomatico con la Corea del Nord, fino a quando la questione dei rapimenti non sarà completamente risolta.

Un’evoluzione nelle relazioni tra Giappone e Corea del Nord

La maggior parte degli osservatori ha scartato la possibilità che il Giappone sia in grado di riaffermare il proprio ruolo di importante stakeholder sulla questione nucleare nordcoreana, dal momento che Tokyo ha lasciato intendere che non vi sarà alcun coinvolgimento sostanziale con Pyongyang fino a quando la questione dei rapimenti non sarà completamente risolta. Eppure Abe ha dichiarato la sua intenzione di perseguire con la normalizzazione delle relazioni tra Giappone e Corea del Nord in un discorso alla Japanese Diet nel gennaio 2019. Abe ha affermato che il suo incontro con Kim avrebbe dovuto progredire sulla questione dei rapimenti, sottolineando che quest’ultima rappresentava ancora una precondizione per un vertice.

Ora che i colloqui tra Stati Uniti e Corea del Sud con la Corea del Nord sono fermi, Abe potrebbe ritenere di avere un più ampio spazio diplomatico e politico per abbandonare la sua precondizione per un incontro con Kim. Il cambio di posizione potrebbe portare a un vertice con Kim e un’apertura per un maggiore coinvolgimento giapponese nella diplomazia della Corea del Nord. Che il Rachi mondai possa smettere di rappresentare un ostacolo al dialogo tra Giappone e Nord Corea?

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