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Sudan: la rivolta dei cittadini che ha fatto dimettere Omar al Bashir

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DW- Roma. Già dalle prime ore dell’alba circolava la notizia del possibile colpo di stato. Si erano visti dei veicoli militari entrare nella residenza del presidente Bashir e del ministero della Difesa. Poco dopo, le trasmissioni radiofoniche si sono interrotte.

La fine del regime di Omar al Bashir

È l’esercito ad aver organizzato il colpo di stato svoltosi nelle strade del Sudan, conclusosi con le dimissioni di Omar al Bashir. Giovedì decine di migliaia di persone si sono riunite a Khartoum per festeggiare l’agognata fine del regime. Il ministro della Difesa ha poi dichiarato in diretta televisiva l’arresto e le dimissioni di Omar al Bashir; era in carica come presidente del paese da più di trent’anni.

L’esercito ha proclamato la creazione di un consiglio militare di transizione al potere per i prossimi due anni, fino alle prossime elezioni. Questo evento cruciale coincide con dei cambiamenti che determineranno le sorti future del paese. Tra queste ci sono la scarcerazione di prigionieri politici, la sospensione della Costituzione, l’imposizione dello stato di emergenza per i prossimi tre mesi e un coprifuoco giornaliero. Il Sudan si trova ora in una situazione senza via d’uscita, dato che lo spazio aereo e i punti d’entrata del paese sono stati chiusi.

Il carovita alla base della rivolta

Inizialmente le manifestazioni nate nella città di Gedaref si sono espante fino a Khartoum, nonostante le forze di sicurezza le avessero represse con estrema violenza. I motivi di quest’ultime riguardavano il carovita e la cancellazione di un sussidio per comprare il pane. In seguito ai primi momenti di rivolta però, le proteste si sono indirizzate verso la causa del malessere, il presidente Bashir, al potere da più di 30 anni, accusato di corruzione e molteplici violenze.

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Dall’inizio delle rivolte la popolazione aveva preso parte a proteste e manifestazioni a più riprese e le ultime erano iniziate venerdì a Khartoum, quando migliaia di cittadini sudanesi avevano partecipato a un sit-it davanti al quartier generale dell’esercito. Proprio durante quelle manifestazioni si erano verificati violenti scontri tra la popolazione e le forze di sicurezza controllate direttamente da Bashir. Negli ultimi giorni, svariati testimoni avevano svelato che in più occasioni l’esercito aveva difeso i manifestanti dalle forze legate a Bashir, come se l’esercito avesse deciso di togliere il suo sostegno al governo cambiando per sempre il futuro del Sudan.

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