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Russia, ecco la nuova rete internet sovrana voluta da Putin

Runet, Putin firma la legge sulla nuova rete internet sovrana in Russia
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DW – Roma. Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato la legge riguardante il funzionamento stabile della nuova rete Internet russa. La cosiddetta Runet, o connessione sovrana, disconnetterà definitivamente il paese dal World Wide Web.

Secondo la legislazione, supponendo che riesca a funzionare effettivamente nella pratica, la Runet servirebbe a evitare “minacce di cyber attacchi all’utilizzo stabile, sicuro e integrale di una connessione Internet russa sul territorio russo” centralizzando “la rete di comunicazioni generali”, racconta il governo. In parole semplici, la legge renderebbe concreto un sistema detto DNS (Domain Name System): una rete alternativa che i cittadini russi potranno utilizzare anche in caso di problemi esterni o attacchi cyber al Worl Wide Web e, si presume, anche nel caso in cui i politici del paese ritengano che tale disconnessione sia vantaggiosa. 

La nuova legge, in sostanza, prevede il controllo centrale di tutto il traffico Internet, eliminando dunque la necessità di inviare e ricevere dati dai server oltreoceano. Questo controllo significa chiaramente il monitoraggio del traffico e la dura censura dei siti che potrebbero essere visitati dagli utenti russi.

Molti siti, infatti, non vanno bene: parlano, raccontano troppo degli altri paesi, e potrebbero risultare pericolosi per la stabilità del governo e della società interna. Per questo, è quasi meglio tagliare fuori dai contini nazionali quello che succede al di fuori di questi, innalzando una vera e propria barriera virtuale. Il provvedimento, inoltre, colpisce anche account e blog privati, oscurabili senza preavviso e con multe salate per i gestori.

I provider dei servizi Internet saranno quindi costretti a disconnettersi da qualsiasi server straniero, affidandosi invece al DNS russo entro il prossimo novembre, quando la rete sovrana partirà ufficialmente.

A dettare le regole della transizione sarà la Roskomnadzor, l’agenzia governativa russa per le telecomunicazioni. Proprio la Roskomnadzor, infatti, ha espresso per prima il proprio sostegno per il trasferimento. Sarà difficile, comunque, giudicare oggettivamente tutto quello che accade all’interno del paese, dove i media non controllati direttamente dallo stato possono entrare sempre meno facilmente.

A poco, evidentemente, servono le battaglie dei gruppi che ora marciano per la libertà civile nel paese, tentando di convincere l’opinione pubblica dei rischi della censura governativa.

“L’informazione – aveva spiegato settimane fa Aleksei Kuriny, vice presidente del Partito Comunista russo contrario alla rete sovrana – sarà determinata da istituti appositamente creati, qualcosa tra l’uffficio del procuratore della Repubblica e l’autorità garante, il Roskomnadzor. Essi determineranno se l’informazione è decente o indecente, se insulta o meno la ‘moralità pubblica’. Si tratta di una delle opzioni per introdurre la censura nella Federazione Russa”.

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