Salone di Torino, è polemica sull’editore di CasaPound

Salone di Torino, è polemica sull’editore di CasaPound
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ZeroCalcare e Anpi non ci saranno

DW – Roma. È scoppiata un’accesa polemica per la presenza al Salone del Libro di Torino della casa editrice “Altaforte Edizioni”. L’editore Francesco Polacchi, infatti, ha rilasciato all’Ansa dichiarazioni alquanto forti circa il suo credo politico.
“Io sono fascista. È l’antifascismo il vero male di questo Paese.” Avrebbe detto tra lo sgomento dei presenti.
Tutto il Mondo culturale ha subito preso le distanze da queste affermazioni, mentre Polacchi, in una seconda intervista, sostiene che le sue parole siano state travisate.

Il forfait dei big

La presenza dello stand di Altaforte Edizioni ha acceso un dibattito molto forte e c’è chi, turbato dalla presenza di un editore legato a CasaPound, non parteciperà al Salone del Libro di Torino.
Tra questi il celebre fumettista italiano Zerocalcare, pseudonimo di Michele Rech, che ha annullato tutti i suoi impegni al Salone, giustificando la sua assenza con un lungo post su Twitter.
“In effetti ho annullato tutti i miei impegni al Salone del libro di Torino, sono pure molto dispiaciuto, ma mi è impossibile pensare di rimanere seduto tre giorni a pochi metri dai solidali di chi ha accoltellato i miei fratelli.”
Tra i volti noti del Salone mancherà anche quello dello scrittore e giornalista Cristian Raimo. Il collaboratore di Nicola Lagioia, direttore del Festival, ha infatti annunciato le sue dimissioni.
Mancheranno per scelta anche Wu Ming, Carlo Ginzburg e l’Anpi. Quest’ultima ha spiegato che “Il motivo è legato all’intollerabile presenza della casa editrice Altaforte, che pubblica volumi elogiativi al fascismo ed è denigratrice della Resistenza e dell’Anpi stessa.”

A rischio il Museo di Auschwitz

Una lettera firmata dal direttore del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau, Piotr M.A. Cywinski, dal Presidente Paolo Paticchio, da Michele Curto e dalla sopravvissuta al campo Halina Birenbaum è arrivata agli organizzatori del Salone.
Una lettera molto chiara: o noi, o loro. “Non si può chiedere ai sopravvissuti di condividere lo stesso spazio con chi mette in discussione i fatti storici che hanno portato all’Olocausto con chi propone un’idea della società fascista.”

Il rovescio della medaglia: #iovadoaTorino diventa virale

Se da una parte troviamo chi ha scelto di non partecipare al Salone del Libro, dall’altra vi è un numeroso gruppo di editori, autori e addetti del settore che si ribellano alla presenza di Altaforte decidendo di non rinunciare alla presenza in fiera.
Einaudi Editore, tramite Twitter, spiega che “Pur comprendendo le diverse posizioni e i diversi punti di vista, parteciperà al #salTo con convinzione e impegno, nella certezza che contro qualsiasi oscurantismo, le parole, le idee e la presenza siano le armi più efficaci per la cultura e la democrazia.”
Anche Chiara Appendino, Sindaco di Torino, spiega con un tweet che “Torino è antifascista. È solo con la cultura che possiamo porre un argine a ogni possibile estremismo o ritorno di ciò che deve essere archiviato per sempre. Tanti e uniti. È così che si vince.”
Tantissimi anche gli appassionati del Salone che in queste ore stanno contestando sui social la presenza di Altaforte.

Chi è l’editore del libro di Salvini

Altaforte Edizioni presenterà al Salone il libro – intervista di Matteo Salvini “Io sono Matteo Salvini, intervista allo specchio”, di Chiara Giannini.
La Casa Editrice è al centro delle polemiche per essersi dichiarata apertamente affiliata a CasaPound, movimento politico di estrema destra.
Avviata a settembre dello scorso anno, Altaforte Edizioni ha già al suo attivo numerosi testi fascisti, tra cui ricordiamo “La dottrina del fascismo” di Benito Mussolini e Giovanni Gentile.

Il Salone del Libro di Torino è antifascista

Durissime le polemiche, che non si placheranno facilmente.
In questo clima, anche gli organizzatori hanno tenuto a precisare la loro distanza dagli ideali fascisti.
“Il salone è antifascista. Se è diventato l’occasione per affrontare questo tema allora la cultura sarà davvero servita a qualcosa.”
In queste ore è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica, affinché i magistrati possano valutare se sussistano i presupposti per il reato di apologia di fascismo.

Come scrive il grande poeta Miguel de Unamuno “Il fascismo si cura leggendo”. Nessun posto allora in questi giorni sarà migliore del Salone del Libro di Torino, per dimostrare che il fascismo non potrà mai più impossessarsi delle nostre vite.

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