Salvini contro Raggi “NO al Salva Roma”

Salvini contro Raggi “NO al Salva Roma”
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DW-Roma.Dialogo teso anche in Campidoglio tra la sindaca romana Virginia Raggi ed il ministro degli interni Matteo Salvini che critica il “salva Roma”, norma presente nel decreto Crescita.


Dallo scorso 4 aprile, con la proposta e la prima approvazione del decreto Crescita (non tuttavia pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale), si sono susseguite bozze, dibattiti e riscritture dei contenuti sui quali ad oggi non vi è ancora coesione e chiarezza.

Il decreto Crescita dovrebbe essere varato oggi dopo un “passaggio formale” nel Consiglio dei Ministri, ma il leader del partito leghista attacca “Nessuna norma salva Raggi. Non esistono comuni di serie A e serie B. O si aiutano tutti i comuni e i sindaci in difficoltà o nessuno. La Lega non vota norme che creano disparità.”.


Di contro il Movimento Cinque Stelle risponde “Non è un salva Roma ma un salva Italia”sottolineando che si tratta di una disposizione che non graverebbe costi allo Stato ma che al contrario, il permettere ai cittadini romani di chiudere un debito ventennale causato proprio dalla
vecchia amministrazione berlusconiana, apporterebbe beneficio e risparmio a tutti i cittadini italiani.

Ad inaridire il terreno di dibattito e surriscaldare gli animi, è la vicenda che ha visto il sottosegretario leghista Armando Siri indagato per corruzione, inchiesta che ha portato il M5S a richiederne immediate dimissioni; in sua difesa il ministro Matteo Salvini ha contrattaccato rivendicando le dimissioni alla sindaca pentastellata per inadempienza ed incompetenza nell’amministrazione comunale.

Le urgenze capitoline sarebbero diverse, dai bilanci comunali, ai disservizi, alla situazione pulizia (di rimando, già in passato si titolavano notizie di carcasse di topi divorate da gabbiani affianco a gremiti cassonetti);

lo stesso sindaco Raggi definisce, in una registrazione svelata da l’Espresso, la situazione romana “Fuori controllo”, parole cardine delle critiche leghiste che ribadiscono l’incapacità di gestione della prima cittadina, “A Roma mi sembra che c’è un sindaco che non ha il controllo della città, dei conti, della pulizia, delle strade, delle case, quindi regali non ne facciamo, la Lega non ne fa.” non esita il vicepremier.


Secondo la normativa in discussione, si prevedrebbe di sciogliere la gestione commissariale che nel 2010 ha attribuito al comune tutti i debiti obbligando un finanziamento annuale interno di 200 milioni di euro e di 300 milioni di euro per mezzo delle casse statali.

Si conterebbe la cessione dei debiti commerciali riguardanti forniture e servizi, al comune, e del debito finanziario costituito maggiormente dalle obbligazioni, al ministero dell’Economia; così da giungere, demandando ad un creditore più concreto, ad un’auspicata riduzione degli interessi bancari, stimando un risparmio di circa 90 milioni di euro annui. Gli scontri che vedono minacciato il consenso alla promulgazione in caso di mancata estensione
della norma ad ogni entità comunale, potrebbero portare ad una sua effettiva elongazione a tutti i comuni italiani che versano in condizioni di instabilità.


Roma è tuttavia l’unica città che possiede una gestione commissariale del debito, resta pertanto di difficile comprensione il modo in cui questo decreto possa essere rivolto alle altre amministrazioni
municipali.

3 Responses to "Salvini contro Raggi “NO al Salva Roma”"

  1. Avatar
    Josefina   24 Aprile 2019 at 17:17

    It works very well for me

    Rispondi
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