Sea Watch 3 perchè l’Italia ?

Sea Watch 3 perchè l’Italia ?
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Dw-Roma. Vi siete mai chiesti perchè proprio l’Italia? Perchè oggi la Sea Watch 3 abbia scelto l’Italia per far approdare 42 persone salvate in mare?.

La Sea Watch è una nave battente bandiera dei Paesi Bassi ed è gestita da un organizzazione no-profit chiamata proprio Sea Watch, la sua sede è a Berlino.

Il suo capitano

Carola Rakete è il capitano si questa imbarcazione, trentun anni d’età, nazionalità tedesca è laureata in conservazione ambientale alla Edge Hill University nel Lancashire (prima di 3 lauree). Oltre al tedesco, sua lingua madre, parla bene l’inglese e, a un livello più basico, anche il francese, il russo e lo spagnolo.

Nonostante i suoi 31 anni, ha già una lunga esperienzain mare. Non ancora venticinquenne, è stata al timone di una nave rompighiaccio nel Polo Nord nell’ambito di una missione per uno dei maggiori istituti oceanografici tedeschi. Altra esperienza come secondo ufficiale di bordo per la Ocean Diamond e per la Arctic Sunrise di Greenpeace, e collaborato con la flotta della British Antarctic Survey, un’organizzazione del Regno Unito impegnata in progetti di ricerca nell’Antartide.

Nel 2016 ha conosciuto Sea Watch, con un mese di volontariato per una missione di salvataggio al largo della Libia. A partire dal 2017 la collaborazione è diventata più forte: oltre a coordinare le operazioni di ricognizione condotte dagli aerei Moonbird e Colibrì, ha preso parte a diverse missioni di soccorso ai migranti in mare.

Perchè proprio l’Italia

Una delle critiche che le ong ed in particolare la Sea Watch deve affrontare e perchè queste decidono di far sbarcare i migranti proprio li a Lampedusa o altri porti italiani.

L’Italia non è l’unico Paese che si affaccia sul Mediterraneo, ci sono anche la Spagna, la Grecia, la Francia, Malta, a detta del ministro Salvini anche la Libia.

In primis l’Italia non è il Paese che accoglie più migranti e lo sbarco di quest ultimi è dovuto a fattori geografici e sopratutto alla regola del “porto sicuro”.

Le Ong devono rispettare la convenzione di Amburgo del 1979 che prevede che gli sbarchi debbano avvenire nel primo “porto sicuro” sia per prossimità geografica a dove è avvenuto il salvataggio sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani.

In questi giorni abbiam sentito parlare di porto sicuro proprio nella questione Sea Watch 3 perchè l’Italia tramite il ministro Salvini aveva avanzato proposta di far sbarcare in Libia i migranti. Si avete capito bene in Libia, un paese da anni diviso da una guerra civile, senza stabilità politica e militare, controllato da milizie in lotta tra loro.

In alternativa alla Libia, ha detto il ministro Salvini in questi giorni, la Sea Watch 3 avrebbe potuto fare rotta verso la Tunisia: un paese più stabile e abbastanza vicino al punto dove erano stati salvati i migranti. La Tunisia è un paese relativamente sicuro ma non è attrezzato per garantire i bisogni dei migranti.

Non ha una legislazione completa sulla protezione internazionale: una cosa essenziale perché possano essere rispettati i diritti umani dei migranti e perché un posto possa essere considerato un “porto sicuro”. Negli ultimi giorni , per esempio, una nave con 75 migranti a bordo era stata costretta a rimanere in mare per giorni ,le condizioni erano molto peggiori di quelle della Sea Watch 3 – perché la Tunisia si rifiutava di farli sbarcare. Quando sono sbarcati, ha scritto il Guardian, i migranti sono stati trasferiti in centri di detenzione e minacciati affinché accettassero di lasciare subito il paese e non presentare domanda di asilo internazionale.

L’Italia ma sopratutto Lampedusa rimane il Paese più vicino alle coste nordafricane.E’ la via più breve. Nel 2018 in una calda estate la nave Aquarius dopo aver salvato 600 persone fu costretta ad un lungo viaggio verso Valencia. L’Italia si rifiutò di far sbarcare i migranti ciò comportò il lungo viaggio dell’Aquarius verso la Spagna scortata da due navi militari italiane perchè non era in grado di gestire un viaggio di questo genere.

C’è Malta, un paese che ha una superficie che è un quarto di quella di Roma che ha però ha diversi problemi. In primo luogo è scarsamente attrezzata per occuparsi di uno sbarco di centinaia di migranti e soprattutto delle loro richieste di protezione internazionale; in secondo luogo è già oggi un paese che in proporzione alla popolazione ospita molti più migranti di quanti ne accolga l’Italia.

Ecco perchè l’Italia.


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